giovedì 13 febbraio 2014

Hub dot Napoli per le donne

di Gennaro Tullio

Quattrocento donne si sono date appuntamento alla Mostra d'Oltremare di Napoli per prendere parte a Hub Dot. Ma cos’è Hub Dot? Il progetto nasce a Londra nel febbraio 2013 da un’idea semplice: connettersi face to face, dal vivo. Non è un movimento politico, non è un club esclusivo per fare business. Nasce da una donna per le donne. L’ideatrice, infatti, è Simona Barbieri Bunting, napoletana trapiantata a Londra, che riunisce donne di età, nazionalità, provenienza sociale e professione differenti, per relazionarsi al di là degli spazi telematici di Facebook, Linkedin e il cyberspazio. Un nuovo incontro, il primo del 2014, ha inaugurato l’anno e la nascita di Hub Dot Napoli, il team partenopeo dell’iniziativa.

In meno di un anno Hub Dot ha conquistato la simpatia di migliaia di donne facendo leva su temi come la condivisione, l’ispirazione, la comunicazione semplice ed immediata e diventando così un movimento diffuso in altre città come Los Angeles, Barcellona, New York, Singapore, Istanbul, Milano.

L’appuntamento era fissato per il 22 gennaio al Palazzo dei Congressi della Mostra d’Oltremare: circa 400 donne provenienti da tutta Italia e da altri paesi europei si sono incontrate per scambiarsi idee, progetti, storie, passioni, opportunità. Scopo della serata è stato quello di creare connessioni, trovarsi, riconoscersi, attraverso i Dot colorati (adesivi circolari colorati), icona del movimento. 

Il logo di Hub Dot
Cinque Dot, ciascuno di un colore, per identificarsi: rosso per “ho un’identità professionale”; verde per “sono in cerca di una nuova ispirazione”; blu per “sono qui per socializzare”; giallo per “ho un’idea, mi aiuti?”; viola per “ti racconto della mia attività di beneficenza, passione, lavoro”. Un sistema semplice e divertente, dunque, che aiuta tutti a fare connessioni senza pre-concetti. Condizione necessaria per partecipare all’evento era l’iscrizione sulla piattaforma www.thehubdot.com, e l’inserimento, nella sezione “about you”, della richiesta di connessioni specifiche che poi sono state rese possibili dal ruolo delle “connectors” presenti all’evento.

“A noi non interessa età, estrazione sociale, professione. Vogliamo solo creare uno spazio fisico dove, mentre si beve un bicchiere di vino, si parla con le donne che ti circondano, si ascoltano inspirational speakers e si lascia al caso la possibilità di trovarti. Un nuovo modo di fare networking che abbraccia non solo il campo professionale ma tutte le sfere della vita, e che intende aiutare così le donne a creare connessioni di significato”, spiega Simona Barbieri Bunting.

Come creare al meglio le connessioni? Semplice, basta registrarsi agli eventi attraverso il sito web www.thehubdot.com, chiedere così connessioni specifiche, grazie anche al lavoro del team che si impegna a far si che queste connessioni accadano, anche in tempi successivi. La novità è inoltre rappresentata da “la piazza digitale Hub Dot”, progetto in progress che intende sviluppare connessioni on line world wide, ma che non si sostituirà mai alla missione di Hub Dot rivolta al potere delle connessioni face to face.

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