lunedì 10 febbraio 2014

Quali azioni mettere in campo per favorire lo sviluppo locale

Intervista a Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni
Un confronto con il Presidente onorario dell’Associazione Campania Domani, On. Giuseppe Fioroni, sugli strumenti più adeguati per incoraggiare il rilancio dell’economia locale. 
Lei pensa sia possibile sperare di attuare concrete politiche di sviluppo per il territorio? E qual é il ruolo della politica nel favorirle? 
Nell’economia attuale e globale non si può prescindere da un economia locale, a forte caratterizzazione territoriale, soprattutto in un paese come il nostro dove ogni territorio ha una propria identità turistica, artigianale, enogastronomica, culturale e ricca di tradizione. Queste sono le frontiere che si aprono ad una economia locale e in aggiunta a tutto ciò non bisogna dimenticare che alcuni servizi, soprattutto di cura e di assistenza, hanno per loro natura una dimensione locale. La politica può fare molto, in primis eliminando o limitando le barriere burocratiche e di accesso all’attività di impresa, in secondo luogo preservando il territorio e la sua caratterizzazione, incentivando l’economia locale, spingendo artigiani e imprese locali a consorziarsi a darsi una dimensione più grande e che offre maggiori e migliori possibilità di fare sistema all’interno del mercato locale, regionale e nazionale. La politica inoltre deve essere in grado di valorizzare il patrimonio culturale, artistico e ambientale dei territori, perché costituisce, in Italia, una grande ricchezza e una grande opportunità, come esperienze di successo dimostrano ampiamente. 
Che possibilità hanno gli Enti Locali di riuscire a portare avanti una programmazione lungimirante e strategica? E su cosa puntare?
In primis una razionalizzazione della spesa, che non vuol dire tagliare servizi ma esattamente il contrario. Serve una politica di programmazione delle scelte sia in termini di politiche regionali sui trasporti e le infrastrutture, sia in termini di investimenti. Razionalizzare vuol dire individuare un motore di sviluppo caratterizzante l’economia locale e puntarci le poche risorse in maniera convinta e non disperderle a pioggia. Dopodichè la comunità europea offre vari programmi di finanziamento che permettono di incentivare determinati settori, quindi rendere conoscibili e accessibili questi ultimi è prioritario, anche attraverso la creazione di sportelli appositi. Centrale è il ruolo degli Enti locali per combattere la lotta contro gli sprechi, la corruzione con il conseguente recupero di risorse da utilizzare per investimenti mirati. 
Molti affermano che bisogna favorire uno sviluppo più equilibrato del nostro Paese, migliorando la qualità della vita e la competitività e sostenibilità del sistema produttivo. Come attuare tutto questo?
Affermano il giusto. E non solo in termini di qualità della vita ma per quanto già detto sopra. La politica locale deve facilitare con risposte vere e con servizi efficienti sia la quotidianità delle persone, sia la qualità delle loro vite, soprattutto nei momenti di difficoltà, attraverso lo sviluppo di un welfare sussidiario e di comunità. La condivisione, non solo delle difficoltà, oggi, per le economie locali, è una parola chiave perché rafforza il senso di appartenenza ad una comunità, ai valori che ne sono alla base, e costituisce anche un motore di sviluppo economico e di opportunità di cui possono beneficarne tutti. Servizi efficienti favoriscono la qualità della vita e permettono al tessuto produttivo di sfruttare le enormi possibilità che il territorio italiano offre. Per esempio la chiusura di un centro storico è una scelta che migliora la qualità della vita ma anche l’offerta turistica, ma per fare ciò bisogna munirsi di parcheggi, trasporto pubblico locale e aree di sosta. Ecco ciò dimostra, come, oggi, ogni scelta, comporta delle conseguenze che coinvolgano ogni aspetto della vita di una comunità, per questo serve una programmazione delle stesse e magari una piena condivisione anche nelle scelte politiche. La sfida è immaginare e concretizzare una città a misura di famiglia, capace di dare servizi alle persone, specie non autosufficienti, agli anziani, ai giovani, con una gestione dei tempi, anche amministrativi, che non facciano sentire la nascita di un figlio un lusso che pochi possono permettersi. E in questo senso la politica della casa, dell’occupazione e di una buona amministrazione rappresentano i pilastri di una buona qualità della vita.
di Consiglia Maglio

Nessun commento:

Posta un commento