lunedì 17 febbraio 2014

Ripartire dallo sviluppo per essere più competitivi nel Mediterraneo

Il Grande Progetto ed i fondi europei

Le vie di navigazione storicamente hanno determinato la crescita e lo sviluppo di città e stati. Importante punto di snodo per i traffici marittimi, fin dall'antichità, Napoli cresce intorno al suo porto. Oggi, il porto di Napoli rappresenta la prima impresa della città e una delle più grandi della Campania. Grande attenzione dunque va dedicata al suo sviluppo, al fine di preservare e ampliare i traffici e di conseguenza l'indotto e il personale.

L'area complessiva si estende per oltre 200.000 m2, con 14 moli dedicati ognuno a funzioni differenti: traffico passeggeri e crocieristico , cabotaggio, cantieristica, attività commerciale nelle sue componenti di traffico merci, petrolifero, container, industria delle riparazioni navali, traffico commerciale e diportismo.

Attualmente, la maggior parte dei traffici si svolge tra il Molo Angioino e il Molo Beverello; il primo destinato all'approdo delle navi da crociera mentre il secondo riservato a traghetti ed aliscafi diretti alle isole del Golfo, ossia Capri, Ischia e Procida.

Per quanto riguarda le merci il porto gestisce il transito di circa 22 milioni di tonnellate l'anno di merci varie. Migliaia di nuovi posti di lavoro dipendono dalla sua piena efficienza.

Ad oggi, può contare su un fatturato di quasi 700 milioni di euro l’anno e 10 mila lavoratori tra diretto e indotto. Ma la cosa più importante di tutte è che saranno fatti investimenti, per circa un miliardo di euro, nei prossimi tre anni. Basti pensare che solo il grande progetto "Logistica e porti. Sistema integrato portuale di Napoli", così come si apprende dal sito ufficiale del Ministero, www.opencoesione.gov.it, prevede un finanziamento di 282.500.000,00 euro. Tra le finalità del progetto sono contemplate lo sviluppo produttivo e la valorizzazione dell’area portuale, il rafforzamento dei collegamenti marittimi della città di Napoli con il resto del Mediterraneo, lo sviluppo sostenibile e il rilancio dell’area orientale. Fonti accreditate ipotizzano un incremento del Pil portuale del 25%, che contribuirà ad accelerare la realizzazione di un sistema di trasporto efficiente, integrato, flessibile, nonché sicuro e sostenibile. In questa cornice, il Piano Regolatore del Porto assume una valenza strategica, non solo perché la sua modifica consente la cantierabilità di molti degli interventi previsti dal Grande Progetto, ma soprattutto perché conduce al tanto atteso riordino del sistema portuale partenopeo, nel rispetto della sostenibilità ambientale e garantendo servizi sempre più efficienti da offrire ai cittadini.

di Alessia Nardone

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