lunedì 17 febbraio 2014

Porto di Napoli: in attesa della nomina del Presidente dell'Autorità Portuale

Essere Presidente dell'Autorità portuale di Napoli è certo un ruolo di gran prestigio e che fa gola a molti ma dilatare i tempi per la sua nomina risulta a dir poco dannoso per l'economia complessiva. I diversi aspetti che si intrecciano nella già complessa cornice di riferimento del porto tengono tutti con il fiato sospeso. La chiave di volta per poter sbloccare una serie di questioni connesse alla più importante infrastruttura campana è la nomina del nuovo Presidente dell’Autorità Portuale. Non foss' altro che perché questo determinerebbe la chiusura della presidenza Dassatti, che attualmente opera già in regime di commissariamento. L’iter che porta alla tanto attesa nomina però, appare più lungo e dibattuto del previsto. Tanti, troppi, sono gli interessi economici e politici che vi ruotano intorno a questa carica e che determinano quelle impasse alle quali purtroppo noi italiani siamo già abituati. Vani, come è facilmente intuibile, sono stati i tentativi di arrivare ad un nome condiviso, di alto profilo, che risponda ai requisiti essenziali previsti dalla legge
 
Il Porto di Napoli
Di certo il favorito, Riccardo Villari, noto politico campano, promosso con forza dal Pdl e proposto dal Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi, nonostante le polemiche e le obiezioni arrivate da più parti, non sembra rinunciare a concorrere per la presidenza. Dopo il primo voto favorevole al Senato, la Camera però ha bocciato la sua nomina, rimettendo tutto in discussione. Ma il “no” a Villari non è arrivato solo dalla Camera: un secco no a Villari era già arrivato dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, dal Pd campano e dallo stesso sottosegretario alle infrastrutture Vincenzo De Luca. Dello stesso avviso i sindacati, con la Cisl Campania in prima fila. Anche il segretario, Lina Lucci non ha mai nascosto la forte contrarietà all’ipotetica nomina, definendola vergognosa e in aperta violazione della Legge 84/94. tutti insomma concordi sul fatto che la candidatura di Villari risulterebbe inadatta. Infatti, la legge prevede che il futuro presidente debba dimostrare “massima e comprovata qualificazione professionale nel settore dell’economia dei trasporti e portuale”. Caratteristiche che mancherebbero al suddetto. A pesare sulla stessa nomina, si è aggiunta anche la recente bocciatura da parte del Consiglio di Stato, di un caso simile successo a Cagliari, motivato dalla mancanza nel candidato, delle competenze richieste.

Da più fronti non sono mancati dunque, dubbi sull’incompatibilità del candidato Pdl, per via del suo profilo professionale poco corrispondente. Più volte inoltre, il Ministro Lupi è stato invitato a cambiare strada con un candidato più attinente. Ma pare che questi non voglia rinunciare al suo candidato. Insomma il cammino per un accordo risulta alquanto complesso, per cui si preannuncia un ulteriore dilatamento dei tempi. Non ci resta che sperare in una giusta dose di buon senso da parte del Ministro e magari anche dello stesso Villari.

di Alessia Nardone

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