giovedì 27 marzo 2014

Città della Scienza: un punto di riferimento per piccoli e grandi

Un lavoro iniziato alla fine degli ottanta che non si è mai interrotto

L’idea di far nascere “Città della Scienza” è figlia del successo riscontrato alla fine degli anni Ottanta di una serie di iniziative promosse da Vittorio Silvestrini che nel 1987 diede vita alla prima edizione di “Futuro Remoto” che si svolse alla Mostra d'Oltremare. Il grande successo riscosso dall'iniziativa portò alla costituzione della “Fondazione Idis”. Nell'operazione Silvestrini coinvolse il giovanissimo Vincenzo Lipardi, compagno di militanza politica nel partito comunista napoletano. Tra il dire e il fare, o meglio tra il sognare e il realizzare, passarono quasi dieci anni. I due pioneri dovettero aspettare, infatti, la salita al governo cittadino di un altro compagno di militanza, Antonio Bassolino, che sottoscrisse come Comune di Napoli un accordo di programma coinvolgendo il Ministero del Bilancio, la Regione Campania e la Provincia di Napoli. Nel 1996 fu aperto al pubblico il primo nucleo del complesso. Nel 2001 fu inaugurato il Science Centre nella sua configurazione finale e nel 2003 il progetto fu completo con l'apertura del “Centro Congressi”, del “Centro di Alta Formazione” e del Business Innovation Centre. La governante della Fondazione è composta da Vittorio Silvestrini, presidente della Fondazione IDIS - Città della Scienza, sin dalla nascita, da Lipardi consigliere delegato e Luigi Amodio, sociologo proveniente dalle stesse esperienze politiche di Lipardi e Silvestrini. Nel corso degli anni Città della Scienza era diventata un punto di riferimento non solo per i tanti bambini cresciuti con le visite guidate che le tante scuole, anche fuori regione, promuovevano all’interno della struttura, ma anche per tanti ricercatori e docenti che utilizzavano strutture interne per approfondire studi personali. Tutto questo però, la sera del 4 marzo 2013, si interruppe. Perché nel giorno di chiusura settimanale al pubblico, un violento e vasto incendio distrusse quattro dei sei capannoni su cui si articolava la Città della Scienza.
Una scolaresca in visita a Città della Scienza
L'incendio provocò la perdita di quasi tutti i beni contenuti al suo interno e servirono ben tredici ore e cinque squadre dei vigili del fuoco per domare le fiamme. Ma il fuoco nella notte del 4 marzo 2013 ridusse in cenere Città della Scienza non bruciò la voglia di crescere e rinascere. Nell’anno trascorso gli uomini e le donne di Città della Scienza non hanno mollato. Anche nel disagio per un’indagine che non ha ancora identificato né mandanti né esecutori, lo Science Centre ha potuto proseguire una qualche attività espositiva grazie soprattutto «al fortissimo senso di responsabilità e alla partecipazione di tutti i lavoratori, nonché alla grande ondata di solidarietà che continua tuttora» dice il direttore generale di Città della Scienza, Luigi Amodio. Una solidarietà che ha fruttato circa 1,5 milioni di euro, permettendo di tenere in vita una delle principali realtà europee della museologia scientifica. E il nuovo edificio, che sarà consegnato tra meno di quattro anni, sarà ultramoderno e guarderà il mare. Quindi entro il 2018 la nuova Città della Scienza aprirà i battenti. «Il nuovo science center - si legge nel concept presentato al ministro - sarà un manufatto articolato e complesso idoneo a favorire informazione e divulgazione, anche interattiva, delle conoscenze scientifiche nei vari campi d’azione». Speriamo bene.

di Giovanni Parisi

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