mercoledì 5 marzo 2014

Città della Scienza: se c’erano nodi perché non sono venuti al pettine prima?


Uno spettacolo a dir poco imbarazzante, quello a cui abbiamo assistito nel giorno in cui a Città della Scienza si sarebbe dovuto firmare l’Accordo di programma quadro, che avrebbe consentito la ricostruzione di Città della Scienza e la bonifica del Sin Bagnoli-Coroglio. Una giornata che doveva finalmente dare certezze e risposte concrete ai cittadini si è trasformata per gli stessi in un teatrino degno della peggiore politica. Se per la Regione Campania c’erano ancora nodi da sciogliere insomma, sarebbero dovuti venire al pettine prima e non a poche ore dalla firma dell’Apq.
Ma procediamo con ordine. Cos’è l’Accordo di Programma Quadro? E’ l’accordo che prevede la ricostruzione dello Science Centre che fu incendiato con il rogo doloso del 4 marzo 2013, ma anche il completamento di Corporea, l’ altro museo interattivo, con 5.000 mq di esposizione dedicati al corpo umano. Oltre alla ricostruzione, nel piano più ampio di riqualificazione dell’area di Bagnoli, è prevista anche la realizzazione di un unico arenile che va dall’isoletta di Nisida alla cosiddetta colmata, con la bonifica sia della spiaggia che del mare, profondamente inquinati da decenni di attività industriali. Se Corporea vedrebbe il completamento nel giro di pochi mesi, la ricostruzione dello Science Centre incendiato necessita di circa tre anni per essere portato a termine.

Ritornando alla questione di partenza, a cosa è servito quest’ulteriore dilatamento dei tempi, visto che parliamo del primo museo scientifico interattivo in Italia? Perché non è stata trovata una sintesi prima di organizzare una manifestazione di tale portata? A chi ha giovato tutto questo? Di certo non alle migliaia di cittadini che hanno partecipato a quella che doveva essere una giornata di festa e che alla fine si è trasformata in una profonda delusione per tutti, Governo incluso.

La cosa assurda e incomprensibile è che se pure c’erano delle perplessità sull’accordo da parte della Regione, perché nei giorni precedenti si è apparentemente convenuti su scelte che poi, al momento opportuno, sono state completamente rinnegate? Un mistero che Palazzo Santa Lucia farebbe bene a chiarire con maggiore dettaglio piuttosto che celarsi dietro a presunte incomprensioni con il Comune. Al di là di questo triste episodio ora l’auspico è che si faccia subito chiarezza attraverso un confronto serio sulla vicenda e si cerchi di ristabilire al più presto quel clima di sana collaborazione istituzionale, necessario a risolvere subito quest’inverosimile impasse.

di David Lebro

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