giovedì 27 marzo 2014

Una nuova speranza per far rinascere Bagnoli

Bonifica, riqualificazione, salvaguardia e valorizzazione del proprio territorio. In una parola riscatto. E’ quello che chiedono con forza i cittadini di Bagnoli. Una terra da venti anni illusa e abbandonata dove, però, non si è mai persa la speranza. Speranza che, tuttavia, troppo spesso si è trasformata in delusione. Soprattutto quando l’immobilismo sembrava essere destinato a persistere, anche di fronte ai rischi quotidiani per la salute dei propri cittadini. Ecco che Bagnoli diventa un luogo apparentemente di nessuno, in preda agli interessi e alle speculazioni di turno. Un luogo dove troppo spesso la mano dell’uomo è servita solo a danneggiare piuttosto che ad arricchire realmente il territorio. Un inquinamento del terreno, delle spiagge e dei fondali terrificante, che non ha accelerato quel necessario processo di risanamento ambientale, che avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza per una riqualificazione dell’intera area flegrea. In tanti hanno provato a costruire la Bagnoli del futuro, un quartiere all’avanguardia e dotato di ogni servizio. Un vero attrattore turistico che avrebbe dovuto segnare definitivamente la svolta rispetto al fumo mistificante del passato. Eppure basta guardare le opere già realizzate e mai entrare in funzione, incredibilmente anche a causa della mancanza delle relative infrastrutture, per rendersi conto che di tempo ne passerà prima che quegli importanti progetti si realizzino. Ad oggi, intanto, nonostante la sorveglianza, quelle stesse strutture sono preda di frequenti incursioni notturne da parte di ladri. Un evidente fallimento delle politica e delle istituzioni sotto gli occhi di tutti. A complicare un quadro già a fosche tinte ci pensa poi un'indagine della Procura di Napoli che, da quasi un anno, ha messo sotto sequestro le aree dell'ex Italsider e dell'ex Eternit di Bagnoli, ipotizzando il reato di disastro ambientale. Nell’ambito dell’inchiesta risultano indagati anche ex dirigenti della società Bagnolifutura, la società che sinora ha gestito gli interventi di riconversione dell’area e che, attualmente, è in liquidazione. Insomma una storia complessa in cui i tempi sembrano destinati, inesorabilmente, a dilatarsi. Ma qualcosa nell’aria sembra di nuovo riaccendere la speranza. Un Protocollo d’Intesa per la riqualificazione di Bagnoli fa nuovamente capolino nell’accordo di programma quadro per la ricostruzione di Città della Scienza. Si parla nuovamente di bonifica del sito di interesse nazionale Bagnoli-Coroglio, per il quale il Governo ha già reso disponibili 48 milioni di euro. Chissà se questa sarà la volta buona per il tanto atteso rilancio dell’area flegrea.

di David Lebro

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