giovedì 27 marzo 2014

La Bagnoli del futuro

Rigenerazione urbanistica come asset strategico per lo sviluppo

Lo strumento urbanistico che regola la trasformazione dell’area di Bagnoli è la Variante Occidentale al P.R.G. approvata con decreto regionale il 15 aprile 1998. La variante ha come principali obiettivi la salvaguardia dell’ambiente naturale e degli insediamenti storici, nonché la riqualificazione degli insediamenti esistenti e delle aree dismesse attraverso la dotazione di spazi pubblici, attrezzature e insediamenti integrati. Una parte dell’area è compresa nel Piano Territoriale Paesistico di Posillipo, approvato dal Ministro per i Beni Culturali e Ambientali il 14 dicembre 1995. Lo strumento attuativo per l’ambito di Bagnoli-Coroglio è il Piano Urbanistico Esecutivo approvato dal Consiglio comunale il 16 maggio 2005. Il progetto di trasformazione, definito dal Piano Urbanistico Esecutivo, prevede la valorizzazione delle risorse ambientali e il rafforzamento della vocazione turistico-culturale dell’area, realizzando un insediamento nel quale le nuove attività-residenze, attrezzature per il turismo, il tempo libero e lo svago, attività produttive ad alto contenuto tecnologico, si integrano con la natura circostante. Rilevante nel Piano è il ruolo del verde urbano e della natura. E’ previsto un parco di circa 120 ettari che dovrebbe occupare gran parte dell’area oggetto della bonifica. All’interno del parco, attraverso il recupero di alcuni manufatti di archeologia industriale,
Il Piano Urbanistico Esecutivo (PUE)
andrebbero realizzate attrezzature a scala urbana, attrattori economici e servizi di quartiere. Il piano individua anche un’area integrata nella quale le funzioni legate al mare, dalla balneazione al turismo nautico e da diporto, vanno coniugate con attività di tipo terziario, residenziale e produttivo, quali elementi di connessione con i quartieri limitrofi. L’idea generale di ricucire i quartieri occidentali della città ad un mare, per molti anni negato, è un principio corretto e largamente condiviso. Quello che è venuto a mancare per raggiungere questi obiettivi, va ricercato nell’eccessiva ampiezza delle aree d’intervento pubblico, sia per dimensioni d’investimento economico che per problemi connessi alla gestione. Infatti, anche quando le risorse pubbliche sono state stanziate, realizzando opere come il centro multi servizi e le aree sportive, sono emerse criticità per le carenze nei piani di programmazione gestionale. Venendo meno, per la crisi economica di questi ultimi anni, le risorse economiche pubbliche, le difficoltà nell’attuazione del piano si sono progressivamente e criticamente accentuate. E’ opportuno rivedere l’approccio con cui s’intende valorizzare le aree strategiche per lo sviluppo urbano, soprattutto sui due temi cardine per la ripresa di questa città: valorizzazione del waterfront e realizzazione dei servizi urbani di livello superiore per le aree da trasformare. Nel fare questo dobbiamo guardare a quanto con successo avviene in gran parte d’Europa. Le trasformazioni delle città avvengono con programmi di Rigenerazione Urbana. Volendo sintetizzare con uno slogan: estendere l’effetto città, in termini di qualità urbana, ed ampliare dell’effetto comunità, in termini di qualità delle relazioni. La necessità di riqualificare ampie aree degradate, come Bagnoli, attraverso poli di rigenerazione del tessuto urbano, sono un rifermento costante delle politiche comunitarie per migliorare la qualità della vita.
Bagnoli allo stato attuale
I principi fondamentali li troviamo nella “Carta di Lipsia sulle città europee sostenibili” , dove si chiede: attenzione speciale ai quartieri degradati per aumentare la coesione sociale; organizzare in modo compatto gli insediamenti urbani, riunendo diverse attività per quartiere; creare spazi pubblici di qualità attraenti e orientati ai fruitori; coinvolgere i cittadini e le forze economiche nel processo di recupero; potenziare l’economia locale e le politiche di integrazione e sostegno sociale; garantire sostenibilità ambientale degli edifici esistenti. E’ necessario, secondo questi indirizzi, attuare le trasformazioni urbane sulla base di azioni di grande respiro e condivisione, azioni che si configurano necessariamente di natura strategica e che si concretizzano in programmi di rigenerazione urbana. L’azione pubblica, in una visione strategica, ha da un lato lo scopo di salvaguardare e riqualificare gli elementi di qualità del territorio, dall’altro svolge un ruolo di sussidiarietà, ossia quello di predisporre e potenziare le infrastrutture territoriali in grado d’innescare i processi economici che convogliano investimenti privati nelle aree di trasformazione. Un patto strategico razionalizza la parte pubblica degli interventi con la parte privata mediante una fase di partenariato e di raccolta d’idee. Questo consente d’individuare investimenti privati in linea con quanto definito dalle regole e dagli indirizzi pubblici.
La porta del Parco di Bagnoli                         Centro Sportivo          
Nei processi di trasformazione del territorio, il ruolo dell’Ente pubblico non è più solo quello di redattore dei piani, ma si pone anche come promotore, facilitatore, coordinatore, valutatore delle compatibilità dell’azione privata. Le risorse per la riqualificazione urbana non devono essere solo quelle del bilancio dell’Amministrazione, ma vanno individuate nella convergenza di risorse pubbliche e di risorse private di tutti i soggetti coinvolti e impegnati nella costruzione del programma di sviluppo. In tale processo l’amministrazione, in un programma sinergico con gli Enti sovracomunali e le associazioni di categoria, svolge compiti di animazione e di comunicazione sociale, con un’azione propositiva di sostegno che bene s’integra con i tradizionali ruoli di garante delle regole e dell’interesse collettivo. I Programmi di Rigenerazione Urbana rendono concreta la visione strategica di “città delle persone”. Una comunità consapevole in cui l’identità si radica nella storia, opera al presente guardando al futuro e per questo diviene diffusiva. In molte aree urbane della città, il degrado fisico del patrimonio edilizio e di molti spazi urbani, gli sprechi energetici, idrici, dei suoli pongono con urgenza la necessità di un cambiamento nella programmazione e pianificazione delle iniziative. Per trasformare la città in aree urbane sostenibili a livello ambientale, sociale ed economico è necessario pensare a ecoquartieri per rigenerare le periferie, ad una mobilità sostenibile per connettere le aree e superare le barriere; alla riqualificazione energetica e statica per rilanciare il patrimonio edilizio. E’ necessario fornire una risposta razionale, condivisa e percorribile, alla crisi che ha coinvolto il Piano di Bagnoli nella sua fase di attuazione. Va ricercata e perseguita una volontà comune di uscire dalla contrapposizione paralizzante tra rigidità dell’azione pubblica e visione puramente utilitaristica e limitata dell’azione privata. In sintesi va attivato un programma strategico, basato su processi di rigenerazione urbana, ambientale, energetica e sociale, che veda impegnate e coinvolte iniziative pubbliche e private dirette all’ area industriale dismessa, ma anche agli ambiti urbani consolidati di Bagnoli e Cavalleggieri Aosta, il tutto proiettato verso un aggancio funzionale con Fuorigrotta. Su questi obiettivi, nel rispetto delle direttive europee sull’efficientamento urbano ed energetico, vanno canalizzati i fondi strutturali 2014-2020 come leva per rigenerare la città. Spetta all’amministrazione comunale la verifica di compatibilità, urbanistica e funzionale delle diverse proposte che emergono dal dibattito pubblico e dalle forze economiche interessate. Essa deve, in sinergia con il mondo imprenditoriale, valutare quali dei differenti progetti possono agire da propulsori e catalizzatori di processi auto sostenuti che risultano cruciali per la realizzazione della strategia complessiva.

di Michele Apicella

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