lunedì 24 febbraio 2014

Le location cinematografiche come attrattori turistici

Un viaggio dentro il cinema che porta indotto economico sul territorio campano

Sofia Loren mentre gira una scena al "Pallonetto a Santa Lucia"
Sapete l'effetto che ha avuto "Benvenuti al Sud" sull'economia di Santa Maria di Castellabate? Un aumento di presenze di oltre il 30%, con un effetto traino enorme per l'intero Cilento. È solo uno degli esempi di quanto bene possa fare al territorio, soprattutto quello campano, ricchissimo di location naturali e artistiche, un film di successo. Riflessioni importanti, che testimoniano come si possa arricchire un territorio anche, e soprattutto, tramite la produzione audiovisiva. Un film di successo può avere un grande ritorno di immagine riuscendo a veicolare contenuti di interesse che vanno dai prodotti tipici locali a particolari tipi di abbigliamento, da luoghi d'arte a isole sconosciute. In Campania, purtroppo, il mercato della produzione audiovisiva non ha un peso importante  rispetto ad altre regioni. Il cinema per la Toscana, ad esempio, ha favorito la brandizzazione di alcuni prodotti. Oggi Chianti è più conosciuta per il territorio che per il vino. Nessuno invece conosce molto di Falanghina, Aglianico. E se negli ultimi anni siamo riusciti ad vedere importanti successi attraverso alcuni film (anche internazionali, come "Passione") o serie tv (e penso alla serie "Capri") il merito è ascrivibile al minuzioso lavoro di Maurizio Gemma, direttore generale della Film Commission della Regione Campania, professionista di talento, amante del suo mestiere e profondo conoscitore del territorio. Lasciando per un secondo la Campania e l'Italia, cerchiamo di capire negli altri Stati come riescono a sfruttare la potenza del mezzo audiovisivo nel campo turistico. Numerosi paesi hanno dato vita a vere e proprie iniziative organizzate. In Inghilterra, ad esempio, da anni vengono venduti pacchetti-viaggio dal titolo "Visita i luoghi di ..." con dei tour operator che spiegano tutto nei dettagli. Ancora oggi, si va a Londra per "Nothing Hill". C'è, poi, "Visita i luoghi del Codice Da Vinci" con prenotazioni per che arrivano addirittura a coprire un anno di tempo. Negli Stati Uniti, a Dallas, il ranch del telefilm, in effetti, non esisteva ma tutti lo cercavano. È stato costruito apposta e i visitatori sono triplicati.Il turista di oggi è polisensoriale, sempre alla ricerca della componente ludica, esperienziale, della gratificazione dei sensi. Di fronte a queste nuove sfide l'industria turistica pesca sempre più dal cinema, capace di legare indissolubilmente dei luoghi a delle "emozioni". Essere scelti come location di un film, quindi, diventa un'occasione unica per quel territorio, in grado di divenire una destinazione turistica "emotiva". Si supera, quindi, il semplice concetto di cineturismo perché il turista sceglie quel luogo non solo per curiosità artistica ("vediamo i posti dove hanno girato tale film") ma per rivivere un'esperienza emozionale legata ai sentimenti che il film stesso gli ha trasmesso. iIn entrambi i casi, cineturismo o polisensorialità, resta un fatto evidente: se ben utilizzate, le location campane potrebbero rappresentare un'importante attrattore turistico che porterebbe, e i casi analizzati lo dimostrano, indotti economici inimmaginabili. Immaginate quanto importante sarebbe per l'economia locale di Napoli o dell'intera Campania se una serie tv di portata internazionale venisse ambientata a Pompei! Un impatto certamente superiore alle fiction che ci hanno abituato a immaginare a Napoli, che hanno come protagonisti irrinunciabili pistole, spaghetti e terre insanguinate.


di Giovanni Parisi

Nessun commento:

Posta un commento