martedì 29 aprile 2014

L'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici diventa bene comune

Presto alla Biblioteca sarà assicurata una degna sistemazione a Napoli

Gerardo Marotta nella sala del Consiglio comunale di Napoli
L'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, che fin dai suoi albori ha costituito il centro nevralgico della cultura e l'apogeo della summa sapientia per l'intero Mezzogiorno, finalmente, si ridesta da quel profondo assopimento nel quale era caduto. L'8 Aprile scorso, infatti, il Consiglio comunale, con una delibera approvata all’unanimità, dichiara l'Istituto e la sua Biblioteca “Bene comune della città di Napoli di rilievo nazionale e internazionale”. Con quest’atto, l’Assise cittadina impegna il Sindaco e la Giunta affinché l’Istituto e la biblioteca possano svolgere la propria attività nella città di Napoli, sollecitando gli organi del Governo centrale e la Regione Campania all’adozione di provvedimenti che riconoscano adeguati finanziamenti in modo stabile. Sempre nel deliberato viene sancito l’impegno ad assicurare una degna sistemazione, nel capoluogo partenopeo, agli oltre 300.000.000 volumi della Biblioteca, in modo tale da poter essere catalogata ed aperta al pubblico degli studiosi. Al momento dell’approvazione della delibera, il presidente e fondatore dell'istituto, Gerardo Marotta, è stato accolto da un lungo e sentito applauso da tutto il Consiglio comunale per la vittoria ottenuta. Ora, l'avvocato Marotta, appare più sereno. Sul suo viso si coglie, tra i segni del tempo, un accenno di sorriso. Il suo sguardo è quello di un uomo vivo, che non ha mai rinunciato a portare avanti la sua causa e che ha dedicato la propria vita allo studio e all'amore per il sapere. Un uomo che ha fatto della sua associazione un campo neutrale dove accrescere le proprie idee in modo indipendente e non contaminate dalle leggi precostituite del processo politico-economico. L'istituto dunque, che da 38 anni è ospitato nello storico Palazzo Serra di Cassano, rappresenta un vero e proprio alveo materno per il pensiero e la cultura umanistica di tutto il Mezzogiorno, mettendo a disposizione 200 corsi per l'alta formazione, tenendo molti incontri di studio al giorno con professori di tutto il mondo, avendo organizzato 40.000 seminari ed erogato oltre 3.000 borse di studio. Pur avendo riscontrato delle difficoltà finanziarie, l'Ente, propulsore di erudizione e di formazione, ha ottenuto un riconoscimento anche sullo scenario internazionale dall'Unesco, nel 1993, per la sua concreta valenza nell'infinito ambito della cultura. La scelta della sede, Palazzo Serra di Cassano, non è stata casuale: difatti, nel palcoscenico della rivoluzione partenopea del 1799, nascevano i primi salotti letterari e filosofici di matrice illuminista anti-francese e, per la prima volta, anche le donne prendevano parte alla vita culturale e politica, sostenitrici di una rivoluzione che avrebbe portato alla diffusione universale della cultura. Ancora oggi è possibile respirare quella stessa aria di libero pensiero, dove si forgiarono le menti degli intellettuali rivoluzionari partenopei, autori non solo di una delle più importanti rivolte culturali, ma anche dell'abbattimento radicale delle idee conservatrici. L’Istituto, innalzando a modello la figura di Marotta, si è fatto promotore di un chiaro messaggio: rendere emblematica la funzione dell'intellettuale militante per la propria patria, al fine di combattere per i diritti inalienabili di ciascun individuo. Quasi al pari dei grandi poeti del passato, dal Foscolo al Manzoni, Marotta, con il suo modus agendi et putandi da uomo di altri tempi, ci esorta quindi, con le sue gesta, a non perdere la fiducia verso quella che è la massima certezza del mondo: il puro sapere. Grazie a quest’importante riconoscimento, l’Istituto, che oltre a rappresentare sullo scenario internazionale un laboratorio innovativo di idee, potrà continuare ad essere una risorsa per Napoli e il Mezzogiorno.
di Ginevra Giannattasio

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