martedì 29 aprile 2014

Obiettivo semplificazione: al via l'attesa riforma degli Enti Locali

Il Ddl Delrio è legge. Dal 1° gennaio 2015 Napoli diventa Città metropolitana

Le Città Metropolitane
Il ben delineato programma di riforme che il Governo con una certa rapidità sta ponendo all’attenzione del Parlamento incassa il via libera sul riordino degli Enti locali. Una riforma epocale, attesa da più di vent’anni che, al di là delle quasi fisiologiche polemiche di turno, va nella direzione della razionalizzazione e della semplificazione amministrativa, collocandosi in perfetta linea con i dettami della spending review. Questo lo spirito della legge n. 56/2014, recentemente approvata in Parlamento, che riordina le 107 amministrazioni provinciali italiane ed istituisce le dieci città metropolitane. Queste ultime, oltre ad assorbire parte delle funzioni delle vecchie province ne assumeranno delle nuove, come quelle legate alla pianificazione territoriale o allo sviluppo strategico, economico e sociale del territorio. Nell’architettura di questa legge, che va a ridisegnare completamente le funzioni e le competenze degli Enti locali, Napoli assumerà un ruolo fondamentale. Non solo perché il sindaco di Napoli diventerà automaticamente il sindaco della città metropolitana, ma anche perché essa, con i suoi oltre tre milioni di abitanti, diventerà una delle più grandi a livello europeo. Entro il 30 settembre infatti, dovranno essere eletti i 24 membri, tra sindaci e consiglieri comunali, che andranno a comporre il Consiglio metropolitano di Napoli e che, insieme alla Conferenza, rappresenteranno gli organismi di riferimento del nuovo Ente. Detto questo, è bene chiarire subito un punto: con questa legge le province non saranno abolite poiché solo con una riforma costituzionale si potrà procedere in tal senso. Questo primo intervento legislativo però, non fa altro che dare il via a tale percorso, iniziando a svuotare dei propri poteri le amministrazioni provinciali, in vista di una loro futura scomparsa. Ecco perché fino alla riforma del Titolo V della Costituzione, che dovrà provvedere tecnicamente alla loro abolizione, alle province resteranno alcune competenze come edilizia scolastica, strade ed ambiente, mentre molte delle loro funzioni saranno trasferite a regioni e comuni. Una fase di transizione dunque, che con l’approvazione di questa importante riforma istituzionale accelera l’iter di quella costituzionale. Come a dire si iniziano a gettare le basi per la costruzione di un edificio che, una volta completato, sarà sicuramente innovativo e all’avanguardia. Il primo dato politico, che è opportuno sottolineare, è che non ci saranno più elezioni provinciali, dunque, notevoli saranno i risparmi che si conseguiranno. Se poi a ciò si aggiunge che tutti i ruoli ricoperti all’interno dei nuovi enti saranno assunti completamente a titolo gratuito, i risparmi stimati in pochi anni si aggirano intorno all’ordine delle centinaia di milioni di euro. Un aspetto che, sebbene importante, appare quasi marginale rispetto ai vantaggi che si otterranno una volta concluso l’intero percorso di riforma. Adeguare, implementare e coordinare la complessa normativa che disciplina gli Enti Locali, a cominciare dalla imprescindibile riforma del Titolo V della Costituzione, probabilmente, rappresenta la fase più ardua e articolata, ma come è prevedibile ogni grande riforma presenta una fase di assestamento e regolazione. Di certo, per una governance unitaria del territorio non possono mancare sinergia e volontà di cooperare. Questi gli elementi essenziali per evitare che arroccamenti e posizioni ideologiche possano minare l’azione riformatrice che, con forza, sta portando avanti questo Governo. Che la sfida cominci pure dunque, nella convinzione che Napoli dimostrerà ancora una volta di essere all’altezza di questa nuova, importante e storica trasformazione.

di David Lebro

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