martedì 29 aprile 2014

Villa Ammaturo sottratta alla malavita non alla burocrazia

Università, Tribunale e ASL: i progetti soltanto sulla carta

Il Parco Ammaturo
In località Salicelle, sulla nota e trafficata Circumvallazione esterna di Napoli, pressoché invisibile agli occhi degli automobilisti, sorge un enorme complesso conosciuto in passato come Parco Rea, ex residenza del boss Francesco Rea, oggi denominata “Villa Ammaturo” in memoria di Antonio Ammaturo, capo della squadra mobile ucciso nel 1982 per opera delle Brigate Rosse. Una vera e propria cittadella fortificata di oltre 30.000 mq, al centro della quale capeggia l’imponente villa bunker di 5000 mq, circondata da dodici villette a schiera con annessa piscina, un parco e una concessionaria. Da qui si gestivano gli interessi del clan. La struttura è visibile dalla strada, ma si sviluppa interamente verso l’interno del territorio, per cui all’occhio del passante risulta pressoché impossibile capirne le reali dimensioni. Inoltrandosi all’interno del complesso si notano le prime villette, si capisce dalla loro realizzazione che tutto doveva e poteva essere controllato, tutto aveva una specifica funzione, un vero e proprio feudo che circondava il simbolo del potere: la villa bunker. Il bene, sequestrato nel 1998, è uno dei beni più grandi confiscati alla malavita organizzata negli ultimi anni. Una struttura dal fortissimo valore simbolico, che mette insieme la sensibilità dell’ integrazione sociale con quella civile, l’arte con la cultura della legalità. L’intero terreno infatti, è stato recuperato e destinato ad essere utilizzato per fini sociali e culturali. Con l'accordo quadro era stata prevista la realizzazione del Palazzo di Giustizia in due corpi del fabbricato allo scopo di razionalizzare e decongestionare l'attività degli uffici giudiziari di Napoli. Questi due edifici sono solo una parte degli immobili del complesso, composto da altri sei corpi di fabbrica su cui già sono stati realizzati diversi progetti. Ad oggi, infatti, una palazzina ospita la Caserma della Guardia di Finanza del Nucleo di Giugliano, inaugurata nel dicembre 2006, la villa bunker è stata trasformata in un Centro sportivo polivalente, mentre solo una delle palazzine è stata adibita a Casa alloggio per ragazzi diversamente abili. L'intero complesso, ad eccezione della Caserma della Guardia di Finanza, è stato dato in concessione al Consorzio S.O.L.E. per la durata di 30 anni. La villa, trasformata in un Centro sportivo polivalente, è composto da spazi destinati ad ospitare eventi, strutture sportive con annessi servizi, strutture di aggregazione ed accoglienza, mentre il fabbricato adiacente è stato destinato all'accoglienza di ragazzi affetti da autismo, grazie all’attività svolta dalla Fondazione Salvatore Marotta Onlus, associazione formata da genitori di ragazzi affetti da autismo. Sono trascorsi ormai 16 anni dalla data del sequestro, molte attività sono state avviate e portate a termine con successo, ma rispetto alle intenzioni previste inizialmente, ad oggi purtroppo troppe sono state le defezioni e tanti sono i locali all’interno dell’ex parco Rea abbandonati o fatiscenti. Uffici che, secondo le volontà delle amministrazioni, dovevano essere destinati al Tribunale di Giugliano e poi all’Asl, a causa anche della stringente e pesante macchina burocratica del nostro Paese, sono tutt’oggi senza una destinazione precisa. L’amarezza è tanta per un territorio ricco di potenzialità, ma che, spesso, risultano inespresse.
di Alessia Nardone

Nessun commento:

Posta un commento