giovedì 1 maggio 2014

Incidenti sul lavoro in calo, ma mai troppo pochi

di Alessia Nardone

Cade il primo maggio la festa nazionale dedicata al lavoro e ai lavoratori. Un’occasione per riaccendere i riflettori su un tema già da molto tempo al centro dell’opinione pubblica ossia la sicurezza sui luoghi di lavoro.
 
Negli anni, per fortuna, alla cronaca degli incidenti, si sono uniti incontri sul tema e sono stati ideati protocolli e leggi nuove affinché non sia mai messa a rischio la salute e la vita di nessuno, riconoscendo che l’ignoranza sui pericoli e su come evitarli era il primo male da combattere.

Così oggi, pur portando nella mente e nel cuore tutte le vittime sul lavoro possiamo fieramente affermare che la serie storica del numero degli infortuni sul lavoro prosegue con un andamento decrescente sia a livello nazionale che a Napoli e in Campania. L’unico dato Inail in controtendenza con questa decrescita è un aumento degli incidenti sul lavoro che hanno interessato le donne, ma questo potrebbe essere spiegato, e lo speriamo tutti, con un aumento delle assunzioni.

Facendo parlare i numeri riportiamo alcuni significativi dati prodotti dall’Inail. Nel 2013, infatti, l’Inail ha registrato 694.648 denunce ossia il 7% in meno rispetto all’anno precedente e il 21% inferiore dello stesso dato relativo al 2009. Per quanto riguarda invece gli infortuni riconosciuti dall’Istituto, la percentuale diminuisce ancora di più arrivando al 9% in meno, per intenderci a fronte degli oltre 500mila del 2012 ai circa 457 mila del 2013. Ancora più evidenti i dati relativi alla Campania, infatti, nel 2012, gli incidenti sono stati poco più di 20mila quindi 8,86% in meno rispetto al 2011. La riduzione degli incidenti è in linea con il dato nazionale ossia 9,52% rispetto all'anno precedente.

Ma nonostante sia evidente che dal punto di vista della coscienza politica e collettiva si sta di certo percorrendo una strada giusta, è importante non abbassare la soglia dell’attenzione a questo delicato tema. Non bisogna andare molto indietro con la memoria infatti, per ricordare dei casi come quello di un operaio dipendente di una ditta di manutenzione e vendita di muletti di Pomigliano D'Arco morto ad aprile, all’età di 44 anni, in seguito ad una caduta da un muletto che si è ribaltato mentre stava effettuando l’ordinaria manutenzione. E, nello stesso mese, è avvenuto un altro tragico incidente che ha visto coinvolto un ragazzo di soli 33 anni, dipendente dell'Atitech, azienda che gestisce le attività di manutenzione degli aeromobili, mentre era al lavoro in un hangar sopra ad una impalcatura alta 4 metri. O ancora, un operaio di una ditta che stava eseguendo lavori autostradali è stato travolto e ucciso da un'auto che ha perso il controllo e invaso l'area del cantiere sull'autostrada A16 Napoli-Canosa nel tratto tra Tufino e l'allacciamento A16-A30 in direzione Napoli.

Tutti incedenti avvenuti nell’area metropolitana di Napoli, pochi esempi di un fenomeno molto più vasto che, anche se in decrescita, non è ancora stato debellato.

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