mercoledì 25 giugno 2014

E-Commerce: la truffa corre in rete

Come non incappare in specchietti per le allodole

Internet è ad un tale stadio della sua evoluzione da rappresentare, a tutti gli effetti, una realtà alternativa a quella reale e, al pari del mondo fisico in cui viviamo, anche in rete può capitare di imbattersi in “personaggi poco raccomandabili”. Analizzando il settore dell'e-commerce infatti, si può notare come tra furti d'account, finte partite IVA e siti di vendita fantasma, acquistare oggi in internet può essere davvero un'operazione ad alto rischio. Tutto questo non deve però scoraggiare, perché muoversi in rete, così come ogni altra cosa si faccia nella vita, richiede solo un po’ di esperienza e molta cautela.

Al mondo d’oggi poi, grazie ai nuovi strumenti a disposizione degli internauti, le occasioni per mettere a segno la truffa perfetta sono esponenzialmente aumentate. Realizzare un sito di e-commerce infatti, è estremamente semplice e alla portata di tutti, grazie ai numerosi tool gratuiti che consentono di assemblare, in tempi rapidissimi e con un lavoro modesto, le pagine web per la vendita on-line.

Bisogna fare molta attenzione però, in quanto anche siti all'apparenza perfetti possono nascondere delle insidie, ma se si seguono poche e semplici regole, il rischio di essere truffati si riduce sensibilmente.

La prima regola è sicuramente il buonsenso. Nessuno vende il proprio prodotto rimettendoci, quindi prezzi fortemente scontati devono assolutamente rappresentare un campanello d'allarme, perché potrebbero anche essere di provenienza illecita.

La seconda regola da tener presente è che i siti di e-commerce sono, a tutti gli effetti, delle attività di vendita ed in quanto tali operano secondo le leggi italiane. Essi devono quindi possedere una partita I.V.A., la cui veridicità è verificabile sul sito dell'Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it, e l’iscrizione alla Camera di Commercio. Come per il precedente dato, anche questo può essere facilmente verificato sull’apposito sito, www.infoimprese.it. L'assenza di uno solo di questi requisiti dunque, dovrebbe già destare sospetto poiché rappresenta un classico segnale delle truffe on-line.

La terza regola? Così come c'è un sito per le vendite ne esiste uno per le opinioni ed i consigli, quindi consultarne uno dei tanti per verificare quanti feedback quello specifico sito abbia ottenuto dai suoi usufruitori è cosa saggia. Per farlo basta digitare su Google il nome del sito, seguito da “opinione” e, naturalmente, va da sè che un sito o un venditore con molti feedback negativi andrebbe scartato a priori. Superato questo step, non siamo ancora fuori pericolo, perché anche i metodi di pagamento disponibili possono rappresentare un importante campanello d’allarme.

I siti che accettano esclusivamente pagamenti anticipati con bonifico bancario, vaglia veloce, ricariche prepagate e che rifiutano il contrassegno devono essere assolutamente guardati con sospetto: dietro i loro IBAN potrebbe celarsi l’anonimato, difatti potrebbero riferirsi a carte prepagate, facilmente acquistabili in tabaccheria e quindi non registrate.

Viceversa un sito che accetta pagamenti tramite carta di credito, con validazione della transazione certificata da una banca, o meglio ancora con Paypal, che offre anch’esso garanzia di rimborso in caso di truffa e una serie di verifiche preventive sull'identità del venditore, è un sito che dimostra una certa serietà. Questo perché, solitamente, le compagnie di credito pagano gli esercenti dopo un ragionevole lasso di tempo dalla transazione, per consentire loro di bloccare il pagamento in caso di truffa.

Di fronte ad un panorama sconfortante come quello descritto verrebbe voglia di gettare la spugna ed abbandonare del tutto l'acquisto on-line ma, in realtà, esistono anche tanti esempi virtuosi, come quello di Amazon, leader di vendite nel settore del commercio elettronico o eBay, il principale sito di aste e compravendite on line, che pur essendo piattaforme ad alto rischio sono frequentate da tanti venditori onesti. Con un pò di cautela, un pizzico di fortuna e badando sempre prima al sito di vendita e poi al prezzo insomma, sarà certamente possibile fare un buon affare, senza incappare in specchietti per le allodole, create all’occorrenza per i più ingenui.

di Gennaro Tullio

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