lunedì 22 settembre 2014

Accoglienza impeccabile, migliaia di turisti per strada, sicurezza: ecco la Napoli che vogliamo

L’Oasis of the seas, la più grande nave al mondo della Royal Carribean, attracca al porto di Napoli. E non è la sola. Cresce il traffico crocieristico e, finalmente, le grandi compagnie tornano a Napoli. Quello che fa ben sperare, inoltre, è che quello a cui si è assistito nei giorni scorsi in città non sarà un episodio isolato. Già a partire dall’anno prossimo, infatti, la gemella della Oasis tornerà a farci visita, il che fa presagire che presto Napoli tornerà ad essere inserita come tappa fissa nel circuito dei viaggi nel Mediterraneo. 
La Oasis of the Sea. La più grande nave da crociera del mondo

Sul porto di Napoli, nonostante il sensibile calo dei traffici marittimi, dovuto alla contrazione dei consumi interni ai singoli Paesi, purtroppo grava il ritardo accumulato nell’avviare importanti opere pubbliche, con il rischio di perdere ingenti finanziamenti europei, ma anche una lunga crisi della governance, sfociata in un altrettanto lungo commissariamento ancora in essere. L’appello resta sempre lo stesso: fare presto e rompere l’immobilismo e il torpore nel quale le istituzioni sembrano avvolte. D’altra parte, probabilmente, gli effetti positivi sull’economia locale che il turismo marittimo può apportare alla città spesso vengono sottovalutati. Ma a dissuadere i più scettici, questa volta, ci sono i fatti. Basti pensare solo che in appena due giorni, nel capoluogo campano, sono sbarcati oltre 15 mila crocieristi e il bus turistico City Sightseeing, nel giorno dello scalo della Oasis, ha raggiunto il record assoluto di passeggeri trasportati negli ultimi 10 anni. Tanti i turisti riversati nei luoghi più importanti della città, grazie anche al notevole apporto del Comune, il prezioso contributo di diverse associazioni cittadine e il coinvolgimento di tanti giovani volontari, che hanno assicurato un’accoglienza impeccabile. Come confermato dalla maggior parte della stampa cittadina, tutto è andato per il verso giusto e gli stessi turisti sono rimasti piacevolmente colpiti dalla calorosa ospitalità partenopea.

Tre gli itinerari messi a disposizione dei crocieristi, sottoforma di comode brochure, per visitare la città, due nel centro di tipo artistico-culturale e uno panoramico sulla collina del Vomero. Non sono mancati neanche fiori di benvenuto e indicazioni dettagliate per muoversi e orientarsi con facilità. Forte anche l’impegno delle forze dell’ordine coinvolte, con vigili, poliziotti e Protezione Civile in prima linea per assicurare la giusta sicurezza a chi passeggiava per strada. Forse proprio dalla sicurezza sono rimaste più colpite le migliaia di persone che hanno invaso le strade della città, sfatando decenni di pregiudizi e luoghi comuni. Non possiamo non dar conto a quest’Amministrazione che, nonostante gli errori, ha sempre puntato tanto sul rilancio dell’immagine di Napoli per attrarre vecchi e nuovi flussi turistici internazionali. Puntare sui grandi eventi sportivi, sulla mobilità sostenibile o su percorsi culturali in grado di raccontare le bellezze della nostra città, dunque, si sta rivelando una politica vincente e in grado di contribuire ad alimentare l’economia locale. La prova, superata a pieni voti, dei giorni scorsi con l’arrivo della Oasis, è l’ennesima dimostrazione che quando vogliamo, possiamo e riusciamo. Insomma, un’iniezione di fiducia e di speranza, che dovrebbe portare a garantire, nel tempo, la creazione di un sistema stabile di accoglienza. Napoli ha dimostrato di essere all’altezza di entrare a far parte dei grandi circuiti di viaggio, ora però la vera sfida è stabilizzarli e mantenerli nel tempo.

di David Lebro

Una delle associazioni che hanno accolto i corcieristi sbarcati a Napoli

Arriva la firma sul protocollo per la Cannabis di Stato

di Gennaro Tullio

E’ ora di piantarla! Un gioco di parole che introduce una notizia dal mondo Salute che riguarda la produzione di sostanze a base di cannabis. Così, lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze si occuperà della coltivazione, le farmacie sia del territorio che quelle ospedaliere della preparazione magistrale e della distribuzione, chiaramente previa ricetta.
Piante di cannabis
E’ il risultato di quanto previsto dall’accordo pilota per la produzione di sostanze a base di cannabis appena firmato davanti alla stampa dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e da quello della Difesa, Roberta Pinotti. Già annunciata nei giorni precedenti, l’intesa mira ad allargare in modo determinante l’impiego della cannabis nella terapia del dolore (destinata ad alcune categorie di pazienti) senza mandare all’aria i conti del Ssn.

“Attualmente -ha ricordato Lorenzin dopo la firma- “la marijuana viene acquistata all’estero a prezzi che si aggirano sui 15 euro al grammo. Il costo di un anno di terapia si aggira sui 900 euro all’anno. Grazie alla produzione dello Stabilimento chimico farmaceutico, contiamo di abbattere i costi almeno della metà, per raggiungere così una platea di potenziali malati che si aggira tra i 600mila e i 900mila individui”. C’è ancora da attendere però prima che si renda effettivo l’arrivo della cannabis “di Stato” nelle farmacie.

Al momento, un gruppo di lavoro costituito da esperti e rappresentanti delle Regioni sta mettendo a punto un protocollo tecnico che, entro il 30 settembre, dovrà essere inviato al Consiglio superiore di Sanità per il via libera. Serviranno poi ancora altri 15 giorni circa per procedere con l’avvio della produzione nello Stabilimento dell’Esercito. “Poi -ha continuato Lorenzin- toccherà alle Regioni attrezzarsi: come organizzare la distribuzione tra farmacie del territorio e ospedaliere e se applicare un ticket”. Ragionando sulle tempistiche, la produzione fiorentina dovrebbe arrivare ai pazienti dal nuovo anno. “In ogni caso -ha concluso Lorenzin- “la cannabis entrerà nei Livelli essenziali di assistenza”
Sulla questione, Federfarma ha già assicurato la disponibilità delle farmacie private. “I titolari -dichiara in una nota la presidente, Annarosa Racca- sono pronti ad assicurare la disponibilità delle preparazioni con cannabis sulla base delle forniture che arriveranno dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Apprezziamo questa iniziativa che agevola l’accesso alle cure palliative a diverse categorie di malati gravi, proseguendo in un percorso nel quale sono fortemente impegnate anche le farmacie”. In tempi di spending review, ha continuato Racca, “è positivo il risparmio che lo Stabilimento militare di Firenze assicurerà al Ssn”.

mercoledì 17 settembre 2014

Malpractice medica: quasi 90 denunce al giorno

Cosa spinge i medici a moltiplicare accertamenti, esami e trattamenti terapeutici?

Sempre più denunce legate alla malasanità
Quasi 90 denunce per presunti errori medici ogni giorno. E' la cifra impressionante che fotografa uno dei temi caldissimi della sanità in Italia.

Il fenomeno delle denunce e della cause di risarcimento in sede civile rappresenta un costo molto alto per il Sistema sanitario nazionale, soprattutto per la diffusione della medicina difensiva che spinge i medici a moltiplicare accertamenti, esami diagnostici e trattamenti terapeutici, non tanto per la salute del paziente, ma per cautelarsi contro eventuali azioni legali.

Il fenomeno dell'aumento del numero delle denunce per malpractice medica ha riguardato molti Paesi sviluppati negli ultimi decenni. Non è solo un caso circoscritto al nostro Paese. Le principali cause sono una maggiore consapevolezza dei pazienti alle cure ricevute, un aumento degli importi dei risarcimenti, l'ampliamento dei casi da risarcire da parte della giurisprudenza.

Malati che contestano le diagnosi, pazienti insoddisfatti dopo un intervento chirurgico, familiari arrabbiati per le cure rivelatesi inutili sui propri cari. Le Procure che indagano. La denuncia del medico è diventata un atto di routine, lo scontro giudiziario con i camici bianchi è all’ordine del giorno.

Solo una richiesta di danni su tre va a buon fine. I cittadini si rivolgono alla Procura perché vogliono la punizione penale del medico. Spesso la querela viene utilizzata come uno strumento di pressione, al limite dell’estorsione, per ottenere più velocemente un risarcimento.

La disciplina della responsabilità civile e penale degli operatori sanitari è stata recentemente oggetto di un intervento normativo che, per la prima volta nella storia della nostra legislazione, mira a regolare questo delicatissimo settore attraverso previsioni di carattere generale tendenzialmente applicabili a soggetti che, a vario titolo, possono essere coinvolti nell’esercizio dell’attività medica. Si tratta di previsioni che, per la precisione, sono contenute nell’art. 3 della “Legge Balduzzi”.

La principale disposizione normativa che il nostro legislatore ha introdotto allo scopo di contrastare il fenomeno della medicina difensiva è, senza dubbio, quella contenuta nel comma 1 dell’art. 3 della “Legge Balduzzi”, il quale vorrebbe attenuare i profili di responsabilità, sia penale che civile, in cui possono incorrere gli operatori sanitari, disponendo che “l’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve”. In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’art. 2043 del Codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo.

Con la trasformazione del mondo moderno si è assistito anche ad una trasformazione profonda e radicale del rapporto tra il paziente ed il medico, figura quest’ultima che ha perso l’aura di sacralità ed intoccabilità del passato, non sempre giustificata.

Questa situazione fa si che oggi un medico inizia la propria attività professionale avendo quasi la sicurezza di dover affrontare, nell’arco della propria carriera, un contenzioso giudiziario, evento questo particolarmente frustrante, specie quando il medico ha la certezza di un comportamento deontologicamente e professionalmente corretto. E poco importa se nella maggior parte dei casi, al termine delle indagini, sia accertata l’assenza di colpa medica.

di Gennaro Davide D'Errico 

Pubblica amministrazione: tutte le novità del decreto Madia

Dirigenti in pensione a 62 anni, medici a 65, esclusi magistrati, professori e primari.

Il Ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia
Approvato alla Camera il primo tassello della riforma della Pubblica Amministrazione. L'Aula di Montecitorio, in terza lettura, ha infatti approvato definitivamente con 303 sì, 163 no e 9 astenuti il decreto legge.

Ecco le principali novità contenute nel provvedimento.
Le pubbliche amministrazioni potranno mandare in pensione i dirigenti, motivando la scelta, a 62 anni purché abbiano l’anzianità massima. Si tratta di uscite anticipate di 4 anni rispetto al limite dei 66 anni. La soglia d’età non è però uguale per tutti: per i medici sale a 65 anni. Sono esclusi invece magistrati, professori universitari e primari.

Da ottobre nessun dipendente pubblico potrà essere trattenuto al lavoro dopo avere raggiunto i requisiti pensionistici, mentre finora la carriera poteva protrarsi ancora per due anni. La regola vale anche per i magistrati, anche se per loro lo stop scatterà solo a inizio 2016.

Stralciata, per mancanza di copertura, la norma che reintroduceva la cosiddetta quota 96 e che avrebbe consentito il pensionamento anticipato di 4.000 docenti bloccati dalla riforma Fornero. La questione verrà trattata a settembre con un provvedimento ad hoc.

Rimodulazione del turnover, che diventa più flessibile per il quinquennio 2014-2018. Le amministrazioni potranno procedere ad assunzioni che non superino il 20% delle spese sostenute per quanti sono usciti nel 2014, la percentuale si alza al 40% nel 2015 per arrivare al 100% nel 2018. Delle accelerazioni sono previste per i Vigili del Fuoco, con la creazione di oltre 1.000 nuovi posti, e per le forze di polizia, per cui è previsto uno scorrimento veloce delle graduatorie, in vista di Expo 2015.

Arriva la mobilità obbligatoria, ma non per chi ha figli piccoli. Un dipendente pubblico potrà essere trasferito da un ufficio all’altro, nel raggio di 50 chilometri, senza previe motivazioni. La regola non vale per i genitori con bambini sotto i 3 anni. I criteri generali per definire la mobilità saranno decisi con i sindacati. Lo stesso vale per il demansionamento: al massimo si potrà scendere di un gradino.

Il 70% del personale delle Authority dovrà essere concentrato nel «quartier generale». I dirigenti usciti da Banca d’Italia, Ivass e Consob nei due anni successivi non potranno ricoprire ruoli nei soggetti regolati.

Moduli online e uguali a livello nazionale per l’edilizia e l’avvio di attività produttive pubblicati sul portale www.impresainungiorno.gov.it. La norma nell’ambito del vademecum sulla sburocratizzazione.

I pensionati potranno avere incarichi di studio e di consulenza, ma solo gratuitamente.

Più poteri al presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone. La sua vigilanza sui contratti d’appalto a rischio coinvolgerà pure le concessionarie e potrà proporre commissariamenti anche nei casi in cui il procedimento penale non sia stato ancora aperto.

I magistrati che ricoprono incarichi in uffici di diretta collaborazione con la P.A. non potranno più godere dell’aspettativa e dovranno andare fuori ruolo. La regola però non vale per le aspettative già in essere.

E il Premier Renzi rilancia l'hashtag "lavoltabuona" dopo l'approvazione del provvedimento: "Il decreto @mariannamadia è legge. Adesso sotto con la delega e i decreti attuativi #lavoltabuona” si legge in un suo tweet. Soddisfatto anche il Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia che, dopo aver difeso la scelta di modificare il provvedimento, ha ricordato che il cuore della riforma sarà il disegno di legge delega che riforma il settore.

di Michele Capasso

Sblocca Italia sarà la #voltabuona?

Alta velocità, autostrade, aeroporti, banda larga, edilizia, ambiente e, finalmente, Bagnoli

I tweet di Matteo Renzi sullo sblocca Italia
Infrastrutture, appalti, banda larga e risposte ai sindaci. Sono questi i cardini del decreto legge "sblocca Italia" presentato dal premier, Matteo Renzi, al termine del Consiglio dei Ministri che ha trattato anche della riforma della giustizia.

"Lo sblocca Italia nasce per risolvere i problemi burocratici", ha esordito il premier, ricordando che al vertice Ue del 6 ottobre il tema sul tavolo sarà la crescita.
Ecco l'elenco dei contenuti principali elencati dal premier, inseriti "in 50 articoli", come specificato dal ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi:

Alta velocità. Per alcune grandi opere, ha detto Renzi, "come l'alta velocità Napoli-Bari o la Palermo-Messina-Catania", la partenza dei lavori è "anticipata dal al 2015". Per la prima opera ci sono 4,1 miliardi già stanziati (su 6,7 miliardi di valore totale totali), la seconda vale 5,2 miliardi, ha specificato entrando nel dettaglio degli interventi Lupi. "La grande novità –ha sottolineato il ministro- è che i cantieri per queste due opere devono aprire il 1° novembre 2015, data entro la quale non solo devono esser appaltate le opere, attraverso la nomina di commissario con poteri straordinari dell'ad del gruppo Fs", Michele Mario Elia. Ancora, sono sbloccati 4,6 miliardi per "cinque investimenti aeroportuali" (Malpensa, Fiumicino, Firenze, Genova e Salerno). "Abbiamo facilitato l'accesso alla defiscalizzazione delle opere, abbassando da 200 a 50 milioni il tetto per cui opere strategiche vi possono accedere", ha detto ancora Lupi.

I comuni. "Le 1617 mail ricevute dai sindaci", ha detto ancora Renzi, "ricevono risposta. Le richieste erano principalmente: “dammi spazio nel patto di stabilità”, e diciamo sì. “Dammi denari”, e se riesco te li do subito. “Aiutami perché ho la sovrintendenza che blocca dei lavori” e ci impegniamo a convocare una conferenza dei servizi per sbloccare la situazione.

Autostrade. Con questo punto si chiede l'attivazione di risorse di privati, ha spiegato Lupi. Per il premier Renzi, ci sono "10 miliardi da sbloccare nei prossimi 12 mesi" attraverso la revisione ed eventualmente la "proroga di concessioni".

Banda larga. Sul punto, il premier ha parlato di "incentivi per estendere la rete", mostrando una slide che indica un "credito d'imposta del 50%". Il ministro Guidi ha quindi aggiunto la defiscalizzazione delle "aree bianche", per portarvi le infrastrutture di Tlc anche se “non convenienti” per il mercato.

Gas. Il presidente del Consiglio ha poi parlato del gasdotto Tap, che va dall'Azerbaijan alla Puglia passando per l'Adriatico: "Il 20 settembre sarò a Baku per il via libera al Tap, che oggi, per il combinato disposto della via e del decreto legge, è definitivamente sbloccato".

Edilizia. La norma sulle progettazioni tecniche si adegua alle prescrizioni dell'Europa. "Il provvedimento che tocca tutte le famiglie", ha spiegato Lupi, "è semplicissimo: le ristrutturazioni in casa propria non avverranno più con un'autorizzazione edilizia, ma con una semplice comunicazione al Comune". Il ministro dell'Economia, Padoan, ha aggiunto che per il comparto ci sono norme per facilitare l'attività delle società di gestione immobiliare in Borsa.

Cassa depositi e prestiti. "Modifichiamo le norme della Cassa depositi e prestiti, che a questo punto avrà regole come gli altri Paesi europei", ha detto Renzi. "Estensione della garanzia per investimenti alle imprese", il titolo della relativa slide. Il ministro dell'Economia, Padoan, ha parlato di "ampliamento delle capacità" della cassa.

Agroalimentare. Nel decreto, si prevede la realizzazione di un segno distintivo unico per le produzioni agroalimentari Made in Italy, anche in vista di Expo 2015, e un potenziamento degli strumenti di contrasto all'Italian sounding nel mondo. Sul piano della competitività si punta alla creazione di piattaforme logistico-distributive all'estero, al rafforzamento degli accordi con le reti di distribuzione, alla valorizzazione e tutela delle certificazioni di qualità e di origine dei prodotti. "Stimiamo di avere un aumento di un punto del Pil nel prossimo biennio con le aziende esportatrici", ha spiegato poi il ministro dello Sviluppo, Guidi.

Cassa in deroga. Nel dl c'è spazio per un rifinanziamento di 728 milioni degli ammortizzatori sociali in deroga, "che porta la dotazione complessiva a 1,72 miliardi: 320 milioni in più di quanto stabilito nella legge di Stabilità 2014", aggiunge il Ministero del Lavoro. La copertura da "interventi non decollati" e dalle risorse ministeriali "per la formazione continua e in misura limitata dalle risorse da destinare ai fondi interprofessionali".

Ambiente. Per la parte ambientale, come ha spiegato il ministro Galletti, "il decreto è ricco" e comprende la sistemazione delle norme sul dissesto idrogeologico e le terre e rocce da scavo.

Bagnoli. Misura, pensata anzitutto per l’ex area industriale di Bagnoli-Coroglio (NA), ma estensibile anche a ulteriori contesti della stessa categoria, mira a dare finalmente una prospettiva di riqualificazione e di sviluppo di un’area storicamente critica sotto il profilo ambientale e del tessuto urbano.

Altre opere. Renzi ha poi aggiunto 3,9 miliardi per le opere pubbliche cantierabili "a strettissimo giro", di cui 841 milioni dal fondo revoche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e 3 miliardi 48 milioni dal Fondo di coesione e sviluppo. Il criterio è stato quello della "priorità dei grandi nodi metropolitani e logistici", ha spiegato Lupi. I fondi sono condizionati: i cantieri dovranno aprire entro date certe a dieci mesi dall'approvazione del decreto (le opere sono divise in lotti che devono partire entro il 31 dicembre 2014, il 30 giugno 2015 o il 31 agosto 2015). La Linea C di Roma, il passante ferroviario di Torino e la sua metropolitana, la metrotramvia di Firenze, la metropolitana di Napoli, il quadruplicamento della ferrovia Lucca-Pistoia, il ponte di collegamento tra Fiumicino e l'Eur a Roma sono le altre opere citate dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, insieme agli assi ferroviari strategici che hanno bisogno di risorse per proseguire i lavori: Brennero, Terzo valico e Alta velocità del Veneto.

Il provvedimento Sblocca Italia arrivato in Cdm, è figlio di aggiustamenti fino all'ultim’ora in cui è stato snellito in maniera consistente, soprattutto dopo l'incontro avvenuto alla vigilia del Cdm tra Renzi, Lupi, e il titolare delle Finanze, Pier Carlo Padoan. Da quest'ultimo è arrivato l'altolà alle spese eccessive e ne è emerso un provvedimento “a costo zero” fatto di snellimenti burocratici e spostamento delle risorse già disponibili. In conferenza stampa, però, Padoan ha rivendicato l'importanza di "cambiare le leggi per avere un impatto sugli investimenti", citando il caso del miliardo di mini-bond emessi grazie alle norme approvate dal Governo.
Cliccare per ingrandire l'immagine

di Michele Capasso

martedì 16 settembre 2014

“Ci facciamo un selfie? Si, dai condividiamolo!”

Politici, celebrità, gente comune. Addirittura il Papa. Nessuno resiste alla moda del momento

Selfie famosi
Si chiama selfie ed è la moda del momento. Il termine derivato dalla lingua inglese e indica una forma di autoritratto realizzato attraverso uno smartphone, un tablet o una telecamera digitale. Certo, la tecnologia che permette di realizzare queste foto, che popolano i social network, non è recentissima, ma indubbiamente lo è l’utilizzo spasmodico che se ne fa.

Non è un caso fortuito se i selfie vengono fortemente associati a siti di socialnetworking come Twitter, Facebook, Istagram. La loro massiccia diffusione, infatti, risiede proprio nella comune tentazione di condividere, con quante più persone è possibile, particolari momenti della propria vita, le emozioni, i luoghi della propria quotidianità, ma anche quelli in cui molto probabilmente non si ritornerà mai più, insomma tutto ciò che riteniamo importante. E per fare ciò quale mezzo può risultare più immediato, per non dire palese, che non fotografare se stessi proprio in quel preciso istante? A giudicare dalla diffusione dei selfie, ormai sembra tutti siano diventati esperti.

Risulta utile soffermarsi sul fatto che il termine utilizzato per indicare la pubblicazione di tali foto sulla rete è proprio “condividere” così che sia ben chiaro a tutti lo scopo ultimo dell’immagine e la sostanziale differenza tra le comuni fotografie e i selfie. Non si tratta, infatti, di fermare un attimo della nostra vita affinché la mente non lo cancelli, ma di comunicare l’emozione di un momento ad altre persone, condividere, appunto.

A questa irresistibile tentazione non hanno saputo resistere nemmeno le star nazionali e internazionali che talvolta ci presentano la loro comune quotidianità, condivisa con la moglie, il marito ed i figli, senza tacchi nè trucco, talvolta ci fanno sognare con scatti che riprendono eventi di grande fama come gli Oscar, altre volte danno un segno della loro generosità e del loro amore verso i fan ritraendosi con loro.

Esplorando i selfie più famosi del mondo non poteva mancare quello di Papa Francesco con un gruppo di adolescenti della Diocesi di Piacenza e Bobbio in visita al Vaticano, quello dell’astronauta Mike Hopkins, un ingegnere di volo della NASA Expedition 38, che alla vigilia di Natale ha deciso di immortalarsi durante la seconda delle due passeggiate nello spazio e, infine, quello che ha fatto infuriare Michelle Obama perché ritraeva Barack Obama e David Cameron in compagnia del primo ministro danese Helle Thorning Schmidt.

Insomma, che si tratti di grandi personalità del mondo politico internazionale, star da Oscar, attori, cantanti, principi, il Papa o persone comuni di qualsiasi sesso ed età, che si stia partecipando ad una ricognizione nello spazio, ad un incontro con i capi di Stato, ad una messa, che si stia prendendo il sole, giocando con il cane, accudendo il proprio figlio, pranzando con un’amica, che si stia lavando i piatti della cena o passeggiando sulla spiaggia più bella del mondo: è sempre il momento giusto per condividere un selfie.

di Alessia Nardone

martedì 2 settembre 2014

REMIXING CITIES: nuovi spazi di rigenerazione urbana

di Gennaro Tullio

Appuntamento a Napoli con REMIXING CITIES, un evento in due tempi a cura di GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani e Associazione ICS – Innovazione Cultura Società con la co-produzione di Forum Universale delle Culture Napoli e Campania e la collaborazione di Comune di Reggio Emilia, Comune di Ferrara e Comune di Padova. Presso il Complesso di San Domenico Maggiore, il prossimo 26 settembre, fulcro della discussione di questa edizione sarà la ricerca di modelli di interazione tra i Centri di Produzione Culturale Indipendente e le Istituzioni Pubbliche, con la definizione di una Carta di intenti che tenga conto di alcune complessità logistiche: un approfondimento sulla rivitalizzazione e rigenerazione dei territori, tenendo conto del riuso di spazi per la produzione culturale indipendente giovanile come primo step di un processo complesso.
 
Il lavoro di progettazione su tali ambiti considera le competenze relative alla cultura e al mondo dei giovani così come all’urbanistica, ai servizi sociali e alle attività produttive. Fondamentale diventa l’apporto dell’approccio qualitativo dei giovani, la cui visione futuristica è in grado di ri-vedere un luogo immobile dal punto di vista architettonico, ma percorso da un flusso vitale dato dalla proiezione di nuove, possibili, avveniristiche funzioni.

Tale processo non può non tener conto però degli adempimenti e “ostacoli” burocratici che vanno riveduti internamente in un’ottica di fondamentale e più semplificata legalità normativa. Il 26 settembre si terrà, quindi, un importante evento di respiro internazionale a cui tutti potranno partecipare ed incontrare da vicino i protagonisti, ovvero gli addetti ai lavori, operatori di settore, amministratori locali, artisti che insieme affronteranno i vari punti della questione. L’obiettivo è quello di confrontarsi sui punti di forza e di debolezza, cercando così le possibili soluzioni da inscrivere in un progetto nel segno del futuro e dell’innovazione.

REMIXING CITIES si compone di due eventi separati e distinti, scanditi in due sessioni di lavoro al cui termine è previsto uno SPECIAL EVENT. Si tratta di un evento-spettacolo notturno durante il quale saranno proiettati, sui palazzi di una maestosa location della città di Napoli, alcune immagini di luoghi e creazioni significative; il tutto servito con un accompagnamento musicale proprio di sonorizzazioni live e di musicisti e dj. Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili. Per essere aggiornati sui social le parole chiave sono: #rigenerazione urbana e produzione culturale.