giovedì 23 ottobre 2014

Cittadini protagonisti della manutenzione e riqualificazione di spazi pubblici

A Napoli oltre alle alle aiuole si adottano le strade

Foto da internet
“Sono le case a fare un borgo, ma sono gli uomini a fare una città”. Così Jean-Jacques Rousseau spiegava il significato profondo della parola città dando priorità assoluta all’agire degli uomini che la abitano.

Dovere, responsabilità, partecipazione, parole sentite e risentite, e che sempre di più ci risultano vecchie, noiose e scontate. Eppure un’alta percentuale dei problemi che assilla la città di Napoli, e non solo, risiede proprio nella perdita del senso esatto di questi tre semplici concetti. Lo sanno bene il Sindaco sospeso Luigi de Magistris e la sua Giunta che, sulla scia del successo del progetto che permetteva ai cittadini napoletani di occuparsi della manutenzione di un'area verde, hanno recentemente presentato “Adotta una Strada”, un progetto analogo al precedente, ma che permette di adottare una intera strada primaria o secondaria.

I “padri adottivi” delle strade cittadine, singolarmente oppure organizzati in Comitati civici, potranno occuparsi della manutenzione ordinaria di una parte o di tutta la strada, della salvaguardia del decoro urbano, della riqualificazione, della pulizia, potranno creare nuovi punti di interesse turistico con installazioni artistiche e culturali. Chi decide di impegnarsi nella valorizzazione di un’area di Napoli, a spese proprie, avrà diritto ad un esenzione tributaria e dovrà sempre attenersi agli strumenti urbanistici vigenti e non potrà apportare nessuna modifica alla destinazione d’uso della stessa.

Ma la grandezza di questa iniziativa è da leggere nella possibilità di coinvolgimento e quindi di responsabilizzazione nei confronti della propria città, così come sottolinea l’assessore alle Politiche Urbane, Urbanistica e Beni Comuni Carmine Piscopo, a margine della conferenza stampa del progetto di cui è promotore insieme all’assessore alle Infrastrutture Mario Calabrese: «Con questa delibera riaffermiamo il senso della partecipazione dei cittadini alla cura e alla gestione responsabile della propria città attraverso l’adozione di una parte di strada».

A quanti invece malignano che tutto questo non fa altro che sgravare l’amministrazione comunale dai doveri che non riesce a gestire, l’assessore Mario Calabrese risponde: «questa proposta fa parte di un progetto più ampio che il Comune sta mettendo in campo per la riqualificazione della città. Infatti, finora abbiamo compiuto circa 30 chilometri di manutenzione delle strade primarie e secondarie. Inoltre, entro fine anno, la Napoli Servizi avrà una squadra di cinque persone, sette giorni a settimana, da adoperare per ciascuna municipalità».

Napoli così conquista un altro eccellente risultato, infatti, come ricorda il sindaco sospeso Luigi de Magistris, la nostra è stata la prima città a far partecipare i cittadini ai progetti pubblici e, a conferma della brillante intuizione, siamo anche quella con il maggior numero di spazi adottati.

Dunque, per i cittadini napoletani, dovere, responsabilità e partecipazione, smettono di essere concetti noiosi e diventano stimoli concreti, il pagamento dei tributi si trasforma in voluta autotassazione e la città, da luogo violato sotto gli occhi distratti di tutti noi ritorna ad essere il nostro bene più prezioso da difendere e da valorizzare.

di Alessia Nardone 

Foto da internet

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