giovedì 23 ottobre 2014

Eterologa: il Parlamento faccia presto

Salto in avanti delle Regioni. Presentata proposta di legge Fioroni

Le Regioni iniziano la corsa alla fecondazione eterologa senza una legge del Parlamento. E’ bene ricordare che quando la Corte costituzionale dichiarò illegittima la legge elettorale, lasciò giustamente al Parlamento la possibilità di riscriverla, su questo tema, invece, le Regioni tirano dritto. E così, subito dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ne ha rimosso il divieto dal nostro ordinamento, i Presidenti delle Regioni, ignorando critiche e polemiche, hanno approvato, all’unanimità, le linee guida sulla fecondazione eterologa messe a punto dai tecnici regionali e dagli assessori alla Sanità. Ora ogni Regione dovrà recepirle con delibere proprie. In attesa che un Parlamento inadempiente si decida a regolamentare la materia con una legge, le Regioni dunque si portano avanti con il lavoro.
“E' un segnale politico forte al Parlamento, a cui rivolgo un appello accorato perché legiferi”, ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, ricordando di aver già incontrato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che si è detta del tutto d'accordo con le linee proposte. Anche il ministro Lorenzin ha infatti sottolineato “la necessità di approvazione di una legge, anche da un punto di vista pratico, evidenziando l’esigenza di un intervento parlamentare per normare alcuni elementi, perché si rilevano tutta una serie di problemi che “senza un registro nazionale non si possono risolvere”.
Questi i punti principali delle Linee guida sulla fecondazione eterologa approvate dalla Conferenza delle Regioni:
  • LEA: la Conferenza delle Regioni ha sottolineato l’urgente necessità dell’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza delle tecniche di fecondazione assistita omologa e eterologa.
  • GRATUITÀ: non potrà esistere una retribuzione economica per i donatori, né potrà essere richiesto alla ricevente contributo alcuno per i gameti ricevuti.
  • CENTRI: solo i centri Procreazione conformi alle normative regionali in materia di autorizzazione e accreditamento risultano idonei ad effettuare l’eterologa.
  • COPPIE: l’eterologa è eseguibile unicamente qualora sia accertata e certificata una patologia causa irreversibile di sterilità o infertilità.
  • ETÀ: può ricorrere alla tecnica la donna «in età potenzialmente fertile» e comunque in buona salute per affrontare una gravidanza.  
  • DONATRICI: Sono candidabili come donatrici: donne che in modo spontaneo decidono di donare i propri gameti, donne che hanno congelato gameti in passato e non volendo utilizzarli decidono di donarli.
  • COLORE PELLE: non è possibile per i pazienti scegliere particolari caratteristiche fenotipiche del donatore.
  • ANONIMATO: è garantito.
  • NUMERO DONAZIONI: le cellule riproduttive di un medesimo donatore non potranno determinare più di 10 nascite.
L’ex ministro della Pubblica Istruzione ed esponente dell’area cattolica del Pd, Giuseppe Fioroni, ha presentato una proposta di legge sull’eterologa, sottoscritta anche da Gian Luigi Gigli (Per l’Italia) e da Simone Valiante (Pd), che prevede un limite massimo di 35 anni per le donne e 40 anni per gli uomini, un registro nazionale per i donatori, la possibilità per i figli di conoscere l’identità del padre biologico una volta compiuti i 18 anni e pene severe per chi non usufruisce del registro nazionale.
In un clima di “Far West” che circonda in questo momento l’eterologa, è urgente regolamentarla, ma senza metterla in discussione. La proposta di legge, a tal proposito, spiegano i firmatari, servirà infatti “a dare una risposta chiara alla tutela della salute, alla sicurezza della tecnica e ai diritti dei figli”.

di Alessia Nardone

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