giovedì 2 ottobre 2014

Moro: grande soddisfazione Fioroni Presidente Commissione d’inchiesta

Con l’elezione di Beppe Fioroni a Presidente della Commissione bicamerale di inchiesta sul caso Moro, finalmente, si farà piena luce sul rapimento e l’uccisione di uno dei più grandi statisti del ventesimo secolo. Una grande soddisfazione anche per tutti gli amici dell’Associazione Campania Domani, di cui Fioroni è presidente onorario.
 
Questo importante organismo parlamentare, che avrà il compito di far emergere la verità sulla strage di via Fani e accertare le responsabilità e i livelli di potere coinvolti nel rapimento di una persona a quei tempi considerata troppo scomoda, non poteva che essere presieduta da Fioroni, perché nessuno più di lui si è battuto, sin dal primo momento, per la sua istituzione. E l’elezione a larga maggioranza ottenuta ne è il giusto riconoscimento.

Numerosi sono i componenti della Commissione:

Deputati: Angelo Attaguile, Alfredo Bazoli, Pier Luigi Bersani, Marco Carra, Claudio Cominardi, Emanuele Cozzolino, Luca D’Alessandro, Antonio Distaso, Donatella Duranti, Ettore Guglielmo Epifani, Giuseppe Fioroni, Carlo Galli, Vincenzo Garofalo, Francesco Saverio Garofani, Marta Grande, Gero Grassi, Lorenzo Guerini, Ignazio La Russa, Rocco Palese, Caterina Pes, Flavia Piccoli Nardelli, Gaetano Piepoli, Nazzareno Pilozzi, Pino Pisicchio, Sergio Pizzolante, Ernesto Preziosi, Walter Rizzetto, Andrea Romano, Francesco Paolo Sisto, Arianna Spessotto.

Senatori: Alessandra Bencini, Enrico Buemi, Giacomo Caliendo, Massimo Cervellini, Luigi Compagna, Paolo Corsini, Jonny Crosio, Giuseppe Cucca, Luigi D’Ambrosio Lettieri, Aldo Di Biagio, Rosa Maria Di Giorgi, Federico Fornaro, Maurizio Gasparri, Carlo Giovanardi, Miguel Gotor, Stefano Lepri, Pietro Liuzzi, Stefano Lucidi, Luigi Manconi, Giovanna Mangili, Giuseppina Maturani, Maurizio Migliavacca, Michela Montevecchi, Nicola Morra, Paolo Naccarato, Giorgio Pagliari, Ugo Sposetti, Gianluca Susta, Lucio Rosario Filippo Tarquinio, Mario Tronti.

Ciò che fa ben sperare è che “in nessun caso, per i fatti rientranti nei compiti della Commissione, può essere opposto il segreto d’ufficio”, come si evince dalla legge di istituzione della stessa Bicamerale Moro.

A distanza di tanti anni, insomma, ci sono tutti i presupposti affinché la verità venga a galla e, sicuramente, il contributo della Commissione d’inchiesta, che avrà gli stessi poteri investigativi dell’autorità giudiziaria, sarà determinante nel ricostruire le dinamiche e gli accadimenti che, per anni, sono stati celati dalle fuorvianti ricostruzioni che ci sono state propinate.

Non possiamo che congratularci dunque, con l’on. Fioroni per questo nuovo e prestigioso incarico, facendogli i più sinceri auguri per un proficuo lavoro.

di David Lebro

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