mercoledì 29 ottobre 2014

Una Bicamerale d'inchiesta riapre il caso Moro

Fioroni nuovo presidente: “oggi ci sono le condizioni per scrivere la verità”

di David Lebro

Misteri, enigmi, incongruenze, reticenze, omissioni. A distanza di trentasei anni la ricerca della verità. Tutta la verità. Per restituire alla storia una ricostruzione fedele e completa dei fatti che portarono prima al sequestro e poi all’uccisione di uno dei più grandi statisti del XX secolo. Tante domande, tanti dubbi, tante perplessità, un unico grande interrogativo: la morte di Aldo Moro poteva essere evitata? E a chi, in quegli anni, conveniva sbarazzarsi di un personaggio così scomodo? Perché chi sapeva è restato in silenzio?
Proprio per fare chiarezza su una delle vicende più oscure della storia italiana è stata finalmente istituita, nei giorni scorsi, su proposta di diversi parlamentari del PD tra cui Giuseppe Fioroni e Gero Grassi, un’apposita Commissione bicamerale d’inchiesta, che per 18 mesi avrà l’importante compito di recuperare il ritardo e le omissioni dello Stato sull’intera vicenda. Ma anche di fare piena luce “sugli elementi non ancora chiariti e sugli elementi di nuova conoscenza che possono contribuire a individuare responsabilità finora inedite di singoli o di apparati”. L’obiettivo, dunque, è quello di mettere, una volta per tutte, la parola fine al caso Moro e su questo il neo Presidente della Bicamerale, Fioroni è stato chiaro: “oggi ci sono le condizioni per scrivere la verità”. Oggi appunto, non ieri. Si perché, in quasi quarant’anni, non sono mancate iniziative parlamentari e commissioni d’inchiesta, la prima risale addirittura al 1979, ma il permanere di determinate condizioni politiche e la presenza di numerosi personaggi a torto o a ragione coinvolti, ha fatto sì che la verità non venisse mai completamente a galla. 
Nel corso degli anni, infatti, è stata prodotta un’enorme quantità di documenti ed approfondimenti, sapientemente raccolti e sintetizzati in un dossier di 400 pagine dal gruppo PD alla Camera e curato da Gero Grassi, che attraverso una ricostruzione minuziosa di dichiarazioni, testimonianze, citazioni tratte da audizioni, documenti, relazioni per il Parlamento, sentenze e materiale fotografico ripercorre i nodi più oscuri della vicenda. Un dossier che ha senz’altro contribuito ad alimentare la consapevolezza che di contraddizioni nel caso Moro ce ne sono. Ed anche troppe. Se a tale consapevolezza aggiungiamo le nuove rivelazioni emerse, come le recenti dichiarazioni di un ex poliziotto, che svela il contenuto di una lettera scritta da uno dei due presunti passeggeri della Honda che bloccò il traffico il giorno del rapimento, in quel 16 marzo 1978, capiamo l’importanza di questa Bicamerale e l’ancora più importante funzione che è chiamata a svolgere.

Inquietanti retroscena potrebbero portare alla risoluzione di un caso, denso di intrighi e giochi di potere, che mostrano i limiti e le bassezze di una parte di Stato deviato. Ma anche dell’agire umano applicato alla paura di un uomo come Moro, probabilmente a quei tempi considerato troppo pericoloso per il mantenimento dello status quo. Perché, ritornando alle rivelazioni dell’ex poliziotto, se addirittura gli uomini in sella alla Honda in via Fani rispondevano al colonnello del Sismi, Camillo Guglielmi, e il loro compito sarebbe stato quello di “proteggere le Br da disturbi di qualsiasi genere” è evidente, come sostiene anche Gero Grassi, che "dietro il rapimento di Moro non ci furono solo le BR che furono in realtà quantomeno osservate e tutelate nei loro propositi". Considerazioni agghiaccianti che lasciano intendere un sottobosco fatto di collusioni, appoggi e collegamenti tra servizi segreti (italiani e stranieri), poteri ecclesiastici e massoneria, ma che purtroppo ben inquadrano la storia del grande leader della DC, a differenza della pseudo verità propinataci in tutti questi anni. Il nuovo organismo parlamentare insomma, che avrà gli stessi poteri investigativi dell’autorità giudiziaria ne avrà di materiale da trattare. E sicuramente contribuirà a far emergere la verità sulle responsabilità e i livelli di potere coinvolti risultando determinante nel ricostruire le dinamiche e gli accadimenti di una vicenda a tinte fosche e nel restituire finalmente la verità alla storia del nostro Paese.



Nessun commento:

Posta un commento