lunedì 10 novembre 2014

Luigi de Magistris torna a palazzo san giacomo

Già pronto il ricorso del Ministero dell’Interno al Consiglio di Stato

di Michele Capasso
Il Prefetto di Napoli ha deciso di impugnare l’ordinanza del Tar Campania che ha consentito a Luigi de Magistris di tornare alla guida di Palazzo San Giacomo. Anche due associazioni avevano già proposto ricorso al Consiglio di Stato avverso il provvedimento del Tar al fine di ottenere nuovamente la sospensione di de Magistris da Sindaco della città partenopea. I ricorsi saranno discussi in camera di consiglio il prossimo 20 novembre dalla III Sezione del Consiglio di Stato.

Ad oggi il Tar, rimandando la palla alla Consulta, consente al Sindaco di tornare in carica. Se la Consulta dichiarerà incostituzionale parte della legge Severino, de Magistris potrà continuare a svolgere le funzioni di Sindaco. In caso contrario, il Tar passerà all’esame delle contestazioni di merito sul provvedimento del Prefetto, finora non valutate. E si aprirebbero due strade: una sentenza favorevole a de Magistris per un vizio del provvedimento prefettizio o una contraria. In quest’ultimo caso, il Tar ripristinerà la sospensione da Sindaco.
A giudizio del Presidente della Corte Costituzionale, Giuseppe Tesauro, serviranno circa 6-7 mesi, perché la Consulta esamini la vicenda.
Se la legge Severino è incostituzionale, può deciderlo solo la Corte Costituzionale.
Il Tar Campania, sul ricorso presentato da Luigi de Magistris, ha comunque deciso di inviare gli atti alla Consulta per non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli 10, primo comma, lettera c) e 11, primo comma, lettera a) del decreto legislativo 235/2012 e ha sospeso l'efficacia del provvedimento del Prefetto di Napoli. La prima sezione del Tar della Campania, Presidente Cesare Mastrocola, era stata sollecitata ad esprimersi sul ricorso presentato da de Magistris contro il provvedimento del Prefetto che lo scorso primo ottobre lo aveva sospeso dalla carica di Sindaco del capoluogo partenopeo in base alla legge Severino.
Il Tar ha quindi accolto la richiesta di sospendere l’efficacia del provvedimento del Prefetto, che a sua volta aveva sospeso de Magistris dalle funzioni di Sindaco dopo la condanna penale in primo grado (un anno e tre mesi per abuso d’ufficio commesso quando era PM a Catanzaro, nel 2007, acquisendo tabulati telefonici di alcuni parlamentari).
La legge Severino, varata dal governo Monti alla fine del 2012, prevede la sospensione del Sindaco condannato per una serie di reati, tra cui l’abuso d’ufficio. All’indomani della condanna di de Magistris, il Ministro degli Interni Angelino Alfano aveva annunciato la sospensione in Parlamento: «Le statuizioni del decreto legislativo 235/2012 appaiono chiare e del resto hanno trovato applicazione in due casi analoghi». Nelle ore successive, il Prefetto aveva firmato il provvedimento. Ma de Magistris aveva subito presentato ricorso al Tar. Il Tar ha paralizzato quel provvedimento del Prefetto perché ha un dubbio sulla costituzionalità della legge Severino, chiede alla Consulta di risolverlo e nel frattempo restituisce a de Magistris le funzioni di Sindaco.
Il dubbio di incostituzionalità riguarda la presunta retroattività della legge Severino. Secondo il Tar, la norma della legge applicata per de Magistris potrebbe violare gli articoli 2, 4, 51 e 97 della Costituzione. In sintesi: de Magistris è stato eletto Sindaco di Napoli nel 2011, quando la legge Severino non esisteva e una condanna in primo grado per abuso d’ufficio non impediva di diventare Sindaco.
Anche Berlusconi invocò l’incostituzionalità della legge Severino «perché retroattiva» e gridò allo scandalo. Ma il Senato non si rivolse alla Corte Costituzionale per dirimere la questione, come pure chiedevano alcuni giuristi tra cui Nicolò Zanon, recentemente nominato da Napolitano giudice costituzionale, e quindi presto chiamato a decidere sulla stessa legge Severino. Ma il Tar Campania precisa che il suo dubbio riguarda il caso di un soggetto condannato con sentenza non definitiva.
Finora, la stessa norma era stata applicata per altri Sindaci e Consiglieri comunali, senza che alcun Tribunale ne mettesse in dubbio la costituzionalità. De Magistris ha sollevato quattro questioni di incostituzionalità. Tre, come già fatto da altri tribunali in altri casi, sono state bocciate. Una, inedita, accolta. La Costituzione non pone limiti temporali alle eccezioni di costituzionalità, purché siano rilevanti e fondate.


Nessun commento:

Posta un commento