lunedì 24 novembre 2014

Terremoto 1980: a Napoli 52 vittime da non dimenticare

Una giornata per non dimenticare le vittime del terremoto che ha colpito duramente la Campania e la Basilicata, ma anche Napoli. Questo lo spirito della cerimonia di commemorazione, promossa e organizzata dall'associazione "Per migliorare", a cui ha preso parte anche il primo cittadino di Napoli, Luigi de Magistris, per ricordare in particolare, le 52 persone che hanno perso la vita in via Stadera, a Poggioreale (Napoli), in seguito al crollo di un palazzo residenziale.

Erano, infatti, le 19:34 di domenica 23 novembre 1980 quando una forte scossa di terremoto della durata di circa 90 secondi, con un ipocentro di circa 30 km di profondità, colpì una vasta area che si estendeva dall'Irpinia al Vulture, abbracciando le province di Avellino, Salerno e Potenza. Gli effetti di quell’oscillazione devastante, però, si estesero ad una zona molto più vasta, che interessava sostanzialmente tutta l'area centro-meridionale della penisola. Molte lesioni e crolli avvennero anche a Napoli, dove molti edifici erano a dir poco fatiscenti o lesionati da tempo. E proprio a Napoli, in via Stadera a Poggioreale si consumò una delle tante tragedie causate dal terribile terremoto.
 
Si tratta, sicuramente, di una giornata per riflettere sui limiti dell’azione umana di fronte alle calamità naturali e quindi sull’importanza del rispetto delle norme in materia di costruzione edilizia e sulla necessità di maggiori controlli, atti a limitarne il più possibile le conseguenze.

Come ha ricordato anche il sindaco de Magistris alla commemorazione: “è doveroso essere qui. La tragedia del terremoto è stata una ferita profonda per i parenti delle vittime e per la città. Una tragedia - ha sottolineato - a cui sono seguite tante occasioni mancate per la Campania e per Napoli perché dopo il sisma c'è stato un grande fiume di denaro pubblico che fu gestito complessivamente molto male".

Di fondamentale importanza, dunque, risultano essere le manifestazioni come questa, che vedono uniti tutti quelli che questa tragedia l’hanno vista consumarsi sotto i propri occhi con quanti, invece, l’hanno vissuta solo attraverso i racconti di un parente, perché aiutano a mantenere vivo il dolore di quella sera e alimentano la convinzione che tragedie come questa, ad oggi assolutamente evitabili, non si devono mai più riproporre.

La commozione e il forte trasporto che ancora oggi dimostra di sentire la comunità partenopea, che sempre numerosa partecipa a questa manifestazione che si perpetua già da diversi anni, ci spingono a chiedere, al Sindaco de Magistris, con grande premura e come portavoce di un chiaro e forte sentimento popolare, che questa giornata venga aggiunta nella lista delle Commemorazioni Ufficiali del Comune di Napoli come chiara espressione di una precisa volontà di non dimenticare.

di David Lebro 

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