venerdì 19 dicembre 2014

Una tradizione che si tramanda da secoli: l'arte del presepe

Quando è nato e come è cambiato nel corso del tempo

di Francesco Spisso

Immagine da internet
Il Natale è la festa più bella dell'anno, i paesi e le città si colorano, i negozi e le strade vengono addobbati con alberi e luci colorate, ma l'atmosfera natalizia si vive soprattutto visitando i presepi, che esercitano sempre un fascino irresistibile.
La più antica rappresentazione del presepe fu realizzata in legno nel tredicesimo secolo. Nel 1223 Francesco D'Assisi organizzò un presepe con personaggi viventi a Greccio ma l'esemplare più antico a noi pervenuto è il presepe di Arnolfo di Cambio (1280 ca).
Nel 1400 la tradizione si diffuse soprattutto nell'Italia centrale e meridionale e Napoli divenne il polo principale dell'arte presepiale. In seguito tale usanza si diffuse in altri paesi ed oggi in tutto il mondo sono realizzati presepi con materiali vari e in differenti tipologie.
Nel XV secolo il classico presepe napoletano rappresentava la grotta sacra, i pastori in adorazione, pastori con i loro greggi che seguivano gli Angeli in volo che annunciavano la Buona Novella, il corteo dei Magi in lontananza. I pastori venivano realizzati in legno o in terracotta.
Nel XVI secolo poi iniziarono a manifestarsi i primi cambiamenti: la struttura rimaneva la stessa ma la scenografia diventava un po' più ricca. Oltre al bue e l'asinello, venivano posti altri animali, come la capra, il cane e la pecora, tre Angeli sopra o ai lati della Grotta.
Nel 1600 nacque la vera figura dell'artista che crea pastori ed è assolutamente da ricordare Michele Perrone con le sue sculture di legno. Nel corso del secolo comparvero anche pastori in cartapesta, manichini in legno snodabili e con vestiti di stoffa, pastori in terracotta dipinta e con occhi di vetro, gli arti in legno, il corpo in stoppa con un'anima di fil di ferro e con vesti pregiate. Il Presepe non era più soltanto la rappresentazione della Natività ma anche del mondo profano. La scenografia presepiale si arricchiva maggiormente con la comparsa di vari personaggi e scene di vita popolare, come ad esempio la locanda, le botteghe, l'esposizione delle vivande, ecc.
Il '700 è il secolo in cui l'arte presepiale napoletana visse il suo più grande splendore. I pastori raggiunsero livelli di perfezione artistica ed ovviamente possederne uno di alto livello rappresentava segno di prestigio. Carlo III di Borbone aveva un'autentica adorazione per il Presepe al punto da coinvolgere tutta la sua famiglia e diffondere l'amore per l'arte presepiale anche in Spagna. I committenti non erano più solo gli ordini religiosi, ma anche i ricchi e i nobili.
Nella prima metà dell'800 la passione settecentesca per il Presepe calò e lo stesso presepe reale fu trasferito nella reggia di Caserta. Certamente non mancarono mai artisti che continuarono a dedicarsi a tale arte, come anche nel tempo attuale ci sono artigiani di grande talento, alcuni dei quali lavorano ed espongono a S. Gregorio Armeno, famosa strada del centro storico di Napoli, identificata proprio come la via dei presepi.
Per gli studiosi del Presepe napoletano è fondamentale il Museo della Certosa di San Martino che accoglie il più celebre esempio di presepe napoletano: il presepe Cuciniello (1887-1889). Altro importante esemplare è il Presepe del Banco di Napoli, oltre a tanti altri conservati a Napoli o in altri luoghi. Tra i Maestri dell'arte presepiale contemporanei non si può non fare accenno al grande Marco Ferrigno, al quale il padre Giuseppe ha tramandato la propria arte. I materiali impiegati sono la terracotta, il legno e le rinomate sete di S. Leucio, borgo medioevale in provincia di Caserta. Ferrigno è conosciuto a livello internazionale, le sue opere sono presenti in vari paesi del mondo, contribuendo alla celebrità internazionale dell'arte napoletana.

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