mercoledì 7 gennaio 2015

Influenza e vaccini: Federfarma Campania contro gli sprechi

di Gennaro Tullio

Cattive notizie giungono dal Servizio Sanitario Nazionale: ammonterebbero infatti alla considerevole cifra di quattro milioni le dosi di vaccino antinfluenzale che il Ssn potrebbe mandare al macero in seguito all’ingente numero di defezioni che sono state registrate dalla campagna 2014.

Fiale di vaccino
Il monito arriva puntuale dall’Istituto superiore di sanità e aggiunge che la campagna che si è appena chiusa a dicembre non è riuscita a raggiungere il 75% degli anziani vaccinati ma, quel che è peggio, risulta difficile immaginare che possa replicare il 55% della precedente stagione. Corrisponde così al 20% il calo delle adesioni registrate in questo anno, secondo la stima realizzata dall’Aifa. In risposta allo scenario così presentato, c’è chi si fa avanti chiedendo un aggiornamento dei meccanismi su cui si reggono le suddette campagne vaccinali. Il Presidente di Federfarma Campania e membro del consiglio di presidenza di Federfarma Michele Di Iorio si pronuncia in materia, individuando una possibile soluzione e lanciando una sua personale proposta che chiamerebbe in causa le farmacie: “Per evitare sprechi e dosi al macero basterebbe assoggettare i vaccini a prescrivibilità e farli distribuire alle farmacie, che si rifornirebbero dai canali tradizionali. In tal modo, si eviterebbe al Ssn l’acquisto di ingenti dosi di vaccino quando la stagione influenzale è solo alle porte”. Nel frattempo di tutt’altra opinione risultano essere gli esperti che su questo importante tema invitano a non disperare e soprattutto a non considerare chiusa la campagna vaccinale. Tra questi spicca il pensiero di Walter Ricciardi, Commissario dell'Istituto superiore di sanità, che sull’argomento invita a mantenere la calma e commenta senza disfattismi ma in favore di una visione ottimistica dello stato dei fatti con queste parole: “siamo ancora in tempo, incoraggiamo la profilassi, perché il picco è atteso nel periodo più critico tra gennaio e febbraio”. Alla luce di tutte queste attente considerazioni c’è ancora un ultimo recente aspetto da valutare. Durante le festività appena terminate va infatti constatato che si è registrato un netto aumento dei casi supportato dal seguente bilancio: i dati di Influnet affermano infatti che i casi corrispondenti a 2,18 italiani su mille sono a letto con la febbre, un tasso da non sottovalutare assolutamente che registra un considerevole incremento raggiungendo il rapporto di ben 7,6 ogni mille quando si parla di bambini che appartengono ad un’età inferiore ai quattro anni.

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