giovedì 29 gennaio 2015

Prevenzione e contrasto della corruzione nella P.A

Le misure adottate dal Comune di Napoli

di Michele Capasso

La legge 6 novembre 2012, n.190, intitolata “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione”, affronta il fenomeno della corruzione sia sul piano della prevenzione amministrativa che su quello della repressione penale.

Obiettivo della riforma è aggiornare le norme penali esistenti ai mutamenti strutturali che nel corso degli anni avevano interessato le concrete forme di manifestazione dell’illegalità amministrativa e, contestualmente, quello di adempiere agli obblighi internazionali.

E’ innanzitutto prevista una “Autorità Nazionale Anticorruzione”, che viene precisamente individuata nella Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche.

Essa oltre ad approvare il Piano Nazionale Anticorruzione predisposto dal Dipartimento della Funzione pubblica, è destinata a svolgere importanti funzioni rispettivamente in termini di: analisi delle cause della corruzione e individuazione degli interventi a carattere preventivo; formulazione di pareri in materia di conformità degli atti e dei comportamenti dei funzionari pubblici alle leggi, ai codici di comportamento e ai contratti di lavoro, di vigilanza e controllo sull’effettiva applicazione e sull’efficacia delle misure preventive adottate dalle singole amministrazioni pubbliche.

E’ altresì prevista la definizione, ad opera del Governo, di un Codice di comportamento dei dipendenti pubblici contenente regole di condotta volte ad assicurare la qualità dei servizi, la prevenzione dei fenomeni di corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà e imparzialità. A tale Codice è anche attribuito il compito di stabilire i limiti entro i quali i pubblici dipendenti possono ricevere donativi dai privati nell’ambito delle normali relazioni di cortesia; mentre è espressamente previsto un divieto per tutti i dipendenti di chiedere o accettare compensi, utilità o regali in connessione con l’espletamento delle funzioni esercitate.

Le pubbliche amministrazioni centrali, a loro volta, predispongono Piani di prevenzione finalizzati a diagnosticare il grado di esposizione dei diversi uffici al rischio di corruzione e, nel contempo, a indicare gli interventi organizzativi considerati necessari ai fini della prevenzione del rischio medesimo.
Inoltre, di norma tra i dirigenti amministrativi di ruolo e di prima fascia viene individuato il Responsabile della prevenzione della corruzione. Tale soggetto, nel caso in cui all’interno della amministrazione viene commesso un reato di corruzione accertato con sentenza passata in giudicato, è esentato da responsabilità amministrativa, disciplinare ed erariale ove provi di aver provveduto all’adozione di misure preventive adeguate e di aver vigilato sulla loro osservanza.
Coerentemente con quanto sinora esposto il Comune di Napoli si è dotato del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione.

Il Piano:
  • individua le attività nell'ambito delle quali è più elevato il rischio di corruzione;
  • prevede meccanismi di formazione, attuazione e controllo delle decisioni idonei a prevenire il rischio di corruzione;
  • prevede obblighi di informazione nei confronti del Responsabile per la Prevenzione della Corruzione, chiamato a vigilare sul funzionamento e sull'osservanza del piano;
  • monitora il rispetto dei termini, previsti dalla legge o dai regolamenti, per la conclusione dei procedimenti e i rapporti tra l'amministrazione e i soggetti che con la stessa stipulano contratti o che sono interessati a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere, anche verificando eventuali relazioni di parentela o affinità sussistenti tra i titolari, gli amministratori, i soci e i dipendenti degli stessi soggetti e i dirigenti e i dipendenti dell'amministrazione;
  • individua specifici obblighi di trasparenza ulteriori rispetto a quelli previsti da disposizioni di legge.
Il Comune di Napoli, infine, sta provvedendo all’aggiornamento per gli anni 2015-2017 del Piano triennale di Prevenzione della Corruzione e, a tal fine, ha previsto anche l’adozione di forme di consultazione con soggetti esterni all’Amministrazione al fine di garantire una sempre maggiore imparzialità e trasparenza nell’azione amministrativa.


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