venerdì 2 gennaio 2015

Zilda Street Art rinascimentale nei vicoli di Napoli per il suo documentario sulla città

di Alessia Nardone

L'angelo riabilitato
«Non conosco altre città così» così Zilda, street artist francese molto noto in Italia, racconta Napoli in un'intervista: «Il sublime ti esplode in faccia senza sosta. Strada per strada, quartiere per quartiere. Non conosco altre città così sconcertanti, generose e capaci di condensare tante cose assieme. Ogni cosa sembra coesistere con il suo perfetto contrario. Napoli è piena di contrasti, talvolta colorata ed esuberante, talvolta buia e infinitamente nascosta. Amo questa città e le sue contraddizioni. Amo i suoi chiaroscuri. Il suo odore di piscia e santità». L’artista arriva in città nel 2011 alla ricerca dei più suggestivi luoghi, quelli più adatti ad ospitare le sue opere. Personaggi alati, feriti, legati, angeli, demoni, vestali e figure «quattrocentesche» questi i soggetti preferiti da questo eclettico artista e che i napoletani hanno imparato bene a distinguere. Si tratta di stencil che l’artista, anche soprannominato il Banksy di Rennes, dipinge con dovizia di particolari e utilizzando diverse tecniche artistiche nel suo studio e che poi incolla sul muro che aveva scelto.
 
L'installazione con Dante e Virgilio
Zilda, rimasto folgorato dalla unicità di Napoli ha dedicato a questa città diverse opere tra le quali "Il vento pesa quanto le catene" ispirata all'omonimo brano del francese Arnaud Michniak e posta in Palazzo Sanfelice di via Sanità, e "L'angelo riabilitato" ispirato a Jean de Bochere nell’ex carcere minorile Filangieri. Ma l’artista è stato generoso con la città tutta, dalla pedamentina a Portici, passando per i Campi Flegrei dove troviamo due installazioni di cui una recentissima: la prima, apparsa circa un mese fa, raffigura Dante e Virgilio ritratti di spalle che osservano un ironico cartello turistico che recita: “Benvenuti nei Campi Flegrei. Lasciate ogne speranza, Voi ch’ intrate”; l’altro è la Venere Sosandra, la celebre scultura rinvenuta da Maiuri durante gli scavi nelle terme di Baia, ad essere ritratta con tanto di valigia al seguito con scritta “home sweet home”. Questo ultimissimo stencil dalle dimensioni umane, è stato posto a pochi passi dal molo di Baia, a conferma dell’interesse del celebre street artist francese originario di Rennes, per la terra del mito.

Ma oltre a questi stencil l’artista, incappucciato o coperto da una maschera di pulcinella, ha deciso di raccogliere le sue esperienze napoletane in un video documentario forse per farci meglio comprendere la poetica bellezza della nostra terra o forse per ricambiarci per quello che Parthenope ha saputo donare alla sua arte.

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