venerdì 20 marzo 2015

Intervista al dott. Osvaldo De Mase

Il medico argentino ex allievo di Papa Francesco

di Alessia Nardone

Quest'anno l'inizio della primavera sarà ricordata come un evento memorabile in città. Sabato prossimo, 21 marzo, il santo padre farà visita a Napoli e i preparativi vedono impegnati non solo le istituzioni, ma anche tanti cittadini. Tra di essi, in particolare, c'è un uomo che aspetta il pontefice con particolare gioia. Si tratta del dottor Osvaldo De Mase, argentino di origine e trapiantato a Napoli da decenni. Negli anni ‘70 quando era studente di medicina all'Universidad del Salvador a Buenos Aires, ha avuto l’opportunità di conoscere i Padri Gesuiti e, in particolare, proprio Padre Jorge Mario Bergoglio che ricorda con particolare nostalgia.
  • Ci parli del suo rapporto col Papa
  • Il Papa è stato il mio professore al tempo dell'Università. Allora ero ancora un ragazzo che studiava a Buenos Aires. È passato davvero tanto tempo, ma lo ricordo ancora passeggiare per i corridoi con la sua borsa nera ed il sorriso dolce che ha conservato ancora oggi.
  • Tra qualche giorno potrà rincontrare il suo professore a Piazza Carlo III
  • Sono felicissimo. È un'emozione assolutamente indescrivibile. Questa visita del Santo Padre rafforza in me il desiderio di aiutare il prossimo attraverso la mia professione di medico seguendo l'esempio della missione pastorale del pontefice. Sabato mattina sarò sulle scale di ingresso del Palazzo Fuga per salutare Papa Francesco insieme agli amici del Comitato Civico Piazza Carlo III e i bambini del Coro della Parrocchia di San Tarcisio.
Osvaldo De Mase

  • A proposito di Piazza Carlo III... lei ha deciso di entrare a far parte del Comitato che si batte per la piazza. Come mai?
  • Sono stato colpito dal desiderio del Comitato di affrontare con decisione e pragmatismo i problemi di quel luogo e di Palazzo Fuga che nasceva come simbolo della solidarietà. Tramite internet ho contattato il presidente Antonio Provitera ed ho scoperto una bellissima realtà che lavorava non solo sugli aspetti urbanistici, ma si impegnava anche sugli aspetti sociali. Mi riferisco, solo per fare un esempio, alle visite gratuite per la prevenzione del tumore al seno fatte da uno dei membri del comitato, la dott.ssa Ilaria Romano. Ma all'interno del Comitato ho avuto modo di conoscere anche tantissime persone che quotidianamente si impegnano per la nostra città come Aldo Cerbone.
  • Parliamo di Palazzo Fuga. Cosa immagina per la riqualificazione dell'edificio?
  • Io immagino un progetto di ampio respiro. È proprio questo il motivo per cui mi sono avvicinato al comitato. La riqualificazione di Palazzo Fuga non è una questione che riguarda solo gli abitanti di Piazza Carlo III, ma tutti i cittadini napoletani. Il ripristino del fabbricato significherebbe un rilancio dell'economia di tutta la città. Io penso che la destinazione prevalente dovrebbe essere quella museale. Si immagini che in quelle sale potrebbe trovare ospitalità il Tesoro di San Gennaro, l'immensa mole di reperti chiusi nei depositi e il museo della storia della città. Poi in un edificio di circa 115.000 mq si potrebbero ospitare scuole di artigianato come quella della ceramica di Capodimonte. Non escludo nemmeno la presenza di ambulatori per lasciare una traccia di quella antica solidarietà per cui l'edificio era nato.

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