mercoledì 4 marzo 2015

Mercato ittico: continua la protesta. Il nodo delle procedure da sciogliere


di David Lebro

Gli operatori del settore ittico di Napoli di nuovo in stato di agitazione. Da giorni infatti, sono in presidio permanente in piazza Duca degli Abruzzi per protestare contro una gestione davvero anomala e fuori da ogni logica e tolleranza umana. Il nodo, questa volta, riguarda le procedure messe in campo dalla presidenza del Caan rispetto alla problematica del mercato ittico di Napoli, che non rispondono all’indirizzo politico della Giunta e del Consiglio comunale. Quest’ultimo, in particolare, si è battuto molto non solo affinché il mercato non fosse delocalizzato, ma anche per il rientro, in tempi rapidi degli operatori, dopo i necessari lavori di adeguamento e messa a norma della struttura, secondo le prescrizioni dell’Asl. A questo punto si dovrebbero trarre le opportune conclusioni, piuttosto che continuare a indugiare.
 
Non è più tollerabile, infatti, che dopo mesi e mesi di trattative e riunioni, egregiamente portate avanti dall’Assessore al lavoro e alle Attività produttive, Enrico Panini, manchi ancora un cronoprogramma dettagliato dei lavori che indichi tempi certi per il ritorno degli operatori e il ripristino delle attività. Ad oggi, infatti, risulta difficile comprendere le ragioni che hanno portato ad una gestione così scellerata della vicenda da parte del presidente Diana, probabilmente più impegnato ad organizzare eventi culinari che a lavorare per la riapertura del mercato.

Sarebbe opportuno che il sindaco de Magistris intervenga al più presto in prima persona, convocando il Presidente Diana, per comprendere le ragioni dei ritardi accumulati e fare finalmente chiarezza su una questione che ormai si protrae da quasi 2 anni e che sta arrecando danni non indifferenti ad uno dei settori trainanti dell’economia cittadina.

E’ necessario ricordare, infatti, che gli operatori del mercato ittico di Napoli lavorano nella struttura di piazza Duca degli Abruzzi da generazioni, vantando un fatturato annuo di circa 250 milioni di euro e dando lavoro a più di 400 dipendenti. Con lo spostamento a Volla il calo delle vendite e i maggiori costi di gestione stanno letteralmente fagocitando i loro guadagni. Tutto ciò si aggiunge al fatto che prolungare la sofferenza di queste persone e delle loro famiglie significa ignorare il loro desiderio di ritornare ad esercitare il proprio lavoro nel posto in cui l’hanno sempre fatto, ossia nella storica struttura progettata da Luigi Cosenza nel 1929.

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