venerdì 20 marzo 2015

Riforma Costituzionale: la Camera approva il DDL Boschi

Il testo torna al Senato per la terza lettura

di Michele Capasso

L'Aula della Camera ha recentemente approvato la Riforma Costituzionale dando il via libera finale al DDL Boschi, che ora torna in Senato per la terza lettura. Hanno votato a favore: Pd, Ap, Per l'Italia, Scelta civica e Minoranze linguistiche; hanno votato contro Forza Italia, Lega, Fdi-An, gli ex 5 stelle di Alternativa Libera e Sel. I deputati M5S non hanno partecipato al voto.

Il Ministro per le Riforme Costituzionali
e per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi

Ecco le principali cose da sapere sul testo della riforma:


ADDIO AL BICAMERALISMO PERFETTO – Il Parlamento continua ad articolarsi in Camera dei deputati e Senato della Repubblica, ma i due organi hanno composizione diversa e funzioni differenti. Solo alla Camera, che rappresenta la Nazione e resta composta da 630 deputati, spetta la titolarità del rapporto di fiducia e la funzione di indirizzo politico, nonché il controllo dell'operato del Governo. Il Senato rappresenta invece le istituzioni territoriali.

SENATO DEI 100 SENZA SENATORI A VITA – I membri del nuovo Senato saranno scelti dai Consigli regionali. Saranno 100, di cui 95 rappresentativi delle istituzioni territoriali e cinque senatori nominati dal Presidente della Repubblica tra i cittadini "che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario". Durano in carica sette anni e non possono essere rinominati. Con questa modifica si sancisce il superamento dell'elezione diretta del Senato, che verrà eletto "dai Consigli regionali e dalle Province autonome di Trento e Bolzano, fra i propri componenti e fra i sindaci dei rispettivi territori nella misura di uno per ciascuno".

IMMUNITA' E INDENNITA' – La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali nei quali sono stati eletti. Ai senatori resta l'immunità parlamentare come ai deputati. I nuovi senatori non riceveranno indennità se non quella che spetta loro in quanto sindaci o membri del consiglio regionale. L'indennità di un consigliere regionale non potrà superare quella attribuita ai sindaci dei comuni capoluogo di Regione. Resta l'indennità per i senatori a vita. Garantito anche ai senatori l'esercizio della funzione senza vincolo di mandato.

ITER DELLE LEGGI – La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi costituzionali, per le minoranze linguistiche, il referendum popolare, per le leggi elettorali. Le altre leggi sono approvate dalla Camera. Ogni disegno di legge approvato dall'Aula di Montecitorio è immediatamente trasmesso al Senato che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato può deliberare a maggioranza assoluta proposte di modifica del testo, sulle quali la Camera si pronuncia in via definitiva e che potrà bocciare solamente con un voto a maggioranza assoluta dei propri componenti.

LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE – Le novità riguardano le proposte di legge di iniziativa popolare per le quali sarà richiesta la raccolta di 150mila firme invece di 50mila ma si stabilisce anche che la deliberazione della Camera sulla proposta deve avvenire entro termini certi e passaggi definiti dai regolamenti parlamentari.

REFEREMDUM PROPOSITIVI – Si introducono in Costituzione i referendum popolari propositivi e di indirizzo ma spetterà alle Camere varare una legge che ne stabilisca le modalità di attuazione.


Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
con il Presidente della Consulta Alessandro Criscuolo
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA – Cambia il quorum per l'elezione del Capo dello Stato. Nelle prime tre votazioni resta due terzi dei componenti l'assemblea. Dalla quarta si abbassa a tre quinti dei componenti dell'assemblea e dalla settima ai tre quinti dei votanti. Sarà il presidente della Camera (e non più del Senato) a sostituire il Presidente della Repubblica “ad interim”.


TITOLO V – Viene soppressa la competenza concorrente, con una redistribuzione delle materie tra competenza esclusiva statale e competenza regionale. Viene introdotta una “clausola di supremazia”, che consente alla legge dello Stato, su proposta del Governo, di intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica ovvero la tutela dell'interesse nazionale.

CORTE COSTITUZIONALE – Cinque dei 15 giudici Costituzionali saranno eletti dal Parlamento: 3 dalla Camera e 2 dal Senato.

LEGGE ELETTORALE
– Introdotto il ricorso preventivo sulle leggi elettorali alla Corte Costituzionale su richiesta di un quarto dei componenti della Camera. Tra le norme provvisorie c’è anche la possibilità di ricorso preventivo già in questa legislatura per le leggi elettorali che verranno approvate dal Parlamento.

Interessante sul punto sono le riflessioni del Presidente della Consulta Alessandro Criscuolo, il quale si mostra critico verso la norma sul giudizio preventivo per le leggi elettorali contenuta nel DDL. Durante la recente conferenza stampa tenuta al termine della relazione sull'attività annuale della Corte, Criscuolo ha osservato: "Il giudizio preventivo affida alla Corte Costituzionale un compito che non le spetta perché la Corte giudica sulle leggi approvate e sarebbe una sorta di consulenza preventiva" alle camere "che forse non è opportuna". Il presidente della Consulta fa chiaro riferimento all'introduzione, per la prima volta in Costituzione, del ricorso preventivo sulle leggi elettorali alla Corte Costituzionale su richiesta di un quarto dei componenti della Camera.

Nel suo intervento, Criscuolo ha poi spiegato che poiché il DDL Boschi, che contiene il giudizio preventivo sulla legge elettorale, "è una riforma costituzionale, se verrà approvata la Corte la applicherà". Poi aggiunge: "La legge non è ancora entrata in vigore ma posso dire che un controllo preventivo tradisce quello che è il ruolo della Corte. Un vaglio preventivo, ancorché circoscritto alle leggi elettorali, forse richiederebbe una riflessione ulteriore che non mi risulta sia stato fatta".

Sul tema del Titolo V della Costituzione, Criscuolo ha sottolineato come la riforma fatta nel 2001 abbia "creato un problema, nel senso che ha portato a una effervescenza di contenzioso tra Stato e regioni e non è un fatto fisiologico che la Consulta passi il suo tempo a decidere dei contenziosi Stato-regioni perché ha altro da fare".

"Quella riforma - ha aggiunto - ha portato una sofferenza istituzionale, è stata forse varata in maniera affrettata dal parlamento nel 2001. Il fatto che il Parlamento ora la modifichi è un fatto positivo".

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