venerdì 20 marzo 2015

VENI, VIDI… NON VICI! Può esserci democrazia senza meritocrazia?

di Germana Guidotti

E’ la storia di migliaia di ragazzi e ragazze italiani, distinti per età, provenienza culturale, geografica, curricula studiorum, ma tutti accomunati dall’avere coltivato un sogno, quello di entrare a far parte della Pubblica Amministrazione. Sogno che poi non è concretato nella realtà, rimanendo, purtroppo, tale. Si tratta di giovani volitivi, fortemente motivati, prelparati in quanto hanno esplicato e superato tutte le prove (preselettiva-scritta-orale) previste dai bandi, i quali tuttavia sono poi entrati a far parte delle graduatorie di idonei non vincitori, auspicando così lo scorrimento delle graduatorie medesime. Ma è esattamente da qui che comincia l’Odissea.

Approvata la Legge di Stabilità per il 2015, il Governo, per far fronte agli oltre 20.000 esuberi causati dalla soppressione degli enti provinciali (in applicazione della Legge Delrio), ha imposto a tutte le amministrazioni (sia centrali che periferiche), il blocco, relativo agli esercizi finanziari 2015 e 2016, delle assunzioni degli idonei dei concorsi pubblici, infrangendo di fatto il sogno di cui sopra. Infatti, mentre la L. 125/13 (Legge D’Alia) aveva dato significative speranze a questi giovani meritevoli, è successivamente intervenuta una modifica in peius dell’assetto normativo (DDL Madia di riforma della Pubblica Amministrazione) che taglia le gambe a circa 84.000 idonei in tutta Italia.

L’approvazione della L. 125/13 (Legge D’Alia) parificava, all’art. 4 comma 3, lo status dei candidati risultati vincitori delle procedure concorsuali più recenti (approvate dall’anno 2007 in poi) a quello dei candidati risultati idonei e inoltre prorogava tutte le graduatorie fino al 31/12/2016. La Legge D’Alia, dunque, viene completamente esautorata della propria efficacia, in quanto appare evidente che si arrivi alla scadenza delle graduatorie attualmente in corso di validità -fissata al 31/12/2016- senza poter dare a questo esercito di giovani ciò che chiedono: l’opportunità di subentrare “fisiologicamente” e nel corso del tempo al personale dipendente della PA, i cui contratti di lavoro sono cessati, secondo il meccanismo del “turnover”.

A questo punto, lo spettro che si paventa dinanzi agli idonei è la concreta probabilità che, in virtù della Legge “Milleproroghe”, una volta scadute le graduatorie dalle quali non si è provveduto ad attingere, a partire dal 2017 possano essere banditi nuovi concorsi per migliaia di posti, concorsi che costerebbero milioni di euro, anziché assumere fin da subito persone pronte a ricoprire i profili concorsuali previsti.

Fra le tante graduatorie di idonei vigenti, deve essere annoverata quella degli idonei al Concorso-corso VG6/N del Comune di Napoli (indetto dal Ripam-Fomez), per lo scorrimento della quale il Comitato degli idonei al Concorso al Comune di Napoli, costituitosi in rappresentanza, si è rivelato particolarmente attivo. Molto copiosa infatti è stata la partecipazione degli idonei di tale graduatoria alla manifestazione tenutasi lo scorso 11 febbraio in Piazza Montecitorio a Roma, per protestare contro la suddetta Legge “Milleproroghe”, organizzata congiuntamente con il Comitato XXVII Ottobre, il Comitato 22 Procedure del Comune di Roma Capitale ed il Comitato Ripam Abruzzo, nonché con il sindacato FLP-CSE. Particolare sensibilità a tale iniziativa, a sostegno delle rimostranze degli idonei manifestanti, è pervenuta dall’Amministrazione comunale di Napoli attraverso l’Assessore al Personale, Francesco Moxedano, dal Consigliere del Comune e della Città Metropolitana di Napoli David Lebro, dai Consiglieri del Comune di Napoli Antonio Luongo ed Antonio Borriello e dal Responsabile Confederale FLP-CSE Antonino Nasone. Tali rappresentanti delle istituzioni locali e sindacali, insieme con i rappresentanti dei comitati di Napoli, Roma, Provincia di Roma e Abruzzo, sono stati ricevuti dal Presidente del Comitato per la Legislazione, On. Aniello Formisano, che ha mostrato la propria disponibilità a verificare presso le Commissioni di merito la possibilità di prorogare l’efficacia delle graduatorie vigenti fino al 31/12/2018. Del resto, è stato inteso di formare un “tavolo di lavoro” costituito, oltre che dal Comitato per la Legislazione, dal Comune di Napoli, ANCI, Comitato XXVII Ottobre, FLP/CSE, Ministero della Pubblica Amministrazione ed esponenti politici, allo scopo di monitorare i vari provvedimenti legislativi che prossimamente verranno proposti, e valutare le modalità con le quali intervenire. 

La mobilitazione, in particolare, aveva richiesto il ripristino della L. 125/13 che non attribuisce agli idonei un’assunzione certa, ma una possibilità di assunzione in linea con una norma emanata da questo stesso Parlamento, che dopo neanche un anno ha sconfessato. Del resto, le stime degli esuberi derivanti dalla cosiddetta riforma delle province, che hanno portato di fatto il governo ad eliminare le graduatorie degli idonei, non sono corrette, per stessa ammissione del Sottosegretario alla Funzione Pubblica On.le Angelo Rughetti. Questi, infatti, ha dichiarato che rispetto alle previsioni iniziali di 20.000 dipendenti delle province, coloro i quali effettivamente risultano in esubero ammontano a sole 2.000 unità. Essendo pertanto il numero de quo estremamente poco congruo, non si ravvede il bisogno di bloccare il turnover per tutti gli idonei.

A questo punto non resta che aspettare e, come auspicato anche dal Consigliere David Lebro, sperare che “il Governo intraprenda al più presto tutte le azioni utili e funzionali per trovare una degna soluzione al problema, in quanto siamo di fronte ad una vera e propria ingiustizia sociale per tanti giovani meritevoli e preparati, che non potrà che alimentare ancora maggiormente quel senso di sfiducia e disincanto nei confronti delle istituzioni”.

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