martedì 30 giugno 2015

Sanità: la parola chiave è assumere

Ospedali al collasso, necessario investire in risorse umane

di Alessandro Coccia

Il 12 marzo 2015 con il comunicato n. 230, l'ex presidente della Regione Campania, nella sua qualità di commissario ad acta per il risanamento del Servizio Sanitario Regionale, annunciava di aver dato il disco verde alle aziende sanitarie a procedere all’assunzione per complessive 1.118 unità. In seguito, sul BURC n. 19 del 18 Marzo 2015 venivano pubblicati il decreto n. 29 e il decreto n. 30 che formalizzavano tale intento.

Il neo Governatore della Campania Vincenzo De Luca ha definito l'esternazione del suo predecessore una “balla” precisando che sono solo autorizzate le 657 unità relative ai pensionamenti del biennio 2011-2012, contenute nel Decreto n.29, mentre sulle altre non c'è alcuna certezza.

De Luca pone l'attenzione anche su un altro aspetto importante quando esprime le sue perplessità interrogandosi su "come si fa a parlare di assunzioni senza aver sciolto il nodo della stabilizzazione dei tanti precari?".

Nei due decreti, infatti, non si fa alcuna menzione della problematica e non vi è alcun riferimento alla legge del 30 ottobre 2013 n. 125 relativa al superamento del precariato nella pubblica amministrazione ne il DPCM del 6 marzo 2015, recante “ Disposizioni di attuazione dell'articolo 4, comma 10, Decreto Legge 31 agosto 2013 n.101, convertito con modificazioni dalla Legge del 30 ottobre 2013, n.125 (procedure di assunzione di personale precario del comparto sanità).

Il Presidente De Luca, a pochi giorni dalla vittoria elettorale, ha dichiarato di voler mettere da subito in atto interventi radicali sulla Sanità.

Il primo aprile il Tavolo tecnico ministeriale per la verifica degli adempimenti e il Comitato permanente per la verifica dei Lea ha bocciato il piano di debito sanitario varato dalla precedente giunta. Tra le diverse contestazioni dell'organo ministeriale, uno dei rilievi più significativi è incentrato sulla gestione proprio del personale. Nel verbale si legge che i commissari hanno riscontrato che nell'ambito del Servizio Sanitario Regionale a fronte di una drastica diminuzione di personale dipendente, causata dai pensionamenti e dal mancato turnover, vi è stato un accrescimento dell'utilizzo di personale non dipendente, con un considerevole aumento della spesa.

Le mancate assunzioni e la necessità di salvaguardare i Lea (Livelli essenziali di assistenza) hanno fatto si, che le direzioni strategiche delle singole aziende sanitarie abbiano adottato una gestione del personale “creativa” o sarebbe meglio definire “flessibile” , visto il massivo ricorso, acclarato dal Tavolo di verifica, ai contratti di lavoro cosiddetti atipici. Quest'ultima soluzione non è economicamente vantaggiosa. L'esempio più chiaro sono gli appalti di somministrazione di lavoro, dove gli ospedali pagano il prezzo delle unita lavorative richieste, alle quali vanno applicati i trattamenti economici e normativi dei relativi contratti collettivi, sommati ad una percentuale spettante alla agenzia interinale appaltatrice. La nuova giunta regionale dovrà quindi voltare pagina e tornare ad una governance delle risorse umane del Servizio Sanitario Regionale. Per evitare il collasso del sistema salute c'è bisogno di nuovo personale e che il personale precario, già operante, venga finalmente stabilizzato.

Nessun commento:

Posta un commento