mercoledì 22 luglio 2015

Eduardo Scarpetta e il cinematografo

di Antonio Lepre

Sembra strano che Eduardo Scarpetta, il riformatore del teatro napoletano, abbia avuto a che fare anche con il cinematografo, eppure egli ha partecipato sia come autore sia come attore in ben cinque riprese cinematografiche. Poco più di cento anni fa Scarpetta vendette cinque suoi testi teatrali alla casa editrice milanese di Renzo Sonzogno che realizzò ben cinque film, che ebbero tutti come protagonista lo stesso Eduardo. Si trattava di: Miseria e Nobiltà, il capolavoro indiscusso di Scarpetta, poi ‘a Nutriccia, Il non plus ultra della disperazione, Tre Pecore Viziose e Lo Scaldaletto, tutte riprese realizzate tra il 1914 e il 1916, pertanto tutte pellicole mute. In queste pellicole si nota anche una giovanissima Titina De Filippo, figlia naturale di Scarpetta che in Miseria e Nobiltà interpretava Gemma.
Ma come mai la casa editrice milanese di Sonzogno decise di fare queste cinque pellicole? Naturalmente era un motivo di cassetta, infatti, la maschera di Felice Sciosciammocca era estremamente vendibile sul palcoscenico, basti pensare alle centinaia e centinaia di repliche che ogni commedia di Eduardo Scarpetta faceva, a Napoli e in tutta Italia.

Eduardo Scarpetta e Gennaro Pantalena

La casa editrice, però, decise di fare un provino alla maschera di Felice Sciosciammocca, e ne fu sbalordita dacché la sua maschera risultava a contatto con la macchina da presa più espressiva e potente; così si decise di realizzare le cinque pellicole nella villa Santarella dello stesso Scarpetta. A tal proposito bisogna ricordare le sue parole che, dopo quel provino e alle riprese, ricorda così nelle sue memorie: “senza mezzi termini quella macchina è implacabile, e senza alcuna pietà: svela i trucchi degli interpeti e i bluff del loro valore, smaschera le false giovinezze, scopre i cani e dà risalto agli attori veri, in una parola,insomma, non permette come spesso fa il palcoscenico che il pubblico posso essere tratto in inganno. Fra teatro e cinema esiste un abisso profondo, e gli elementi rappresentativi dell’uno non possono essere confusi con quelli dell’altro; raramente un buon attore nel teatro lo può essere al cinema, e viceversa, e che la tecnica di recitazione è dissimile e a volte contrastante”. È straordinario come questo nostro attore abbia anticipato di lì a trent’anni le differenze della recitazione cinematografica di Lee Strasberg e quelle teatrali di Kostantin Stanislavskij. Eppure era ancora il 1915.


Miseria e Nobiltà, unica foto di scena dal film del 1940
Naturalmente, con il passare del tempo, le commedie di Eduardo Scarpetta sono state riprese da molti registi cinematografici. Innanzitutto da Corrado D’Errico, il quale nel 1940 fece le riprese di Miseria e Nobiltà, opera nella quale recitava non Eduardo bensì il figlio legittimo Vincenzo Scarpetta. Accanto a lui Nicola Maldacea, il padre della macchietta napoletana. Dieci anni dopo fu la volta di Mario Mattoli che con Totò protagonista rielaborò: Miseria e Nobiltà, Un Turco Napoletano e Il Medico dei pazzi. Anche Eduardo De Filippo, figlio naturale di Eduardo Scarpetta, si cimentò con un riadattamento di un’opera di Scarpetta, infatti diresse Ti Conosco Mascherina, opera tratta da Romanzo di un farmacista povero. Infine a riadattare le opere di Scarpetta sono stati Marcello Marchesi che realizzò Sette ore di guai, film con Totò, ispirato a 'Na criatura sperduta, e Giorgio Patina che ha realizzato il film Un’agenzia matrimoniale tratto da 'N agenzia 'e matrimonie.

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