mercoledì 22 luglio 2015

Napoli, Porta di Massa: studenti in difesa di due lavoratori.

di Antonio Ianuale

Lo scorso 30 giugno studenti e studentesse del prestigioso ateneo Federico II hanno trovato il portone della sede di Porta di Massa, chiuso, per un’occupazione degli studenti della facoltà di lettere e filosofia. La protesta degli studenti organizzata dal Collettivo Studenti Federico II e dalla Mensa Occupata Rete nazionale Noi Saremo Tutto, cominciata con l’occupazione della presidenza del dipartimento degli studi umanistici, ha avuto la solidarietà dei professori e personale tecnico-amministrativo dell’ateneo federiciano in sostengo a due addetti alla manutenzione che rischiavano il posto. 
Il comunicato fuori l’ateneo spiegava le ragioni della protesta: il licenziamento dei due lavoratori dovuta all’esternalizzazione dei servizi, causa appunto di licenziamenti e precarietà. Si evidenziava inoltre la partecipazione alla protesta dei docenti e dei lavoratori dell’ateneo e si attaccavano le istituzioni accademiche per la loro complicità. I due lavoratori hanno continuato il loro lavoro all’interno della sede di Porta di Massa, nonostante il licenziamento fosse prossimo. Uno striscione attaccava la ditta Romeo, responsabile dei licenziamenti dei due lavoratori. Le lezioni sono state rimandate a data da destinarsi, mentre esami e ricevimenti sono stati spostati nelle altre sedi della Federico II. La protesta ha avuto i risultati sperati: infatti nella stessa giornata dell’occupazione è stato organizzato un tavolo di discussione che vedeva partecipi tutte le parti in causa: l’università, i lavoratori, la Romeo. La mediazione ha avuto successo con la Romeo che si è impegnata ad assumere i due lavoratori alla fine del mese di luglio. Gli studenti che aveva ventilato la possibilità di perdurare nella loro occupazione, vista l’evolversi in positivo della situazione, hanno cessato la protesta il medesimo giorno. Mercoledì 31 la sede universitaria di Porta di Massa riprendeva la sua attività didattica, ma gli studenti hanno tenuto a precisare che non abbasseranno la guardia e che sono pronti ad azioni di protesta per salvaguardare i diritti dei lavoratori del plesso universitario.
“Siamo consapevoli di non poter abbassare assolutamente la guardia sul destino dei due lavoratori: continueremo a lottare al loro fianco fino a quando questa vertenza non si concluderà favorevolmente.
Sappiamo che anche questo è solo un passo intermedio verso un lavoro di riappropriazione più ampio e strutturato: le politiche di esternalizzazione e privatizzazione imposte dall’Unione Europea hanno di fatto distrutto garanzie e diritti dei lavoratori frutto di decenni di lotte e conquiste. Bisognerà lottare senza tregua affinché questi diritti vengano progressivamente riconquistati”
. Questo il passaggio del comunicato degli studenti che ha annunciato il termine dell’occupazione, ma anche evidenziato come sarà sempre grande l’attenzione verso la sorte dei lavoratori dell’ateneo. L’occupazione inoltre è stato anche un segno di vicinanza al popolo greco in procinto di pronunciarsi sul piano di aiuti elaborato dall’Unione Europea. Un piano che gli studenti ritengono inaccettabile e da bocciare, proprio come stabilito dal risultato del referendum.

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