mercoledì 22 luglio 2015

Ospedale del Mare: che cosa cambia?

di Antonio Cimminiello

Era il 1997 quando si decise di realizzare un nuovo ospedale a Napoli, “l’Ospedale del mare”, sulla base di un progetto addirittura elaborato da Renzo Piano: un presidio ospedaliero che avrebbe fatto fronte ai bisogni di più di 700.000 utenti. Ma in virtù della solita consuetudine di affogare nei meandri della burocrazia la costruzione di un’opera pubblica, i lavori iniziano “solo” 9 anni dopo. Nel 2009 arriva la nuova qualificazione, ad opera della Regione, della costruenda struttura come Azienda di rilievo nazionale, e sorge la necessità di nuove risorse per completare l’opera, arrivando ad una somma complessiva superiore ai 300 milioni di euro. 

Dopo 5 anni, a fronte di nuove dichiarazioni secondo cui i lavori sarebbero terminati nel 2016, qualche mese fa arriva un annuncio inaspettato: l’Ospedale del Mare può essere inaugurato. In quale scenario si colloca questo avvenimento? E’ opportuno distinguere la teoria dalla pratica.

In teoria, la Regione Campania, sotto la gestione Caldoro, ha debellato la situazione debitoria che l’aggravava in materia sanitaria. Sul piano pratico, è stato necessario un rigorosissimo piano di spending review, portando la Regione all’ultimo posto nella classifica dei livelli essenziali di assistenza: in altre parole rimane il rischio di dormire in una barella in un corridoio d’ospedale, o attendere tempi biblici per una visita specialistica.
Sul piano teorico l’Ospedale del Mare ha iniziato ufficialmente la propria attività, ma sul piano pratico, per ora a funzionare sono soltanto i poliambulatori. Sul piano teorico, l’Azienda si trova in una posizione strategica tale da poter permettere la dismissione di altri ospedali cittadini obsoleti. Sul piano pratico, fin dal 1997 non si è mai pensato però alla sua vicinanza- ed oggi inclusione- alla “zona rossa” del Vesuvio, la cui eruzione sarà pure remota, ma sempre un rischio è.

Qualche dubbio permane circa l’esatta entità del contributo che l’Ospedale del Mare potrà dare ora alla salute dei cittadini. La prossima mission del nuovo governo De Luca sarà assicurare in tempi brevi la funzionalità di tutti gli altri reparti. Rimane l’unico, solito timore che si finisca con l’avere di fronte alla fine una nuova opera incompiuta e che riaffiori anche qui il cancro dell’inefficienza e del clientelismo.
Dopo 5 anni di buchi alla cinghia, “snobbare” l’effettività del diritto alla salute, un diritto sancito dalla Costituzione italiana, non sarebbe più tollerabile.

Nessun commento:

Posta un commento