venerdì 28 agosto 2015

Ricordando Ugo D’Alessio: non solo spalla comica, ma anche grande attore drammatico

di Antonio Lepre

Tantissime opere di Eduardo o tantissimi film di Totò se non ci fosse stato lui forse avrebbero perso di verve. Ugo d’Alessio, al secolo Pasquale D’Alessio, nato a Napoli nell’agosto del 1909, è uno di quegli attori secondari o caratteristici ai quali i grandi attori si sono sempre poggiati per creare le loro grandi opere. È impossibile pensare a Pasquale Lojacono di Questi Fantasmi senza il portiere interpretato da D’Alessio, con la sua capacità mimica, la sua precisione interpretativa e la sua straordinaria spigliatezza.

La vendità della fontana di Trevi in "Totòtruffa 62"
Ugo D’Alessio non era solo una spalla comica come si potrebbe pensare - emblematico l’episodio della fontana di Trevi nel film Tototruffa ’62 -, ma fu anche un grande attore drammatico, sia nelle opere di Eduardo, - il ruolo del dottore nelle riprese Rai del 1963 de Il Sindaco del Rione Sanità o Zi Nicola de Le Voci di Dentro nel 1978 - sia di altri registi come Armando Fizzarotti, Mario Mattoli, Luigi Zampa e Luigi Fulci.

Non tutti sanno che l’attore partenopeo fu figlio d’arte, infatti i suoi zii Enrichetta e Giuseppe D’Alessio, erano bravissimi caratteristi del primo Novecento. Anche sua madre, Leonilda Riccardi, era attrice, prima donna delle compagnie di Federico Stella e di Salvatore De Muto, due pulcinella di fine Ottocento - inizio Novecento.

Il giovane Ugo debutta a soli otto anni nella compagnia dello zio Giuseppe, mentre nel 1926 entra fisso nella compagnia di Nino Taranto e Gegè Maggio. Dal 1927 fino al 1933 fa parte della compagnia Cafiero-Fumo, prima di iniziare un sodalizio con Eduardo De Filippo, che lo porterà al successo nazionale.

Nel contempo, però, aveva fondato una propria piccola compagnia che interpretava sceneggiate, chiamata Bruno-Clemente-D’Alessio, con la quale durante il secondo conflitto mondiale fece delle tournée negli Stati Uniti D’America. Inutile citare il passato con Eduardo e con Totò, piuttosto, è interessante ricordare che D’Alessio divenne il Felice Sciosciammocca nella seconda rinascita della Scarpettiana del Teatro San Ferdinando. Infatti, quando nel 1954 Eduardo De Filippo volle che quel teatro avesse una propria compagnia stabile che mettesse in scena i testi di Scarpetta, prima interpretò lui stesso il ruolo principale, ma poi, dieci anni dopo, diede ad Ugo D’Alessio e a Franco Sportelli il compito di rifondarla.

In ultima analisi è opportuno ricordare anche il ruolo che interpretò nel 1972 nel film tv di Luigi Comencini, Pinocchio, dove interpretava un fantastico e romantico Mastro Ciliegia, pieno di cristallina umanità. Erano proprio quelli gli anni in cui la scuola teatrale napoletana si poteva ammirare tutta in quegli sguardi e in quei movimenti.

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