venerdì 25 settembre 2015

Campania: al via le stabilizzazioni in sanità

Capofila le aziende sanitarie del Salernitano

di Alessandro Coccia

Nell’ultima riunione della V Commissione consiliare permanente “Sanità e Sicurezza Sociale”, presieduta da Raffaele Topo (PD) si è discusso delle problematiche relative all’interruzione, a seguito del superamento dei tetti di spesa, delle prestazioni sanitarie accreditate e dello stato di applicazione e di avanzamento delle procedure per la stabilizzazione del personale precario del comparto Sanità.

Secondo i dati illustrati durante la seduta, i precari aventi il requisito per la stabilizzazione sarebbero tra i 700 e gli 800. Entro la fine del 2015 si conta che tutti questi professionisti firmino il tanto agognato contratto a tempo indeterminato. Tuttavia, tale azione di contrasto al precariato in sanità non prevede ancora procedure e tempi certi per i cosiddetti lavoratori flessibili. A dicembre, pertanto, si concluderebbe quella che il Presidente del Regione, Vincenzo De Luca, definì come prima tappa per la stabilizzazione di tutti i precari.

Dopo tale fase relativa ai lavoratori subordinati a tempo determinato, inizierebbe la seconda tappa, consistente in un percorso per far rientrare nella stabilizzazione anche quella fascia di lavoratori con contratti atipici. Tale iter, secondo i disegni dello stesso Governatore, sarà caratterizzato da un doppio passaggio: la conversione del rapporto, cosiddetto flessibile, in contratto di lavoro subordinato a tempo determinato e, successivamente, la definitiva stabilizzazione del rapporto con il passaggio a tempo indeterminato.

L'ASL di Salerno è stata la prima, il 20 luglio scorso, ad avviare la stabilizzazione dei propri dipendenti a tempo determinato con tre distinti avvisi interni per la verifica del possesso dei requisiti di legge: il primo per i precari del comparto (Prot n°8406) destinato a cinquanta infermieri, un tecnico radiologo, un dietista, quattro amministrativi, due tecnici di riabilitazione, un assistente sociale e quattro tecnici informatici; il secondo per i precari medici (Prot n°8407) riguardante ottantuno unità e l'ultimo per la Dirigenza sanitaria (Prot n°8408) relativo a tre farmacisti, due biologi, due psicologi.

L'Azienda Ospedaliera Universitaria S. Giovanni di Dio e Ruggi D'Aragona non è stata da meno e, il 29 luglio, con la Deliberazione n°390, denominata “Processo di stabilizzazione personale della dirigenza medica e sanitaria”, ha trasformato a tempo indeterminato dieci medici.

Le aziende della provincia di Salerno, così agendo, si sono auto candidate al ruolo di capofila nel progetto governativo di contrastato al precariato in Sanità. Lo scorso 2 settembre, poi, con la Delibera n°231, l'ASL di Caserta ha emanato un avviso interno per stabilizzare 14 medici e 2 dirigenti sanitari non medici.

Dopo più di cinque anni, precisamente dopo il Decreto n°22 del 26 marzo 2010, si torna ad agire concretamente per valorizzare le competenze professionali maturate presso il Servizio Sanitario Regionale e ridare dignità professionale a quegli operatori sanitari che da oltre dieci anni garantiscono i LEA (livelli essenziali di assistenza). Bisogna tuttavia fare presto. A chiederlo, è lo stesso Presidente della V Commissione, Raffaele Topo in quanto “c'è stata una perdita di dieci mila unità e il sistema in questa situazione non può reggere”.

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