venerdì 25 settembre 2015

Il postino: storia di un capolavoro immortale

di Antonio Ianuale

Alla 51esima edizione della Festival di Venezia veniva presentata la pellicola “Il postino”, girata dallo scozzese Michael Radford, con la collaborazione di Massimo Troisi. Il film verrà distribuito nelle sale italiane il 22 settembre del 1994, ottenendo critiche molto positive non solo in Italia, ma in tutto il mondo. È il film che darà l’immortalità artistica al genio di Massimo Troisi, rendendolo famoso e oggetto di studio in tutto il mondo. Il successo più clamoroso si registrò negli Stati Uniti, dove la critica fu entusiasta della pellicola e dell’interpretazione del postino Mario Ruoppolo, che valse a Troisi la candidatura all’Oscar postuma.

Il Postino è il film della maturità professionale e umana di Troisi, capace di unire poesia, malinconia, gioia e solitudine nelle parole del poeta, il cileno Pablo Neruda. Troisi era alla ricerca di un soggetto originale, voleva girare un film diverso da quelli che gli avevano dato fama e celebrità in Italia. Il progetto doveva essere più internazionale, così quando Troisi lesse il libro “Ardiente paciencia” di Antonio Skarmeta, decise di farne un film, adattando l’ambientazione sudamericana in quella napoletana. Nel libro la vicenda si svolge nel 1969, su un isola cilena dove si trova il poeta Pablo Neruda, in attesa della sua candidatura al premio Nobel per la letteratura. Mario Jimenez è il figlio di un pescatore dell’isola a cui viene affidato il compito di consegnare la posta a Neruda. Il libro analizza il rapporto tra l’umile pescatore e il letterato che cercherà di aiutare Mario a conquistare la donna amata, insegnandole la poesia, ma anche il senso profondo della vita. Sullo sfondo si innestano le vicende politiche cilene, con il colpo di stato di Pinochet ai danni del presidente cileno Salvador Allende. 

Troisi decise di coinvolgere nel progetto, il regista scozzese Michael Radford, conosciuto durante le riprese del film “Another Time, Another Place”, che accettò volentieri. La sceneggiatura venne scritta in tre settimane, all’hotel Shutters di Santa Monica, dove Troisi poteva lavorare in tranquillità. Ma Trosi aveva anche problemi cardiaci che lo costrinsero ad una visita a Houston, dove i medici gli consigliarono di operarsi. Proprio a Radford, Troisi confidò di non volersi operare: “Sai cosa? Non credo di volere questo cuore nuovo...Che uomo potrei essere con il cuore di qualcun altro al posto del mio?”. 

Massimo Troisi e Philippe Noiret in una scena del film
Il lavoro di adattamento del libro aveva apportato alcune modifiche: se la trama centrale era rimasta la stessa, l’azione si sposava su un’isola napoletana, qualche anno prima, precisamente nel 1952. Il postino è Mario Ruoppolo, interpretato da Trosi, affiancato dal grande attore francese Philippe Noiret che interpreta Neruda e dalla bellissima Maria Grazia Cucinotta nel ruolo della donna amata da Mario, Beatrice. Tra gli altri attori, ricordiamo Renato Scarpa, il Robertino di “Ricomicio da Tre”, e l’attore teatrale Mariano Rigillo. 

Se la prima parte del film è tutta incentrata sul rapporto fra il postino e il poeta, sul ruolo della poesia e della parola nella vita, nella seconda parte tutta l’isola, e soprattutto Mario aspettano il ritorno del poeta, che però sembra ormai essersi dimenticato del suo soggiorno dell’isola e del suo rapporto con Mario. Allora Mario cerca di emulare in qualche modo Neruda, interessandosi delle vicende politiche, e proprio partecipando ad una manifestazione del Partito Comunista troverà la morte. Quando finalmente Neruda ritorna sull'isola, trova soltanto il figlio di Mario, Pablito in onore proprio del poeta, con Beatrice che gli racconta la morte di Mario, consegnandogli una registrazione di Mario contenente tutti i suoni dell’isola. 

Massimo Troisi nel ruolo del postino Mario Ruoppolo
La malattia costrinse Troisi a lavorare poche ore al giorno, a movimenti minimi, all'utilizzo di una controfigura per le sequenze in bicicletta. Troisi morirà a sole 12 ore dalla fine delle riprese. La critica del tempo si occuperà anche della sua vicenda umana nelle recensioni del film. Indimenticabili sono le musiche di Luis Bacalov che, nel 2013, ha riconosciuto la co-paternità delle musiche a Sergio Endrigo, Riccardo del Turco, Paolo Margheri.

Nel 1996 il Postino è candidato a cinque premi oscar: migliore colonna sonora, miglior film, migliore regia, migliore sceneggiatura non originale, e la già citata nomination a miglior attore per Troisi. Solo Luis Bacalov si aggiudicherà la statuetta per le sue stupende musiche. Proprio l’ anno scorso, inoltre, per la gioia di tanti appassionati, il film è stato restaurato e proiettato in una versione digitalizzata all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Nessun commento:

Posta un commento