venerdì 25 settembre 2015

Il Rione Sanità di Totò

di Antonio Lepre

Il Rione Sanità all’interno del quartiere Stella, a sua volta facente parte della III Municipalità di Napoli, ha dato alla luce, tra i suoi tanti problemi, anche una delle figure più amate del nostro panorama cinematografico, ossia Antonio De Curtis. Egli, in arte Totò, nato in Via Santa Maria Antesecula, una strada di smaltimento traffico tra via Cristallini, strada conosciuta ai più per l’ambientazione de Il Cilindro nel testo di Eduardo De Filippo, e via Sanità, strada principale del quartiere. 

Nino Manfredi e Totò nel film Operazione San Gennaro
Al contrario di quanto fa Eduardo che, bene o male, nelle sue opere inserisce il Rione Sanità, nei film di Totò il quartiere non viene mai preso in considerazione, tranne in due casi: il primo, forse il più noto Operazione San Gennaro, dove il protagonista Nino Manfredi vive tra via Sanità e via Fontanelle mentre l’altro film dove Totò è nel pieno del suo luogo natio è L’Oro di Napoli, film tratto dal romanzo di Marotta. 

L’Oro di Napoli è un film ad episodi del 1954 diretto da Vittorio De Sica, nel quale oltre a Totò come attori spiccano Sophia Loren, Eduardo De Filippo, Paolo Stoppa, Silvana Mangano, Giacomo Furia e tanti altri. Totò, don Saverio Petrillo, è protagonista del primo episodio Il Guappo, nel quale veste i panni di un pazzariello che nella sua casa di Salita Cinesi ha deciso di ospitare un vecchio amico di infanzia, che è appunto il guappo del rione. 

Nino Vingelli e Totò nel primo episodio de L'Oro di Napoli
In questo episodio è rappresentato un Rione Sanità folcloristico: oltre al pazzariello che canta cicerenella, o al tram che passa e il barbiere in mezzo alla piazza insapona un cliente, o anche ai bambini che corrono per le vie, è caratteristico perché ricalca a pieno l’atmosfera del Natale vissuta da questa povera gente. Gente povera ma onesta, che si arrabatta, che si accontenta di una misera torta, e che contro il guappo esplode. 

E così alla fine dell’episodio Totò dal suo balcone in un gesto di rabbia grida ai coinquilini di affacciarsi e vedere come la brava gente ha scacciato il guappo, tirandogli oggetti di ogni sorta mentre il guappo si allontana. Il Guappo don Carmine, per la cronaca è interpretato da Nino Vingelli, il quale sin da bambino si è cimentato sui i palcoscenici delle sceneggiate e di opere in lingua napoletana, diventando poi nel cinema uno dei migliori caratteristi.

Cosa resta di Totò oggi nel Rione Sanità? Solamente un busto in via Santa Maria Antesecula dove nacque, delle statue nel giardino vicino all’Ospedale San Gennaro dei poveri e un museo di Totò a Via Vergini che stenta a decollare.

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