martedì 1 settembre 2015

Il San Gennaro di Jorit: a Forcella lo street Artist celebra a modo suo il Santo

di Alessia Nardone

"Gennaro" a Forcella
Per circa quindici giorni a Forcella, affianco alla chiesa di San Giorgio Maggiore, a pochi metri dal Duomo di Napoli, i cittadini sono stati attratti da una enorme tela bianca che, in realtà, era la parete di un palazzo ben ripulita e stuccata. Chiunque gli passasse avanti si fermava incuriosito, certo che si trattava di un opera di non poco conto, ma assolutamente ignaro di cosa stesse per combinare quel piccolo omino sull’impalcatura tutto indaffarato tra bombolette e pennelli. Oggi finalmente l’opera si è conclusa, si tratta di un meraviglioso ritratto dal titolo “Gennaro” e l’omino ha un nome, Jorit Agoch, famosissimo street artist napoletano. Un murales alto più di quindici metri che raffigura San Gennaro con il volto verso il cielo come se un invitasse i cittadini ad avere fiducia e non smettere di riflettere sul presente e sperare in un futuro migliore. Ma anche un invito rivolto a tutti i turisti ad attraversare la zona ricordata solo per la faida di camorra, lo spaccio e il malaffare.

Jorit, nato e cresciuto nella periferia di Napoli, ci ha abituati a ritratti di volti dalla sguardo intenso che arriva dritto al cuore, volti di gente comune utilizzati per affrontare anche i più importanti temi sociali. Ed è così anche per il “Gennaro” realizzato a Forcella, un po’ santo e un po’ operaio, che l’artista racconta così: “Santifico le persone del popolo come Caravaggio. Forse sembra blasfemo ma scelgo la gente comune per dare un volto a Santi e Madonne, persone che conosco e che mi hanno colpito. Il San Gennaro a Forcella è un mio amico, un operaio napoletano di 35 anni.” E con tanta modestia chiarisce cosa significa per lui la street art: “Non è l’arte che cambia il mondo, non ci possiamo illudere. Ma ci sono realtà come Brooklyn in cui la presenza dei graffiti ha migliorato i quartieri. I dipinti non sono la soluzione ai problemi ma consentono di creare tour d’arte e migliorano l’aspetto delle zone in cui vivono i cittadini.”

“Ael. Tutt’ egual song’ e creature” a Ponticelli
Temi sociali importanti trattati attraverso la raffigurazione di volti dalle espressioni profonde, emozionanti, proprio come il volto della piccola rom realizzato nel parco Merola a Ponticelli. “Ael. Tutt’ egual song’ e creature” questo il titolo del murales, tratto da una canzone di Enzo Avitabile. Alta più di 20 metri quest’opera vuole ricordare la tragedia dell’incendio del campo rom situato a pochi metri da dove ora brillano gli occhi di “Ael” e contemporaneamente vuole far riflettere sul tema della discriminazione razziale. Questo lavoro di Jorit, lo ricordiamo, rientra in un progetto promosso dall’Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali del Dipartimento Pari Opportunità della presidenza del Consiglio dei Ministri ed è stato realizzato con il supporto dell’Anci, del Comune di Napoli e dell’Inward - osservatorio sulla creatività urbana.

Jorit infatti è uno dei pochi artisti del suo genere a lavorare sempre a volto scoperto ed in collaborazione con le istituzioni locali e nazionali ed è stato così anche per la realizzazione di “Gennaro” fortemente voluto dall’Inward da Stefano Capocelli, un giovane imprenditore partenopeo e da due assessorati del Comune di Napoli – Giovani, guidato da Alessandra Clemente e Decoro Urbano, guidato da Ciro Borriello. Proprio il Comune ha messo a disposizione dell’autore, che ha lavorato gratuitamente all’opera, un braccio meccanico. Il Patrocinio è del Museo del tesoro di San Gennaro e dell’Eccellentissima deputazione della Real cappella del Tesoro di san Gennaro; questo a dimostrazione che più che blasfemia, dare un volto comune ai santi è espressione di grande sensibilità.

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