martedì 1 settembre 2015

La Napoli della cultura va in scena nel sottosuolo

di Gennaro Tullio

C’era una volta la Napoli epica. Virgilio, poeta e filosofo dell’Eneide è sepolto a due passi dal tunnel di Fuorigrotta, accanto alla tomba di Giacomo Leopardi. Gli antichi credevano che presso il lago d’Averno fossero poste le porte del regno di Ade. E, ancora, nelle profonde viscere della città di Partenope è in arrivo l’Inferno di Dante. Messo in scena nei luoghi più suggestivi dei borghi d’Italia, questa volta la prima cantica del Sommo Poeta Dante Alighieri approda al Museo del Sottosuolo in piazza Cavour. Sarà possibile partecipare tutti i fine settimana a partire dal 26 settembre fino a domenica 3 gennaio 2016, su prenotazione.
 
L'inusuale area teatrale
Nel sottosuolo napoletano scorre vita teatrale dunque e batte un cuore artistico al centro di un evento che è già un successo. Lo spettacolo, a cura di Domenico Maria Corrado, direttore del Tappeto Volante situato a 30 metri di profondità, è già promosso a pieni voti con il raggiungimento di ottocentomila spettatori che lo hanno visto in tanti anni di repliche. Un progetto che si rivolge anche ad un turismo didattico, da proporre agli studenti “un Dante che, raccontato così, lo farebbe amare anche ai ragazzi a scuola”, come disse un insegnante dopo la visione.

Per i turisti in visita nella città sono previsti speciali pacchetti “week end con Dante” che comprendono cena, pernottamento e spettacolo. Il Museo del Sottosuolo, il Tappeto Volante, propone anche l’Eneide di Virgilio, che si trasferirà poi al Teatro delle Palme nei mesi di novembre e marzo, e le “Favole sottoterra” a cura di Massimo Andrei, a partire da novembre, il quale racconterà in prima persona di un certo animale curioso perché simile un po’ al grillo e un po’ al ragno, che vive nelle cavità della città.

Queste e altre iniziative in programma da qui in avanti nelle profondità di una città culturalmente attiva, sia sopra che nelle aree più profonde della città. Il mondo sotterraneo di Partenope al momento conta all’incirca 900 cavità, molte delle quali ancora rimaste inesplorate. Un lento ma continuo lavoro di riscoperta delle profondità urbane, i cui meriti si devono all’ingegnere Clemente Esposito che ne ha avviato i lavori, pardon gli scavi, che sono stati poi presi in carico attualmente da Luca Cuttitta, presidente dell’Associazione speleo-archeo-culturale La macchina del Tempo. Questo, al fine di spingersi oltre i confini, anche sotterranei, di una città in continuo divenire e in continua attività soprattutto culturale, come dimostrato dalle iniziative promosse dal Museo del Sottosuolo.



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