venerdì 25 settembre 2015

Pomigliano Jazz 2015 tra cultura, ambiente e gastronomia

di Antonio Ianuale 

Si è svolta dal 29 agosto al 13 settembre, la ventesima edizione del Pomigliano Jazz Festival, divenuto ormai evento di grande tradizione culturale, capace di attirare ad ogni edizione appassionati di musica da tutta Italia ed assicurare la presenza di grandi ospiti internazionali. 

Il Festival è stato organizzato dalla Fondazione Pomigliano Jazz e dal Comune di Pomigliano d’Arco, con il cofinanziamento dell’Assessorato al Turismo della Regione Campania, in collaborazione con i comuni di Avella, Casoria, Cimitile, Ottaviano, Pollena Trocchia, Sant’Anastasia e Somma Vesuviana e con l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. 

Nel ha fatto di strada quel festival organizzato per la prima volta nel 1996 nella città di Pomigliano d’Arco, ideato da Onofrio Piccolo, ancora oggi direttore artistico. Il festival conferma la sua natura itinerante anche in questa nuova edizione, proponendo alle location d’eccezione delle passate edizioni, nuovi siti come il Chiostro nel Santuario della Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia, i conetti vulcanici del Carcavone a Pollena Trocchia, la Villa Comunale di Casoria e la Villa Augustea di Somma Vesuviana. 

James Senese
Non solo musica, dunque, ma anche valorizzazione del territorio, connubio con la cultura, l’arte e la cucina. Mostre itineranti, percorsi enogastronomici e spettacoli per bambini affiancano la buona musica garantita da artisti del calibro di James Senese, Tullio de Piscopo, l’Orchestra Napoletana di Jazz. La conclusione è stata affidata al concerto del musicista e compositore bosniaco Goran Bregovic, che nell’Anfiteatro Romano di Avella ha mandato in visibilio il numerosissimo pubblico, che ha partecipato attivamente ballando e cantando sulle note dei successi come: Marushka, Gas gas, Kalashnikov, In The Death Car, Ederlezi e Bella Ciao. Non sono mancati artisti che hanno reinterpretato, in chiave jazz, i classici della musica napoletana, emozionando i presenti con una commovente rivisitazione della celeberrima “Lazzari Felici” del compianto Pino Daniele. Ad ogni concerto erano poi allestiti spazi ad hoc dove i migliori chef campani proponevano degustazioni legate ai prodotti del territorio: dalla pizza alla melanzana viola napoletana, dal pomodorino del piennolo fino al Lacryma Christi del Vesuvio. Perfetto connubio tra la musica e l’arte culinaria è stata, infatti, la performance di Don Pasta, al secolo Daniele de Michele che ha improvvisato la sua cucina al ritmo di musica nel fantastico scenario del Parco delle Acque di Pomigliano. 

La Fondazione Pomigliano Jazz ha messo a disposizione il prezioso materiale conservato nei suoi archivi per allestire la mostra itinerante “Storie di Jazz – Venti anni di Jazz in Campania”, racconto illustrato delle storie e dei luoghi che hanno caratterizzato il festival fin dalla prima edizione. Nella Green Jazz Zone i nostalgici hanno potuto rivivere le performance delle edizioni passate: ascoltando i dischi in vinile degli artisti che anno calcato il palco del festival e rivedere i DVD dei concerti più apprezzati. La mostra, che rientra nel progetto Green Jazz, è stata allestita con materiali eco-sostenibili, illuminazione a basso consumo e lampade a LED e carta riciclata. 

Goran Bregovic
Il Green Jazz, presente ormai da tre edizioni, pone l’accento sulla tematica ecologia della manifestazione a testimonianza di un evento che oltre alla musica associa tematiche culturali. Il Pomigliano Jazz Festival si è riconfermato un evento tra i più seguiti della Campania, anche grazie alla partecipazione di stelle internazionali come Bobo Stenson, Roberto Taufic, Marco Zurzolo, Eivind Aarset quartet, Arundo Donax, Omar Sosa Quarteto AfroCubano e con il già citato Goran Bregovic accompagnato dalla Wedding & Funeral Orchestra. 





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