venerdì 25 settembre 2015

Ritorno allo scambio e alla condivisione: il fenomeno del COUCHSURFING e del BLA BLA CAR

di Germana Guidotti

Viaggiare, spostarsi, raggiungere luoghi e mete nuove rappresenta, con tutta probabilità, il principale modo di impiegare il proprio tempo libero (quando addirittura non è parte integrante della propria attività lavorativo-professionale). Se poi il viaggio prevede uno scambio di ospitalità e/o la possibilità di condivisione della tratta con altre persone in auto allora, senza dubbio, diventa ancora più piacevole ed incentivante. In fatto di scambi e condivisioni, l’ultima frontiera è rappresentata rispettivamente dai sistemi del CouchSurfing e del Bla Bla Car.

Il CouchSurfing (letteralmente 'fare surf sui divani') è un servizio di scambio di ospitalità, un servizio di rete sociale lanciato nel 2004. In qualità di servizio no-profit, come era stato concepito, fu messo a punto dal programmatore statunitense Casey Fenton nel 1999. A Fenton la lampadina si accese dopo avere inviato 1500 email ad altrettanti studenti dell'Università Islandese ed aver trovato molte persone disponibili ad ospitarlo gratuitamente. Una volta ricevuto tale riscontro, pensò di sviluppare il progetto, il cui fine ultimo era uno: mettere in comunicazione persone disponibili a scambiarsi ospitalità. CouchSurfing è un servizio gratuito, e ad oggi è il sito web dedicato allo scambio di ospitalità con il maggior numero di utenti attivi. Il primo step che consente di poter usufruire del servizio è la registrazione al sito web, attraverso la quale si palesa la propria disponibilità, su base volontaria, sia ad ospitare che ad essere ospitati. All’atto della registrazione è necessario inserire foto di se stessi, ma in maniera particolare del luogo in cui si offre ospitalità, per dare modo agli altri utenti di verificare dati ed informazioni, controllare, sincerarsi su quanto stanno per prenotare.

I "Couchsurfers" ("CSers" abbreviato), o semplicemente "surfers", come amano definirsi tutti gli utenti del sistema, possono cercare persone che li ospitano in basi a parametri differenti: età, località, genere, "ultimo accesso al sito". Per quanto concerne la tempistica, in realtà i tempi sono estremamente vari: si va da richieste inoltrate due mesi prima fino a quelle last-minute.

Dal momento che non c’è e non deve esserci scambio di denaro fra ospite e ospitante, salvo nei casi in cui ovviamente si debbano compensare le spese (ad esempio per il cibo), sempre più frequentemente accade che gli ospiti, avendo ricevuto ospitalità, ricambino quest’ultima per esempio con piccoli regali o cucinando per l'ospitante o, in ogni caso, cercando di mettersi a disposizione e rendersi utili in qualsiasi maniera.
Nonostante tale sistema preveda una serie di regole e prescrizioni da osservare, oltre che degli standard di sicurezza (relativi per esempio alla privacy) da rispettare, si basa sostanzialmente sulla fiducia, sull’affidabilità, sull’apertura allo scambio, che non è soltanto scambio di ospitalità -nella fattispecie di case, appartamenti, comodità (il divano su tutte, da qui anche il nome dato al servizio, con evidente richiamo al divertimento e al senso di libertà provato)- ma è scambio di civiltà. Infatti, ritrovarsi a contatto con abitudini, usanze, spazi diversi dai propri, perché rientranti in altri stili di vita, è un’esperienza speciale, un evento unico, vissuto nel privato e “dal di dentro”.
Anche il Bla Bla Car, come il CouchSurfing, è una rete social, una piattaforma web di ride sharing che opera in 14 Paesi. Attualmente è il più in auge fra i sistemi di condivisione di viaggi in macchina ed, infatti, è il più utilizzato al mondo. Gli utenti che si registrano al sito hanno l’opportunità di contattarsi virtualmente e poi di incontrarsi realmente per viaggiare assieme su un'unica auto, condividendo tutte le spese.

Il Bla Bla Car, incoraggiato dalla crisi economica e contestualmente dallo sviluppo delle tecnologie virtuali, che troppo spesso però stanno annientando, annichilendo, svilendo le relazioni sociali, può fungere da prezioso strumento: infatti può rivelarsi particolarmente utile, da un lato per risparmiare in termini di costi e spese, dall’altro per incrementare, in termini di una ritrovata socialità viva, attiva e presente, le proprie relazioni sociali. Beneficio indiretto di questo sistema di condivisione è proprio quello di fare nuovi incontri, conoscere nuove persone, con le quali ritrovare un piacere oramai perso: quello di parlare. Da qui, la denominazione data al servizio, che sottolinea onomatopeicamente il suono delle parole scambiate in auto fra conducente e passeggero.

Si può dunque affermare che il car pooling, come pure altre attività di condivisione quali ad esempio il car sharing, il bike sharing o l'affitto della propria abitazione per brevi periodi (il CouchSurfing di cui sopra), è espressione di una nuova mentalità e di un nuovo modello che si sta facendo strada, espandendosi sempre più all'interno del mondo economico: il consumo collaborativo, connotato da economicità, ecosostenibilità e socialità.



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