venerdì 23 ottobre 2015

A Napoli non piove mai

di Maria di Mare

La copertina della colonna sonora del film
Al cinema il primo esperimento registico di Sergio Assisi, star delle fiction italiane, salito alla ribalta grazie al ruolo nella serie televisiva Capri, in onda su Rai Uno. A lui spetta anche la paternità della sceneggiatura. Nel cast ritroviamo altri nomi già noti al pubblico come Ernesto Lama (nel ruolo di Jacopo, l’amico sfortunato che soffre terribili pene d’amore), Sergio Solli (l’intransigente padre che caccia di casa il figlio sognatore) e Francesco Paolantoni (simpaticissimo vigile del fuoco). A Napoli non piove mai è un film sorretto dalla forza, della speranza in un domani migliore e da una massima che il protagonista più volte ripete in tutta la pellicola, “chi ha un sogno ha il dovere di ricordarlo a chi un sogno non lo ha più”.

Un film che omaggia Massimo Troisi in più punti: dallo stile caricaturale del personaggio di Jacopo Dell’Orti, che con un parlare incerto e simpaticissimo si fa presto ben volere dallo spettatore, fino alla bomboniera di nozze: la statuina del cacciatore col cane che subito richiama ai più il film Pensavo fosse amore e invece era un calesse. 

Valentina Corti interpreta una giovane neolaureata in arte che, ironia della sorte, soffre della sindrome di Stendhal. Inviata a Napoli per restaurare gli affreschi di una chiesa incontrerà lo scapestrato Barnaba, appassionato di fotografia, che non riesce a trovare uno sbocco lavorativo classico, perché si rifiuta di lasciarsi sopraffare dal sistema che lo vorrebbe impiegato in un lavoro monotono. Insieme sfideranno la sfortuna perché “è facile essere felici quando si è felici”, e loro sapranno trovare la felicità anche attraverso le difficoltà del quotidiano.

Il film è attraversato da una vena di buonismo che, a tratti, è addirittura esasperante. Inutile dire che il lieto fine era scontato, ma bisogna precisare che arriva secondo le possibilità più prossime all’ovvio. I colpi di scena, anche quelli troppi, e troppo buoni. Punto di forza della pellicola sono senza dubbio le location scelte per le riprese, difatti guardare il procedere dell’azione seguendo i protagonisti in giro per Napoli è un piacere: paesaggi mozzafiato e scorci caratteristici che rubano ad ogni persona seduta in sala un “Ah ma li è a…”, “Ma che bello quel posto! L’hai riconosciuto è…?”. 
Il cast del film
Con un titolo che è già di per se un modo di dire, la storia si snoda tra vari luoghi comuni partenopei: l’instancabile perpetua, una donnona materna, matrona e cuoca sopraffina; i ragazzini, tipici scugnizzi che giocano a pallone colpendo ripetutamente la porta della chiesa; il furbo di turno, la cui regola di vita è sopravvivere usando l’astuzia e sforzandosi poco. Contraltare a uno sfondo piuttosto trito e ritrito sono delle battute brillanti e una storia scorrevole. Si sente la mancanza della lieve nota ironica ma drammatica, non vi è la contraddittorietà di una città così passionale e decadentemente tormentata. Sfortunatamente ne emerge un ritratto di Napoli piuttosto plastificato, non al passo con i tempi, e la città partenopea finisce per essere una comparsa, davvero presente solo nel titolo.

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