venerdì 23 ottobre 2015

Ferrara per tre giorni redazione più grande del mondo

di Germana Guidotti


Nella splendida cornice della città di Ferrara, importante polo universitario e centro di energie vive soprattutto nel settore della comunicazione, da pochi giorni si è concluso il Festival del giornalismo: Internazionale a Ferrara 2015. Una tre giorni in cui sono stati coinvolti ben 230 giornalisti provenienti da 27 diversi paesi del mondo. Il programma dell’evento si è presentato ricchissimo e fitto di reportage, workshop, seminari, interviste, mostre, presentazione di film, documentari, libri e tanti altri lavori.

La manifestazione, giunta alla sua nona edizione, rappresenta un appuntamento molto atteso dal panorama giornalistico italiano, in quanto affronta tematiche di ampio respiro nazionale ed internazionale. Il tema portante dell’evento di quest’anno è stato di stringente attualità: le nuove frontiere, con evidente eco, quindi, alla situazione relativa al fenomeno dei migranti e degli immigrati nel nostro Paese. Ad incontrarsi sono stati, oltre ai giornalisti, esperti nel campo dell’economia, fotografi, fumettisti, scrittori, operatori coinvolti a qualsiasi titolo nel mondo dei media e della comunicazione, che hanno optato per portare avanti iniziative incentrate sull’attualità, considerando che le tematiche ad essa legate risultano molto più incentivanti, motivanti, alla portata di tutti, e quindi particolarmente fruibili e partecipative. 

Il manifesto del Festival del Giornalismo

La maggioranza dei dibattiti si è svolta in luoghi pubblici simbolo della città emiliana, offrendo anche la possibilità –laddove è stato possibile– di interfacciarsi direttamente con i protagonisti.

In buona sostanza questa kermesse ha reso possibile l’incontro e lo scambio di tante idee ed opinioni, toccando molteplici tematiche e questioni anche parecchio delicate, come i diritti civili, la libertà di stampa e di espressione, i limiti della satira, la democrazia, la questione cubana e siriana. Ma anche cinema, arte, musica e fumetti hanno fornito diversi spunti di riflessione. Si tratta, quindi, di un evento in cui protagonisti dell'informazione si incontrano per alcuni giorni con i cittadini, i lettori, gli studenti, i professionisti, in un flusso continuo di idee, scambi e confronti.

Il festival in Italia occupa una posizione indubbiamente di primo piano fra le manifestazioni dedicate al mondo del giornalismo e dell'informazione. Infatti, in un momento come quello attuale in cui si alzano sempre più barriere, in tutti i campi e a tutti i livelli, in cui le frontiere si allargano anzichè restringersi, il ruolo della stampa, e del giornalismo in generale, vuole essere propriamente e pragmaticamente attivo, operativo e, soprattutto, costruttivo. Esso deve divenire luogo del dialogo, del confronto impegnato, per scardinare le barriere, non solo di tipo fisico, ma anche e soprattutto mentale, sociale, culturale, psicologico e linguistico. La stampa, quindi, come soggetto schierato in prima in linea nella lotta allo scopo di sfatare tabù, preconcetti, stereotipi. Il tutto all’interno di interessanti e stimolanti discussioni e sessioni di workshop, con professionisti ed esperti del settore, alcune delle quali completamente in lingua inglese. Anche perché al Festival erano presenti numerose personalità di spicco e nomi importanti dell’informazione internazionale, come lo scienziato premio Pulitzer Jared Diamond, Van Reybrouck, autore di “Congo”, Serge Michel, giornalista del quotidiano francese Le Monde, H.W.French, giornalista del NY Times e Isabel Wilkerson, prima donna afroamericana a vincere il Pulitzer. Ahmad Farahani ha presentato invece “We are journalists”, un documentario che racconta il mondo attraverso gli occhi di alcuni inviati di guerra. In questo caso, la tematica affrontata è quella di una dolorosa riflessione circa la questione mediorientale.


Altro intervento significativo è stato il dibattito tra il direttore dell’Internazionale, Giovanni De Mauro e l’insegnante Lizanne Foster, che ha avuto per oggetto la scuola adattata al XXI secolo, tema di grande rilevanza visti i numerosi risvolti che ha causato la questione dei gender anche nelle scuole italiane. Si è svolto, inoltre, un laboratorio di animazione e video per bambini, presso il cinema Boldini, che ha suscitato particolare curiosità ed interesse fra il ‘piccolo’ pubblico, principalmente per il suo carattere interattivo e multimediale. Al Festival di Internazionale erano presenti anche i “facilitatori grafici” dello studio Housatonic Design Network, che con i propri disegni hanno tradotto di volta in volta le parole del festival in immagini grafiche. Essi hanno seguito in special modo gli incontri della rassegna “In redazione”, in cui i redattori di Internazionale hanno spiegato il loro metodo di lavoro, oltre che alcuni segreti del mestiere.


Un momento del Festival del Giornalismo
Non è mancata la possibilità di effettuare una visita guidata ai giardini e ai cortili, ottima occasione per il pubblico e gli ospiti della manifestazione di andare alla scoperta di una magnifica quanto ricca e suggestiva città quale è Ferrara. L’incontro di chiusura, infine, al teatro Comunale, ha visto la partecipazione di Adriano Sofri e del fumettista Zerocalcare, uno degli ospiti più attesi. Con loro sul palco anche Giovanni De Mauro e Marino Sinibaldi, insieme agli oltre 200 volontari che hanno collaborato al Festival ed alla sua riuscita, che fa parlare di un bilancio più che positivo.

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