venerdì 23 ottobre 2015

Musica e arte: Pino Daniele e Massimo Troisi

di Antonio Lepre

Difficile vedere un film di Massimo Troisi e non pensare al compositore delle sue colonne sonore: Pino Daniele. In quest’ultimo periodo, vista la prematura scomparsa del cantautore napoletano, il Comune di Napoli ha voluto omaggiarlo dedicandogli una stradina all’interno dei vicoletti dove egli è nato: vicoletto Donnalbina. L’amicizia tra due artisti partenopei nasce ai tempi della trasmissione televisiva No Stop, ma la prima collaborazione tra i due avviene solo nel 1981, con il film Ricomincio da tre, dove Pino Daniele compone la musica iniziale, mai stampata su vinile e tutte le musiche all’interno della pellicola. In questa pellicola però, non inserisce sue canzoni, al contrario di quanto farà negli altri due film guidati da Troisi e dove lui comporrà la colonna sonora, ossia: Le vie del signore sono finite e Pensavo fosse amore e invece era un calesse. Nel film del 1987 Le Vie del signore sono finite Pino Daniele scrisse Qualcosa arriverà che conclude la pellicola, mentre in Pensavo fosse amore invece era un calesse scrisse Quando, ormai diventato un classico del suo repertorio.

Massimo Troisi e Pino Daniele in sala d'incisione
La chiave per capire il binomio Pino Daniele – Massimo Troisi, e di conseguenza anche le colonne sonore dei film del regista di San Giorgio a Cremano, sta nella poesia ‘O ssaje comme fa o core’, musicata in un secondo tempo dallo stesso Pino Daniele. In questa canzone – poesia è espresso il significato profondo dell’instabilità sentimentale sia di Troisi che di Pino Daniele. Infatti i due nelle loro opere trattano l’amore in toto, soprattutto la delusione sentimentale e l’illusione dell’amore. Basti pensare, ad esempio, all’intera pellicola che, già nel titolo, porta l’intero significato Pensavo fosse amore invece era un calesse.

Nelle colonne sonore scritte da Pino Daniele si sente quella malinconia propria del mondo di Troisi, infatti nei testi Qualcosa arriverà e Quando si sottolinea l’attesa dell’amore come sconvolgimento della vita: Voglio 'o mare / pè chi fa bene e chi fà male / pè chi si cerca e va luntano / e per sognare poi qualcosa arriverà (dal testo Qualcosa arriverà); Tu dimmi quando, quando / dove sono i tuoi occhi e la tua bocca / forse in Africa che importa. / Tu dimmi quando, quando / dove sono le tue mani ed il tuo naso / verso un giorno disperato / ma io ho sete / ho sete ancora. ( dal testo Quando). Pino Daniele e Massimo Troisi infondo hanno ricreato l’aspettando Godot dell’arte napoletana: l’amore.

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