venerdì 23 ottobre 2015

Terra dei Fuochi e Gomorra: tra pubblicità e realtà

di Antonio Cimminiello

Ogni volta che ci si affida all’arte per raffigurare la realtà, far cogliere un messaggio, non sempre è facile quando è il male ad essere oggetto di rappresentazione. In Italia, ciò è stato spesso motivo di polemica, talvolta così minima da non andare oltre gli avventori di un bar, altre volte così ampia da interessare l’opinione pubblica nazionale. E tra queste ultime che si annoverano le recenti discussioni che hanno riguardato tristi esperienze quali la Terra dei Fuochi e la camorra. Non si è trattato della scoperta di nuove discariche tossiche o dell’arresto di un nuovo capoclan: questa volta alla ribalta sono andate alcune iniziative che hanno coinvolto il più frivolo mondo dello spettacolo. 

Di recente il noto cantante Gigi D’Alessio ha tenuto a Caserta un concerto proprio a favore della Terra dei Fuochi. Se da un lato c’è chi ne ha lodato l’intento perseguito -il procacciamento di fondi per la ristrutturazione del Pronto Soccorso “Santobono Pausilipon” di Napoli e l’acquisto di un’ambulanza neonatale per l’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta- perplessità non sono mancate dall’altro, per chi ha visto pure una certa continuità con iniziative istituzionali simili precedenti, come la destinazione di ben 12 milioni di euro per una “informazione imparziale” sulla Terra dei Fuochi ad opera del Governo regionale Caldoro

Ancora più rumore hanno fatto le riprese cinematografiche della seconda serie della fortunata fiction “Gomorra”. Qui il coinvolgimento delle istituzioni è stato diretto, tra sindaci che si sono opposti strenuamente a concedere le relative autorizzazioni per paura di vedere identificati con la camorra i propri territori, come accaduto per i comuni di Afragola, Giugliano ed Acerra, ed altri sindaci che hanno accolto a braccia aperte quella che è apparsa loro come un’opportunità per la propria popolazione (il caso di Casoria e Portici). Il dibattito, che già in passato si era collegato soprattutto al lancio di film e fiction per alcuni scottanti e per altri solo fonti di tormentoni -da “Il camorrista“ di Tornatore alla fiction “Il capo dei capi”- è più che vivo. Certo, si potrà tanto affermare che “…dietro questi attacchi c’è una grande furbizia: quella di attaccare le serie tv o i libri, autoassolvendosi”, parole dello scrittore Roberto Saviano, così come al contrario per tanti altri tutta questa pubblicità in realtà potrà significare solo sfruttamento di veri e propri drammi. 

L’unico aspetto su cui la convergenza degli amministratori della cosa pubblica non dovrebbe mai mancare è la voglia di un contrasto effettivo a cancri quali la camorra e la Terra dei Fuochi, un contrasto che certamente non può alimentarsi di sterili polemiche, o peggio, identificarsi in rifiuti plateali o vistose manifestazioni che possono celare paura o scopi di lucro, e non quella fermezza necessaria affinché si possa tornare a parlare di Campania Felix.

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