giovedì 12 novembre 2015

Città metropolitana: prima di definire zone omogenee, necessaria riflessione

di David Lebro

“Napoli: un’idea di città nel sistema metropolitano e regionale”, questo il tema del convegno, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni e del mondo universitario intorno ad un tavolo, per fare il punto sul completamento del percorso democratico di costituzione della Città Metropolitana, l'ente territoriale di area vasta, istituito dalla legge n. 56 del 2014 –cosiddetta Legge Delrio-, e che a partire dal primo gennaio del 2015 ha sostituito la Provincia di Napoli.
I relatori del Convegno
All’iniziativa, moderata dal giornalista de Il Mattino, Luigi Roano in una sala “Mariella Cirillo” a dir poco affollata, sono intervenuti: il Sindaco metropolitano Luigi de Magistris, il presidente del consiglio comunale di Napoli, Raimondo Pasquino, l’Assessore all’urbanistica del Comune, Carmine Piscopo, Alberto Coppola e Giuseppe Guida, docenti di urbanistica rispettivamente alla “Federico II” ed alla Seconda Università di Napoli, Agostino Di Lorenzo, Dirigente all’Urbanistica del Comune di Pozzuoli, Salvatore Varriale, componente del COPAFF, la Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale, incardinata nel Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché diversi esperti e tecnici del settore.

Il nuovo Ente di piazza Matteotti in particolare, come stabilito dal suo Statuto varato nel giugno scorso, dovrà prevedere l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio metropolitano. Secondo la Legge Delrio, tuttavia, presupposti indispensabili per giungere all’elezione diretta sono la suddivisione del territorio metropolitano in aree omogenee e l’articolazione del comune capoluogo in zone dotate di autonomia amministrativa. Ma bisogna partire da una valutazione di fondo. Non si può pensare di procedere alla definizione delle zone omogenee, come già accaduto per altre grandi città come Torino e Milano, senza una riflessione seria ed articolata su tutti gli scenari che si prospetterebbero.

La Riforma Delrio, infatti, ha modificato in modo radicale l’assetto e l’organizzazione degli Enti locali e anche quello dell’attuale Città metropolitana di Napoli è ancora del tutto sperimentale. Ecco perché anche gli strumenti di pianificazione devono essere ripensati in un contesto di cooperazione interistituzionale con tutti i livelli territoriali coinvolti e, solo successivamente, valutare ipotesi di riassetto del territorio. Le soluzioni percorribili, per riconfigurare in modo efficace funzioni e servizi, sono la vera sfida dell’attuale Consiglio metropolitano, ma in particolare del prossimo.

La vicinanza della scadenza elettorale, inoltre, rallenta qualsiasi tipo di intesa programmatica e occorre tener sempre presente che anche l’elezione diretta del sindaco metropolitano comporta necessariamente una modifica della legge nazionale. Bisogna, dunque, prima interrogarsi e confrontarsi su queste questioni, altrimenti si corre il rischio, come si suol dire, di fare il passo più lungo della gamba, senza valutare nel merito le conseguenze che tali scelte comporterebbero.


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