giovedì 19 novembre 2015

Il Cimitero delle Fontanelle tra storia e leggende

di Antonio Ianuale

La targa del Cimitero delle Fontanelle
Nel quartiere popolare della Sanità sorge un antico luogo di culto, estremamente caratteristico e raro se non unico nel suo genere: il cimitero delle fontanelle. Prende il nome dalle abbondanti sorgenti e fonti d'acqua che si trovavano in questa parte delle città.

Un pezzo di storia della nostra città, accompagnato dalla leggende delle anime pezzentelle, che magari ai più giovani non dirà niente, ma sicuramente conosciute da tutte le persone di una certa età. Il cimitero è stato costruito nel XV secolo, quando il suo ingresso avveniva tramite un passaggio dietro l’altare della chiesa Maria Santissima del Carmine.

Il cimitero ha sempre raccolto resti anonimi e i morti dell’epidemia di peste nel 1656 e di colera del 1836. Nel 1872 il cimitero fu aperto al pubblico, grazie all’impegno del canonico Gaetano Barbati che curò personalmente la sistemazione dei resti. Dal 1884 si sviluppò un vero e proprio culto di estrazione pagana, verso le anime che riposavano nel cimitero. Stava nascendo il culto delle capuzelle: ogni fedele adottava un teschio, gli consacrava dediche scritte, affidandogli preoccupazioni, pensieri, chiedendo la grazia per sé o per i proprio cari. Tale culto delle adozioni degenerò in feticismo per cui il Cardinale Ursi, nel 1969, ordinò la chiusura dell'ossario.

Negli anni '80 si decise di aprire il cimitero al pubblico, ma la mancanza di sicurezza, ne determinò l’immediata chiusura. Per molti anni il cimitero venne dimenticato, ma negli anni 2000, dopo aver provveduto alle necessarie misure di sicurezza, il cimitero venne riaperto, anche se solo per pochi giorni all’anno.

Nel 2010 i cittadini del rione occuparono il cimitero, accessibile al tempo solo durante il Maggio dei Monumenti, chiedendo all’amministrazione comunale la riapertura immediata del luogo di culto. Da allora il cimitero è aperto al pubblico quotidianamente, meta di pellegrinaggio, anche e soprattutto per le leggende che si sono create intorno alle capuzzelle più famose.
La "capuzzella del capitano"
Vera e propria attrazione del cimitero delle fontanelle è la capuzzella del capitano, che secondo la leggenda era stata adottata da una giovane donna che desiderava ardentemente di sposarsi. Il fidanzato, ingelosito delle tante attenzioni riservate al capitano, accompagnò la promessa sposa al cimitero, prendendosi il teschio, ed infine infilando un bastone al suo occhio destro. Prima di andare via, l’uomo sfidò il capitano a presentarsi il giorno delle nozze. I due giovani convolarono a nozze, dimenticandosi del capitano, ma durante il ricevimento si presentò un uomo vestito di nero che chiese di ricevere gli sposi. Una volta solo con gli sposi, l’uomo misterioso, mostrò la sua corporatura di ossa e non di carne, spaventando a morte i due sposi.

Una variante della leggenda ci è fornita dal maestro Roberto De Simone: stavolta l’uomo è un delinquente, che vuole violare la sacralità del cimitero, giacendo con una ragazza. Il Capitano rimproverò l’uomo, invitandolo ad allontanarsi, ma il giovane si fece beffe del teschi e lo invitò al matrimonio per sfidarlo a duello. Il capitano si presentò al banchetto, mostrò la sua identità e provocò la morte dei due sposini, toccando loro le mani. Il teschio del capitano si presenta ancora oggi con un’orbita completamente nera. Alle leggenda del Capitano sembra ispirarsi anche il Don Giovanni del commediografo francese Molière.

L'antico accesso al Cimitero delle Fontanelle
Famosissima è anche la leggenda di Donna Concetta, la capa che suda, poiché il suo teschio rimane sempre lucido, nonostante nessuno lo tocchi mai. Mai ricoperto di polvere, mai opaco o sporco. Altra capuzzella famosa è quella del monaco detta anche a’ capa e Pascale in grado di far conoscere i numeri vincenti al gioco del lotto.

Si tratta, insomma, di un vero e proprio patrimonio culturale che, spesso, rischiamo di dimenticare.

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