giovedì 19 novembre 2015

In un mondo che cambia i nuovi scenari della geopolitica

di Maria Di Mare

In una società in continuo mutamento è d’obbligo fare un passo indietro e guardare in che modo, e verso quale direzione, sta cambiando non solo l’assetto urbano e politico che ci è più prossimo, ma soprattutto quello globale. Il Seminario Internazionale di geopolitica, tenutosi lo scorso 24 ottobre presso l’Antisala dei Baroni al Maschio Angioino, ha visto l’alternanza di diversi ospiti di rilievo, impegnati, per l’appunto, in un dibattito incentrato sui nuovi scenari globali della geopolitica.

Il convegno, pianificato a quattro mani dal Prof. Alessandro Ceci, per quanto riguarda l’organizzazione scientifica, e dalla Dott.ssa Mariarosaria Intini, per la direzione organizzativa, è stato quindi frutto della collaborazione tra i Ce.A.S (Centro Alti Studi per la lotta al terrorismo), e il Co.Na.Mes (i gruppo di studi organizzatore di Convegni Nazionali di Medicina e Società).

Dall’intervento del Prof. Guglielmo Trupiano, direttore del centro Europe Direct Lupt, è emersa una visione positiva dell’Europa, con uno sguardo rivolto alla piattaforma continentale piuttosto che alle realtà regionali. Difatti il senatore Maurizio Calvi, presidente del Ce.A.S., ha sottolineato e spiegato, ancor più nel dettaglio, perché oggi ci sia l’esigenza di parlare di piattaforme continentali di nazionalità: una piattaforma che non può prescindere dal presentare entrambi questi aspetti poiché la caratteristica di continentalità ne salvaguarda gli aspetti economici, mentre quella di nazionalità ne sottolinea l’aspetto di culture condivise. L’egemonia è stata individuata quale soluzione-chiave, poiché si deve puntare alla soluzione condivisa piuttosto che alla supremazia.
È intervenuto al dibattito anche il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che si è soffermato sulla possibilità effettiva di come i sindaci possano contribuire a migliorare le relazioni col mondo esterno in un’epoca dove, ancora oggi come in passato, i paesi innalzano muri recintati col filo spinato, sfruttando finanche il profilo interculturale delle università, e le reazioni che queste offrono, al fine di costruire un nuovo umanesimo improntato sull’accoglienza e la fratellanza.

Il Prof. Ceci ha individuato negli aspetti di tempo, spazio e potere, le tre variabili cui sottostanno i criteri delle relazioni internazionali. Ritorna con convinzione la questione della necessità di sostituire il concetto di supremazia con quello di egemonia, e a questo si affianca il dibattito sulla scissione tra governo e governance: le organizzazioni criminali sono nate a causa di questa scissione quando, nel momento storico in cui si sono verificate, il governo ha ceduto il posto alla governance abbandonando il territorio.

Citando ad esempio la caduta del muro di Berlino, il senatore Pier Ferdinando Casini si è detto preoccupato per la superficialità con cui oggigiorno viene trattato questo tema: gli stati terroristici stanno abbattendo e sostituendo gli organismi statali, controllando la geografia (uno spazio concreto non più semplicemente ideologico), controllano anche la religione e l’economia. Secondo Casini attualmente l’Europa si trova come ad un bivio, in futuro potrà cadere o andare avanti, ma l’ipotesi della caduta è avallata dalla diffusione di populismi antieuropei. Uno dei peggiori errori della storia recente è stato identificato essere quello di voler importare la democrazia, che però non può essere trattata come un oggetto da import-export, ma, con l’importanza che merita, essere individuata come radicata nel sentimento.

I processi di pianificazione futura, sfruttando il concetto delle piattaforme nazionali di continentalità, potranno avere così uno sguardo duplice, indirizzato sia alla miglioria della sicurezza internazionale che a nuove strategie per il potere estero.

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