martedì 22 dicembre 2015

Acqua: è polemica, la Regione assicura che non sarà privatizzata

di Danilo D'Aponte

Nell'ultimo Consiglio regionale, in relazione all'approvazione della nuova legge sul sistema idrico, si è assistito a una vera e propria diatriba. Contendenti della stessa i sostenitori della gestione pubblica dell'acqua e quanti, al contrario, ritengono che il governo dei sistemi idrici possa essere affidato anche a ditte private.
 
Dalla Regione Campania, infatti, hanno subito puntualizzato che non ci troviamo davanti ad una privatizzazione, in quanto si tratta di una legge che ha come obiettivo principale quello di riordinare l'intera governance del sistema idrico. Tale mossa, dunque, non porterà a nessuna privatizzazione, né dell'acqua, né delle sue reti poiché l’intervento è atto a razionalizzare la struttura degli organismi che ne curano la gestione, per ridurne il numero e cambiargli composizione. In realtà, tecnicismi a parte, l’idea è quella di sostituire i vecchi ATO (Ambiti territoriali ottimali) con un unico Ente idrico campano, cui partecipano obbligatoriamente tutti i comuni. Ovviamente, ciò ingloba e consolida le competenze prima troppo compartimentalizzate, assicurando una centralità delle decisioni, da cui dovrebbe derivarne anche maggiore efficacia.

Di tutt’altro avviso è il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che non lesina critiche a Governo e Regione per aver messo “sotto attacco la rivoluzione realizzata per l’acqua” e, proprio in un post su Facebook, chiarisce che: ”nel giugno del 2011 il popolo italiano al referendum in massa votò in favore dell'acqua pubblica e Napoli oggi, insieme a un pugno di piccoli Comuni, è l'unica città ad aver attuato la volontà popolare. Abbiamo trasformato una società per azioni in azienda di diritto speciale: Abc (Acqua bene comune). Abbiamo messo in sicurezza l'azienda e il ciclo delle acque, procediamo alla riduzione delle tariffe”. “L'acqua”, prosegue de Magistris, “è di tutti, senza distinzione. Tutti ne hanno diritto”.
 
Padre Alex Zanotelli
Lo scorso 28 novembre, inoltre, è stato organizzata anche una manifestazione a favore dell’acqua pubblica, alla quale, oltre a comitati civici e ambientalisti, a semplici cittadini riuniti nella "Rete per l’acqua pubblica" e ai primi cittadini della rete dei sindaci della Campania, ha preso parte anche Padre Alex Zanotelli, da sempre in prima linea sulla questione. In quella occasione, lo stesso Zanotelli ha ribadito che: “la legge regionale è profondamente sbagliata, è privatizzazione pura. L'acqua verrà data in mano a una agenzia, l'Eic, retta da 20 uomini scelti dalla Regione che potranno affidare governance e fonti dell'acqua a multinazionali. È assurdo. Abbiamo già occupato il Consiglio regionale e siamo in piazza per dire che non possiamo accettare questa legge. Oggi chiedo a tutti atti di disobbedienza civile”. L’appuntamento, molto partecipato, cadeva a undici mesi dal "No Gory day", a cui parteciparono circa cinquemila persone, e il giorno dopo in cui il Papa, da Nairobi, ha parlato dell'acqua come diritto alla vita stessa.

La polemica, insomma, non solo continua, ma sembra destinata a crescere, considerato che l’attivo padre comboniano ha già in programma altre iniziative di massa, come quella prevista per oggi ad Avellino, a cui parteciperanno, tra gli altri, Maurizio Montalto (presidente Abc), Raffaello De Stefano (presidente Alto Calore Serviti spa) e Consiglia Salvio (referente comitati Acqua Pubblica della Campania.)

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