martedì 22 dicembre 2015

Giubileo della misericordia: Cardinale Sepe apre la Porta Santa

di Alessia Nardone

Il Giubileo è l‘anno dedicato alla remissione dei peccati, alla riconciliazione, alla conversione e alla penitenza sacramentale. Per Papa Francesco è anche l’occasione per rivivere la misericordia di Dio.

La Chiesa - queste le motivazioni di Papa Bergoglio - ha l’esigenza di ritornare ad essere testimone della Misericordia e quindi accompagnare i fedeli in una conversione spirituale verso la compassione per miseria morale e spirituale altrui. Come lo stesso Papa Francesco spiega durante una funzione religiosa: «È il tempo favorevole per curare le ferite, per non stancarci di incontrare quanti sono in attesa di vedere e toccare con mano i segni della vicinanza di Dio, per offrire a tutti, a tutti, -ha ripetuto- la via del perdono e della riconciliazione». Ripete “tutti” e così decide che non solo a Roma ma, in ogni città del mondo sarebbe stata aperta una Porta Santa perché solo in questo modo poteva essere data la possibilità a tutti gli uomini di poter intraprendere questo percorso di redenzione e di salvezza.  
 
Il Cardinale Sepe apre la Porta Santa
Il 12 dicembre dunque, anche nel capoluogo partenopeo viene aperta la Porta Santa. Alle 16:30 fuori la Chiesa dei Santi Apostoli migliaia di fedeli si riuniscono in preghiera insieme al Cardinale Crescenzio Sepe e, in processione, si recano alla Cattedrale in cui è stata celebrata la Santa Messa con cui ha ufficialmente inizio l’Anno della Misericordia a Napoli.

Il Cardinale nel corso della cerimonia ribadisce il senso e i valori che Bergoglio desidera guidino questo anno giubilare e misericordioso: “Vogliamo che, attraverso questa porta, la nostra comunità ecclesiale esca per andare incontro alla città -ha detto Sepe-, per farsi vicina alla gente e continuare il cammino di misericordia, nella concretezza delle sue sette opere, intrapreso da diversi anni. La porta della misericordia rimarrà aperta per sempre in entrambi i versi: per accogliere chi è pentito, per andare incontro a chi è smarrito. Napoli ha bisogno di comprensione, di indulgenza e chiede di essere avvolta dalla misericordia  -ha proseguito-, come una creatura che deve riacquistare fiducia in se stessa”.
 
La folla in attesa dell'apertura della Porta Santa
La gente, sottolinea Sepe, è sempre più provata, smarrita, ferita e attende che qualcuno versi sulle sue ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza. Da diversi anni ormai “è la misericordia che regola i passi della nostra comunità ecclesiale. È essa a dettare l’agenda del suo agire pastorale. In questi ultimi anni sono sorte tante, innumerevoli iniziative ispirate ad una prossimità caritatevole, coinvolgente, sollecita a chinarsi su chi è caduto, su chi non riesce ad alzarsi dalla polvere. È un cammino che vogliamo intraprendere con decisione ed entusiasmo affidandolo a Maria, madre della misericordia. Lei che per prima è stata raggiunta dalla grazia e dalla misericordia di Dio, accolga con clemente benevolenza il cammino della chiesa di Napoli e l’invocazione del popolo napoletano che le è stato sempre sinceramente devoto, affidandosi a lei fiducioso nelle difficoltà e nelle tribolazioni della vita”.

E in particolar modo fa un appello agli ultimi degli ultimi, ai camorristi, affinché decidano di pentirsi: “Ritornate a Dio Padre! Cercate di riscoprire la vostra dignità di ragazzi, di giovani, di uomini: perché solo nella conversione potrete trovare la pace che viene dalla misericordia di Dio. Spero che questo appello possa essere accolto”.

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